EPARCHIA DI LUNGRO
DOCUMENTO FINALE della XVIII ASSEMBLEA ANNUALE
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Nei giorni 29-30-31 agosto 2005 si è svolta a Lungro, presso l’ospitale Parrocchia del SS. Salvatore, la XVIII ASSEMBELA DIOCESANA – CORSO DI AGGIORNAMENTO TEOLOGICO dell’Eparchia di Lungro , presieduta da S. Ecc. il Vescovo eparchiale, Mons. Ercole Lupinacci, sul tema “Eucarestia, fonte e culmine della vita della Chiesa”.
La complessa e vasta tematica è stata articolata in tre relazioni esemplari, seguite sempre dai relativi lavori dei gruppi di studio dei partecipanti, vivamente interessati e corresponsabilizzati.
La prima relazione, dal titolo” L’Eucarestia è carità” , è stata tenuta da S. Ecc. Mons. Tarcisio Cortese, Vescovo della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, il quale ha illuminato l’assemblea sul mistero ineffabile dell’amore gratuito, sovrabbondante, inevitabile, del Dio-Amore, che è Creatore per amore, Incarnato per amore, Crocefisso per amore, dono sovrabbondante di Amore nello Spirito che “fa nuove tutte le cose”.
L’eucarestia è il segno tangibile di questo amore senza misura: nel banchetto eucaristico l’amore di dio per l’uomo si dilata e si prolunga al mondo attraverso la Chiesa che lo celebra.
Nella seconda relazione, dal titolo “Eucarestia e divinizzazione” , Papàs Vittorio Scirchio ha illustrato con profondità di meditazione l’intima relazione esistente fra il mistero dell’incarnazione (sàrkosis) e della divinizzazione dell’uomo (théosis), movimento duplice di discesa di dio per l’asc esa dell’uomo, che muove dall’indefettibile amore del creatore per la sua creatura, per mezzo delle persone del Cristo e dello Spirito, che rinnova con i suoi doni il mondo.
La Chiesa accoglie lo spirito e lo comunica attraverso i sacramenti, tra cui l’eucarestia è il culmine supremo, offrendo al fedele la comunione intima con dio, la sua reale propspettiva di deificazione, la sua comunione d’amore con tutti i fratelli.
Con la terza relazione, tenuta magistralmente dal Protopresbitero Nik Pace sul tema “Eucarestia ed ecumenismo” , la visione eucaristica del Dio-Amore, che si comunica all’uomo per divinizzarlo e renderlo capace di aprirsi all’amore per tutte le creature, volge lo sgurado sulla ecumene , il mondo delle Chiese cristiane, che soffre di disunione, di mancanza di unità e di comunione di fede e di banchetto eucaristico.
Negli ultimi cinquant’anni, tuttavia, il movimento ecumenico ha compiuto dei progressi che nel tempo precedente erano inimmaginabili.
Questo ci sprona, specialmente come Chiesa orientale cattolica, a farci protagonisti in questa direzione, chiedendo a Dio e alla sua tenerissima Madre, mediante la nostra preghiera accorata, di sostenerci nello sforzo di essere strumento provvidenziale di unione piena fra i cristiani intorno al banchetto eucaristico.
Dopo avere condiviso le relazioni anche dei gruppi di studio, l’Assemblea approva il presente documento finale, evidenziando, in particolare, i seguenti punti programmatici:
1) Il cristiano non può non ‘essere comunione‘ per poter ‘fare comunione’ con Dio e con i fratelli, secondo l’insegnamento evangelico (‘ama il Signore Dio tuo…….ama il tuo prossimo con tutto te stesso…….amatevi come io ho amato voi…….’ ).
2) L’amore cristiano, gratuito, caritatevole, umile, sa aprirsi agli altri:
a) innanzitutto nella Chiesa, nella nostra Chiesa, nelle nostre famiglie, personali e parrocchiali, nelle nostre zone pastorali, per una collaborazione aperta e volenterosa sul piano interparrocchiale;
b) a quelli che stanno ai margini della Chiesa, per incredulità o indifferenza;
c) a quelli che non sono cattolici;
d) a quelli che non sono cristiani;
e) a quelli che non sono, o dicono di non essere, credenti.
Questa è l'”eucarestia del fratello”, che si apre alla diversità, a tutte le diversità, con gli occhi “nuovi”, illuminati dallo Spirito.
3) Il nostro tempo pare avere più bisogno di altri tempi passati di tale amore eucaristico che possa vincere i suoi “segni” negativi, di secolarizzazione, di egoismo, di edonismo, di idolatrie varie e allettanti, che portano l’uomo a farsi dio senza Dio, ad adorare altro da Dio, come l’Israele del vitello d’oro.
4) In particolare in questo nostro tempo di “tempesta”, che non rivolge lo sguardo e la fiducia in Colui che è, i giovani sono i più bisognosi di attenzione, di accoglienza, di ascolto da parte della Chiesa, di cui rappresentano il futuro.
La scoperta e la valorizzazione dei loro personali carismi rappresentano l’ancora di salvezza per ciascuno di loro, per la comunità ecclesiale, per tutta la società.
Una pastorale attenta ad evangelizzare le loro presenze variegate, i loro linguaggi nuovi, i loro costumi di vita, in una parola, la loro mentalità sorpresa e sorprendente, non può che riversarsi come un bene sulla Chiesa stessa e sulla società.
5) Se la Chiesa come istituzione viene spesso rifiutata, dai giovani, ma non solo, i responsabile di essa, chierici e laici, si devono interrogare, per capire se la loro testimonianza dei valori cristiani è visibile e non è in contraddizione con il messaggio comunicato con le parole.
6) L’impegno formativo della Chiesa deve intensificarsi, specialmente riguardo agli itinerari sacramentali tutti e in particolare a quello eucaristico: la gradualità di formazione, di catechesi, di mistagogia, di piena responsabilizzazione dei fedeli di fronte all’eucarestia, al loro destino di divinizzazione personale e di azione missionaria nella società, è sempre più necessaria, quanto più la società riceve e subisce messaggi diversi da quello cristiano.
7) E’ urgente che i fedeli riacquistino un consapevole senso del peccato e sentano il bisogno della riconciliazione e del perdono, che il signore, attraverso i suoi ministri, non nega mai a chi glielo chiede con umiltà.
8) La prospettiva ecumenica non è che il completamento di questo cammino di amore eucaristico, che fa superare gli attriti, ora fra riti diversi all’interno della stessa Chiesa, ora tra fratelli di diverse tradizioni e Chiese cristiane.
9) La formazione è la scala che fa progredire anche sul piano ecumenico : occorre pertanto far conoscere ed approfondire i documenti prodotti sia dalla Chiesa sia dai vari movimenti ecumenici in dialogo fra loro in vista della comunione futura.
10) Conclusione : l’altezza, o la profondità, dell’argomento trattato ha trovato un’Assemblea attenta e compartecipe di ogni momento, di celebrazione, di comunicazione, di ascolto e di ricerca, per cui la crescita spirituale ed ecclesiale, che ogni partecipante ha maturato in questa occasione privilegiata, diventa motivo di chiamata per i fratelli che non hanno ancora fatto questa esperienza, alla maniera della Samaritana al pozzo, nell’ottica cristiana della speranza che non delude, della fiducia nel Dio che scende verso l’uomo per attirarlo a sé con amore infinito, che ascolta le nostre invocazioni di aiuto e porge orecchio deferente alla supplica incessante che per tutti i suoi figli Gli rivolge la Madre Tuttasanta, la Semprevergine Maria, portatrice di Dio nel mondo.
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Lungro, 31 agosto 2005