Clemente era vescovo di Ancira, in Galazia (oggi Ankara, in Turchia).
Fu imprigionato a Roma durante la persecuzione dei cristiani voluta dall’imperatore Diocleziano.
In carcere, conobbe Agatangelo.
Clemente battezzò e convertì Agatangelo, che divenne suo discepolo.
I due furono rilasciati dalla prigione e tornarono ad Ancira.
Lì, continuarono a predicare il Vangelo e a convertire i pagani.
Questo attirò l’attenzione delle autorità romane, che li arrestarono nuovamente.
Furono torturati e poi decapitati.
Il loro martirio avvenne nel 312, durante il regno dell’imperatore Massimino.
La loro memoria è un invito a testimoniare la propria fede con coraggio, anche di fronte alle persecuzioni.

