Quarta Domenica di Quaresima

Quarta Domenica di Quaresima – Catechesi mistagogica

Siamo ormai quasi al termine del cammino quaresimale, e la prima lettura di oggi ci invita a guardare a Dio con uno sguardo rinnovato, soprattutto senza mai dubitare della Sua fedeltà.
Paolo, nella Lettera agli Ebrei, ci ricorda che Dio mantiene sempre le Sue promesse. Per questo ci invita ad avere pazienza, prendendo come modello Abramo: egli non solo credette, ma perseverò, e proprio grazie alla sua perseveranza vide compiersi la promessa di una discendenza numerosa, dalla quale sarebbe sgorgata una benedizione per tutte le genti.
Da questo episodio comprendiamo una certezza fondamentale: Dio non mente. Ciò che Egli promette, lo compie. L’unica cosa che spesso non comprendiamo sono i Suoi tempi – quei “tempi biblici” che sembrano sempre più lunghi delle nostre attese – e talvolta la realtà sembra perfino contraria rispetto alle nostre speranze. Ma la fedeltà di Dio non viene mai meno.
In un mondo in cui le promesse umane vengono infrante con facilità e la fiducia è spesso tradita, questa Parola è una roccia: Dio è fedele, non cambia, non si stanca mai di noi.
Per questo possiamo edificare senza timore la nostra vita sulla Sua Parola.
Abramo diventa così per noi un esempio forte e luminoso: ci insegna che la fede non è un automatismo, non è magia, non produce effetti immediati, ma è un atto di fiducia perseverante. Credere significa affidarsi a Dio anche quando i risultati non arrivano subito, anche quando tutto sembra fermo.
Non dobbiamo mai dubitare della Parola di Dio né cadere nella disperazione, perché – afferma Paolo – la speranza un’ancora sicura e salda per la nostra vita.
Come l’ancora trattiene una nave in mezzo alla tempesta, così la speranza cristiana dà stabilità al cuore nelle prove: non è un sentimento vago o una semplice euforia, ma la fiducia concreta in un futuro promesso da Dio e già iniziato in Cristo.
Quando attraversiamo le nostre tempeste – dubbi, malattie, fallimenti, solitudini – e ci sentiamo come barche sbattute dalle onde, possiamo aggrapparci a questa certezza: Dio è con noi. La Sua presenza non è un’illusione: è stabile, solida, reale.
A maggior ragione possiamo restare saldi perché Cristo è entrato per noi come precursore nel santuario del Padre.
Egli ci ha aperto una strada nuova, ci precede e intercede continuamente per noi.
Non solo è morto e risorto per la nostra salvezza, ma ci guida verso il cuore stesso di Dio.
Ecco perché Paolo ci invita ad essere saldi nella speranza: Dio è fedele, Cristo ci precede e ci sostiene, e la nostra speranza è più forte di ogni prova.
Quando ci sentiamo stanchi, confusi o tentati di arrenderci, ricordiamoci di questa parola: Abbiamo un’ancora. Non siamo alla deriva. Siamo nelle mani di un Dio che mantiene la Sua Parola.

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