Category Archives: In evidenza

Domenica V di Quaresima: Santa Maria Egiziaca

di Papàs Vittorio Scirchio
 
Giunti quasi al termine della Quaresima, la Chiesa propone alla nostra considerazione la figura ascetica di Santa Maria Egiziaca. L’intento è quello di mostrare ai fedeli ed al Cristiano di ogni epoca la potenza della conversione in genere e, nello specifico, la trasformazione radicale dell’individuo che incontra Cristo: Maria, da prostituta della corrotta Alessandria d’Egitto, ad esempio di ascesi, degna di essere paragonata negli sticheri del Vespro a Giovanni Battista.
Nata nel 345 circa in Egitto, visse da prostituta per 17 anni. Travagliata interiormente per il tipo di vita che conduceva, un giorno si imbarcò con dei pellegrini per la Terra Santa. Nella città Santa di Gerusalemme, il giorno della festa della Croce cercava di entrare anche lei nella Basilica, ma una forza la respingeva e solo l’intercessione della Madre di Dio le permise di entrare e di venerare il Sacro Legno. Questo episodio segnò la conversione di Maria. Uno degli sticheri del Vespro scrive: «Volto lo sguardo a un’icona della Madre di Dio, riconosciute tutte le precedenti colpe, con fiducia ti sei prostrata al legno prezioso».
Dopo la conversione Maria si ritirò nel deserto per irrorarlo con le sue lacrime di pentimento e di penitenza: «essendosi stabilita nel deserto lungo il Giordano, scelse la stessa dimora del Battista». Nel deserto iniziò la sua lotta ascetica, combattendo la sua buona battaglia e trasformandosi quasi in pura preghiera «sollevandosi da terra, durante i suoi colloqui con Dio» (Sticheri del Vespro). Fu lo ieromonaco Zosima a raccontare la vicenda della sua vita, avendola incontrata nel suo luogo di penitenza. Maria chiese a Zosima che la visitasse periodicamente per portarle la comunione e nell’anno 421 lo ieromonaco, essendo andato per portarle la comunione, la trovò morta. La Santa è veneratissima in oriente, ma anche in occidente.
La Chiesa Bizantina, volendo sostenere i fedeli a perseverare nell’agone delle virtù, presenta la figura di Maria Egiziaca, affinché essi possano continuare e terminare in pace la Quaresima, contemplare la vivificante passione del Signore e, il giorno della Resurrezione, risorgere attraverso il dono del Santissimo Spirito sgorgato dal Suo costato trafitto. La figura di Maria Egiziaca è immagine della guarigione del cuore dal buio in cui si trova, grazie all’incontro con Gesù. Benedetto XVI nel suo messaggio per la Quaresima 2011 scrive: «Cristo vuole aprire il nostro sguardo interiore, perché la nostra fede diventi sempre più profonda e possiamo riconoscere in Lui l’unico nostro Salvatore».
La pericope evangelica che si legge in questa domenica è tratta dal vangelo di Marco (Mc 10, 32-45). Secondo me è uno dei testi più belli di questo vangelo perché contiene l’essenzialità del messaggio di Gesù. Gesù termina il suo ‘cammino’ e si apre quello di «Gerusalemme». Sono gli ultimi giorni della vita terrena di Gesù e nella pericope si parla di una predizione dettagliata e articolata della sua imminente passione. Scrive J. Mateos nel suo commento al suddetto passo: «Gesù smentisce l’attesa dei Dodici (o nuovo Israele), i quali sperano che Gesù prenda il potere politico nella capitale. Per questo espone loro l’ostilità mortale del sistema religioso giudaico contro di lui, e il risultato, che non sarà il suo trionfo personale, ma la vittoria del sistema, anche se solo apparente, poiché la morte non interromperà la sua vita».
Agli ‘Erode’, ‘ai grandi’, ‘ai capi delle nazioni’ che esercitano il dominio dell’uomo sull’uomo, Gesù oppone un modello di servizio e di dedizione che crea l’uguaglianza.
 
