La divina liturgia è l’incontro tra cielo e terra

Nella riunione eucaristica dei fedeli, la presenza della Santa Trinità realizza il vero e grande incontro tra cielo e terra e diventa il luogo dove Dio viene ad abitare, dove Dio “pone la tenda con gli uomini” (Ap 21,3). Non solo l’uomo, ma tutto il creato, tutte le realtà, si radunano nello stesso posto nello stesso tempo e insieme (ἐπὶ τὸ αὐτὸ) per magnificare Dio, “sull’altare posto davanti al trono” di Dio (Ap 8,3), così come insegna san Dionigi: “la bellezza sovra- essenziale, è chiamata bellezza…, perché chiama a sé tutte le cose… e tutte le raccoglie insieme”.

Questa è la realtà della divina liturgia: l’intera creazione si raduna in unità nello stesso luogo per benedire Dio e mettersi in cammino verso il Regno dei cieli. Per questo motivo san Giovanni Crisostomo e altri padri definiscono la divina liturgia sinodo (gr. σύνοδος composto da σύν «con, insieme» e ὁδός «via»), perché tutti insieme camminiamo verso Dio: “Nessuno di coloro che mangiano questa Pasqua (la divina eucaristia) guarda l’Egitto, ma al cielo, alla Gerusalemme celeste”.

Nela divina liturgia è presente Gesù Cristo: “Quando stai per accostarti alla sacra mensa, credi che lì è presente il Re di tutti”. È il Signore Gesù, “che raduna (ekklêsiàzôn) tutte le creature” e invita intorno al santo altare tutte le realtà e “provvidenzialmente le unisce sia a se stesso che fra di loro”.

Vicino a Gesù c’è la Madre di Dio, perché ancor prima che Gesù preparasse la sua Cena, nella Madre sua si è compiuto, per la grazia dello Spirito Santo, la verità soprannaturale della nostra redenzione: “Il tuo seno è divenuto mensa santa su cui ha riposato il Pane celeste”.

Nella divina liturgia la Regina dei cieli siede alla destra del Re: “Dove Cristo si è assiso… sta anche lei… perché davvero è il suo trono: dove siede il re, lì vi è il suo trono”.

Le schiere angeliche sono la corte celeste di Gesù Cristo. Il Signore procede verso il Golgota “invisibilmente scortato dalle angeliche schiere”, e nell’istante dell’oblazione le creature ultraterrene celebrano insieme a noi l’amore di Dio.

Insieme agli angeli compartecipano alla divina eucaristia “il coro dei santi” riuniti intorno all’altare, vicino a Cristo, “si trova, inseparabilmente, la schiera dei santi”. Nella riunione eucaristica si festeggia la vittoria di Gesù Cristo e coloro che sono uniti a Lui nel sinodo, sono partecipi in quella circostanza: “Quando si celebrano i trionfi dei re per la vittoria sono a chiamati anche coloro che vi hanno preso parte…, così anche qui: questa è l’ora del trionfo”.

Nella Divina liturgia prendono parte anche i nostri fratelli deceduti per i quali imploriamo la compassione di Dio e ricordarli nella sinassi liturgica significa “molto profitto, grande giovamento” per le loro anime.

In questa maniera, cielo e terra, angeli e uomini, vivi e defunti celebrano congiuntamente e benedicono il Signore per la sua grande misericordia. “Terra e mare, regioni abitate e regioni deserte inneggiano eternamente, rendendo grazie per i beni ricevuti”. Tutti gli esseri umani innalzano la loro gratitudine “A colui che siede sul trono e all’Agnello lode, onore, gloria e Potenza, nei secoli dei secoli” (Ap 5,13).