L’anno liturgico della Chiesa bizantina come itinerario di fede per la divinizzazione in Cristo.
EPARCHIA DI LUNGRO degli Italo Albanesi dell’Italia Continentale
Diocesi Cattolica Bizantina
Il progetto Costruire Speranza, a cura della Delegazione Regionale Caritas Calabria, è un progetto finanziato dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI) e si prefigge di intervenire nell’ambito della promozione della legalità, ambito di intervento che si configura come una delle priorità educative della Chiesa. La comunità cristiana educa servendo i poveri. I credenti dall’ascolto e dalla preghiera sono invitati ad uno stile di condivisione, ad una vita di giustizia e di pace, alla cittadinanza attiva. Servire i poveri è opera educativa della fede: la carità tutto trasforma e costruisce speranza. Le nostre Caritas diocesane desiderano sempre di più contribuire al progetto educativo della chiesa.
Il progetto mira a creare dei processi efficaci e percorsi consapevoli di legalità democratica, mettendo in gioco la tenuta dei significati, dei valori e delle motivazioni di luoghi di fede e degli spazi di cittadinanza grazie alla riconversione, in Opere Segno, dei beni confiscati alla mafia.
La finalità progettuale è quella di ”promuovere pratiche di legalità attraverso l’uso dei beni confiscati alla mafia trasformati in opere di carità, di formare gli operatori pastorali a questa tematica, di sviluppare percorsi di sensibilizzazione nelle singole diocesi”. Questi”rappresentano obiettivi prioritari all’interno di una pastorale attenta ai temi della giustizia e della crescita integrale della persona’.
Il progetto dal carattere educativo, volto a istruire alla condivisione e alla giustizia, prevede le seguenti attività progettuali:
1. La formazione di almeno una figura professionale, in delegazione regionale, che possa qualificarsi sul fronte della gestione di beni confiscati, in collaborazione con le associazioni che da anni hanno acquisito competenza su questo fronte.
2. Un’azione educativa e formativa sul piano interdiocesano per ciascuna delle 3 Metropolie calabresi, dando seguito alla formazione delle equipe diocesane e che abbia come ricaduta la sensibilizzazione delle Caritas parrocchiali, delle parrocchie, dei movimenti e delle associazioni ecclesiali.
3. Individuazione di un bene confiscato per Diocesi per dare inizio o rilanciare un’opera segno a favore delle fasce deboli, attuando il principio di sussidiarietà.
4. Coinvolgimento del mondo giovanile attraverso gli animatori del Progetto Policoro per quanto riguarda il contrasto all’illegalità ed educazione al lavoro e la gestione dei beni confiscati.
In merito al punto 2, il progetto prevede il coinvolgimento delle realtà associative territoriali al fine di avviare, con le stesse, percorsi educativi e formativi sul tema di giustizia e legalità. Si prevede, inoltre, di individuare un referente dell’associazione che possa prender parte attiva nelle attività previste per la sensibilizzazione territoriale prevista dal progetto Costruire speranza.
Pellegrinaggio pasquale alle radici del nostro popolo.
La Divina Provvidenza, attraverso le sue vie misericordiose, ha disposto che dal 22 al 26 aprile di quest’anno, nella settimana di Pasqua, la settimana più bella dell’anno, chiamata nella nostra Chiesa Bizantina ‘Settimana del Rinnovamento’ ‘ ‘Tis diakenisìmu’, il nostro Vescovo Mons. Donato Oliverio, insieme al Protosincello, Protopresbitero Pietro Lanza, al Protopresbitero Antonio Bellusci e a Papàs Sergio Straface, si è recato in visita ufficiale in Albania, terra madre dei profughi albanesi che fondarono i nostri Paesi arbëresh.La visita è stata organizzata dall’Associazione che porta il nome di ‘Pal Engjëlli’, Arcivescovo di Durazzo nel 1460, amico e consigliere di Giorgio Castriota Skanderbeg, al quale si attribuisce la prima testimonianza scritta in lingua albanese, la formula battesimale, risalente al 1462. L’Associazione ha preparato per la delegazione dell’Eparchia di Lungro un denso e qualificato programma di incontri e visite ufficiali. All’arrivo nella terra degli Avi i visitatori sono stati accolti da Ilirjan Celibashi, Presidente dell’Associazione e Ministro per i Rapporti con il Parlamento. La prima visita è stata fatta al Presidente della Repubblica Albanese, Bujar Nishani.In seguito c’è stato un incontro con il Primo Ministro, Edi Rama.Il Ministro per i Problemi Sociali, Erion Veliaj e il Presidente del Comitato dei Culti, Ilir Hoxholli hanno offerto, in onore dei visitatori, un pranzo al quale hanno partecipato i massimi rappresentanti delle religioni presenti in Albania: Cattolici, Ortodossi, Protestanti, Musulmani, Bektashani. Altri incontri sono avvenuti con il Sindaco di Tirana, Lulzim Basha, e con il Sindaco di Lezhë, Viktor Tushaj.In ambito ecclesiale la delegazione è stata accolta con tanta commozione nella sede della Chiesa Ortodossa Autocefala Albanese, da Sua Beatitudine Anastasios e dai Vescovi suoi collaboratori. È stata resa fraterna visita al Nunzio Apostolico, Mons. Ramiro Moliner Inglès; all’Arcivescovo Metropolita di Tirana-Durazzo, Mons. Rrok Mirdita, all’Arcivescovo Metropolita di Scutari-Polt, Mons. Angelo Massafra, Presidente della Conferenza Episcopale Albanese, con il quale, il 25 aprile, si è concelebrata la Santa Messa, nella Cattedrale di Scutari, ricordando la storica visita di San Giovanni Paolo II in Albania, nello stesso luogo, lo stesso giorno del 1993. Significative e interessanti sono stati gli incontri con il Presidente della Comunità Musulmana Albanese, Skënder Bruçaj e con il capo spirituale della Comunità dei Bektashi.Emozionante la visita alla tomba di Skanderbeg, difensore della cristianità europea dal 1444 al 1467, a Lezhë.Altrettanto commovente la visita a Kruja e al Museo Nazionale ‘Giorgio Castriota Skanderbeg’, ricco di storiche opere evocative. Nel corso della breve permanenza in questa antica terra, ovunque si è respirata una particolare e naturale aria di armonia intorno alla delegazione. Bastava che si definisse la provenienza dei visitatori e subito si sentiva proclamare: ‘Jemi vëllezer!’, ‘Jemi shqiptar!’. (‘Siamo fratelli! Siamo albanesi!’). Il nostro Vescovo Donato e i suoi accompagnatori sono stati profondamente impressionati dalla esemplare armonia e dal rispetto vicendevole che circola tra le religioni presenti in questo luogo. Ivi, nei decenni passati, ha imperversato il più bieco materialismo, che, però, non è riuscito a spegnere l’infinita sete spirituale dell’uomo, ritornata libera di esprimersi in differenti modi in questa nobile terra. Motivo alla base di questo significativo pellegrinaggio è l’avvicinarsi del I centenario di vita della nostra Eparchia, istituita il 13 febbraio del 1919, che tra appena cinque anni, nel 2019, compirà cent’anni.Il Vescovo ha ritenuto di iniziare il percorso celebrativo partendo dalla terra di provenienza degli antenati dei fedeli italo-albanesi e ivi, ha avuto modo di contemplare la realizzazione dell’auspicio di San Giovanni Paolo II, il quale, in occasione della visita effettuata nel 1993, invocava la ‘rinascita spirituale dell’Albania all’insegna del dialogo ecumenico e della collaborazione interreligiosa’.