 
condividi su

Sabato dell’Inno Akatistos (9 aprile 2011)

     Nell’anno 626, Persiani, Avari e Slavi assediarono la città imperiale di Costantinopoli, mentre l’imperatore Eraclio e il corpo principale dell’esercito bizantino erano in Oriente. Le navi nemiche avevano occupato il Corno d’Oro e sulla terra gli avversari erano pronti per l’attacco con fanti, cavalli e macchine da guerra. Anche se i cittadini cercavano coraggiosamente di resistere, erano pochi e incapaci di respingere l’attacco di un tale grande esercito. Non restava altro che sperare nella protezione della Theotòkos, la Madre di Dio.
     All’improvviso una tempesta violenta si abbatté sulle navi nemiche facendole affondare e le truppe di terra degli invasori furono scacciate dal quartiere di Blacherne dove si trovava la famosa Chiesa della Theotòkos. Prendendo coraggio da questo evento miracoloso la gente uscì dalla città e respinse le forze rimanenti, che fuggirono per la paura. Nel 673, la città fu miracolosamente liberata ancora una volta da una invasione degli Arabi. Poi, nel 717-718, guidati dal generale saraceno Maslamah, la flotta araba assediò nuovamente la città. La superiorità numerica del nemico fu così travolgente che la caduta della città imperiale sembrava imminente. Ma la Madre di Dio, insieme a una moltitudine di schiere angeliche, apparve all’improvviso sopra le mura della città. Le forze nemiche fuggirono gettate nel panico da quell’apparizione. Poco dopo la flotta araba fu completamente distrutta da una terribile tempesta nel mar Egeo, alla vigilia dell’Annunciazione, il 24 marzo 718.
     Da allora venne istituita una speciale ‘festa della vittoria e del ringraziamento’ per celebrare e commemorare queste liberazioni ad opera della Madre di Dio e l’Inno Akatistos, per la sua magnificenza, ne detiene il posto d’onore. Sembra che anche prima degli assalti nemici narrati, l’Akatistos fosse già in uso come servizio previsto per la festa dell’Annunciazione, insieme con il kontakion, ‘Quando l’angelo seppe l’arcana missione…‘, che ha come tema l’Annunciazione. Ed è stato solo in occasione del grande miracolo del 718 che l’inno ‘A te che, qual condottiera’‘ è stato composto, molto probabilmente da San Germano, Patriarca di Costantinopoli.
     Gli storici hanno attribuito l’Inno Akatistos a diversi autori: a Sergio, patriarca di Costantinopoli (638), a san Giorgio il Confessore, vescovo di Pisidia (818), o anche a san Fozio il Grande (891), tutti vissuti durante o dopo gli assedi narrati. Tuttavia, sembra più probabile dal suo linguaggio, dai contenuti e dallo stile che il vero compositore dell’inno Akatistos sia san Romano il Melode (VI sec.).
 
 
 
