San Biagio era al tempo dell’imperatore Licinio vescovo di Sebaste. a causa della persecuzione si era nascosto in una spelonca sui monti, che erano intorno, ed ammansiva gli animali selvatici, che là praticavano; era esperto nell’arte medica, perciò avveniva che, con la sua benedizione, si operassero molte guarigioni, avendo il Santo ricevuto dal Signore il potere di fare miracoli. Fu però catturato e condotto davanti al governatore Agricola, ed avendo confessato il Nome di Cristo, venne percosso con verghe, appeso e sottoposto a lacerazioni. Poi, mentre veniva condotto in prigione, lo seguivano sette donne, che si erano proclamate cristiane e subito furono decapitate. San Biagio dapprima fu gettato in fondo ad un lago e ne uscì fuori, poi gli fu tagliato il capo, assieme a due fanciulli che erano in prigione con lui.
(Sinassario dal calendario liturgico di Grottaferrata, a cura di Padre Basilio)
Vescovo e medico
La tradizione vuole Biagio originario di Sebaste, in Armenia, dove trascorse la giovinezza dedicandosi in particolare agli studi di medicina. Divenuto vescovo, si occupò della cura sia fisica che spirituale della gente, compiendo, secondo la tradizione, anche guarigioni prodigiose. In quegli anni le condizioni di vita per i fedeli di fede cristiana peggiorarono a causa dei contrasti tra l’imperatore d’Oriente Licinio e d’Occidente Costantino, che portarono a nuove persecuzioni. Biagio, per sfuggire alle violenze, si rifugiò in una caverna del Monte Argeo, vivendo in solitudine e preghiera, guidando anche da lì la sua Chiesa con messaggi inviati in segreto.
Il miracolo della gola
Alla fine, però, Biagio fu scoperto, arrestato dalle guardie del governatore Agricola e condotto al giudizio. Lungo la strada incontrò una madre disperata con il figlioletto in braccio che stava soffocando a causa di una spina o una lisca di pesce incastrata nella gola. Il vescovo lo benedisse e questi guarì all’istante. Ma ciò non bastò a risparmiargli il martirio dopo atroci torture che non riuscirono a piegarlo nello spirito.
Il naufragio delle reliquie
Dopo la morte, Biagio fu seppellito nella cattedrale di Sebaste, ma nel 723 una parte dei suoi resti viene traslata a Roma. Durante il viaggio un’improvvisa tempesta fa però fermare le reliquie a Maratea, sulla costa dell’attuale Basilicata, terra che infatti ancora oggi riserva a Biagio una grande devozione.
Il culto di S. Biagio
Biagio è uno di quei Santi la cui fama ha raggiunto molti luoghi e per questo oggi è venerato un po’ ovunque. Il miracolo della gola che compì sul bambino è ancora ricordato ogni 3 febbraio con una particolare liturgia nel corso della quale viene benedetta la gola dei fedeli con due candele incrociate davanti alla gola stessa.