condividi su

Domenica III di Quaresima: Adorazione della preziosa e vivificante Croce

     Nella tradizione bizantina la terza domenica dei digiuni della Grande Quaresima è dedicata alla venerazione della Croce del Signore. Questa non è l’unica data dell’anno liturgico in cui la Croce viene commemorata poiché, come nella chiesa romana, è il 14 Settembre il giorno in cui si celebra la sua universale esaltazione. Nel nostro calendario sono presenti anche altre due date: il sette maggio, a ricordare l’apparizione della croce sopra la città di Gerusalemme avvenuta nel 351, e il primo di agosto, quando la reliquia della santa Croce veniva portata in processione lungo le strade di Costantinopoli per proteggere la popolazione dalle malattie; inoltre non manca di essere venerata il mercoledì ed il venerdì di ogni settimana.
     A metà del cammino quaresimale siamo invitati ad alzare gli occhi verso la Croce: quella Croce che da strumento di infamia e di morte è divenuta simbolo della fede dei Cristiani; quella Croce che il Signore da rude legno ha trasformato in chiave che apre le porte del Paradiso, in leva che scardina le porte dell’inferno, in sostegno per alzare il caduto Adamo; quella Croce, che come un albero è stata piantata in questa terra affinché sotto la sua ombra si trovi ristoro dalle sofferenze; quella Croce che ci ricorda la Passione del Signore, e presentando a noi il suo esempio, ci incoraggia a seguirlo nella lotta e nel sacrificio; quella Croce che ci ricorda che tutta la Quaresima è un periodo in cui ci siamo crocifissi con Cristo, e che la via della Vita passa per la sofferenza, che il Signore stesso su di essa ha conosciuto, per l’infamia, che su di essa il Signore ha sperimentato, per la nudità, che su di essa il Signore non ha potuto nascondere.
Sì, quella Croce che portò il Signore, che oggi veneriamo e glorifichiamo insieme alla sua santa risurrezione
Τὸν Σταυρόν σου προσκυνοῦμεν Δέσποτα, καὶ τὴν ἁγίαν σου Ἀνάστασιν δοξάζομεν
Ton stavròn su proskinùmen Déspota, kiè tin aghìan su Anàstasin doxàzomen
Adoriamo la tua Croce o Sovrano e glorifichiamo la tua santa risurrezione
 
 
 
 
condividi su

Viviamo la Quaresima

Dell’Archimandrita Donato Oliverio
Ogni anno la Quaresima si offre a noi quale occasione per approfondire la propria fede e riconsiderare la propria vita, fino a cambiarla. Ed è proprio attraverso le forme e lo spirito della sua liturgia quaresimale che la Chiesa ci guida ad un incontro particolarmente intenso con il Signore. Il silenzio diventa occasione e strumento per dare priorità alla Parola di Dio, per conferirle una centralità rispetto all’intera giornata in modo che sia veramente ascoltata, accolta, meditata, custodita e, quindi, realizzata con intelligenza. Vano si rivela l’ascolto della Parola se non è accompagnato da quel silenzio che fa tacere le altre voci e sa subordinarle alla Parola se non è accompagnato da quel silenzio che fa tacere le altre voci e sa subordinarle alla Parola. Il silenzio, inoltre, è necessario per far nascere una parola umana autorevole, comunicativa, penetrante, ricca di sapienza e di capacità di comunione: quante volte, invece, ci pare di ascoltare parole ‘vane’ perché non originate dal silenzio, parole vuote di senso che altro non sono che rumore, affiorare vociante dei peggiori sentimenti che ci abitano. ‘La bocca ‘ ci dice il Vangelo ‘ parla dalla pienezza del cuore’ e solo il silenzio interiore può far tacere pensieri, immagini, giudizi, mormorazioni, malvagità che nascono nel cuore umano.Così, secondo san Basilio, solo ‘l’uomo capace di silenzio è fonte di grazia per chi ascolta e sa donare agli altri parole di pace e di consolazione’.
‘La Quaresima, scrive il Santo Padre Benedetto XVI nel messaggio 2011, è per la Chiesa un tempo liturgico assai prezioso e importante, in vista del quale sono lieto di rivolgere una parola specifica perché sia vissuto con il dovuto impegno. Attraverso le pratiche tradizionali del digiuno, dell’elemosina e della preghiera, espressioni dell’impegno di conversione, la Quaresima educa a vivere in modo sempre più radicale l’amore di Cristo. Il digiuno, che può avere diverse motivazioni, acquista per il cristiano un significato profondamente religioso: rendendo più povera la nostra mensa impariamo a superare l’egoismo per vivere nella logica del dono e dell’amore; sopportando la privazione di qualche cosa – e non solo di superfluo – impariamo a distogliere lo sguardo dal nostro ‘io’, per scoprire Qualcuno accanto a noi e riconoscere Dio nei volti di tanti nostri fratelli. Nel nostro cammino ci troviamo di fronte anche alla tentazione dell’avere, dell’avidità di denaro, che insidia il primato di Dio nella nostra vita. Per questo la Chiesa, specialmente nel tempo quaresimale, richiama alla pratica dell’elemosina, alla capacità, cioè, di condivisione. La pratica dell’elemosina è un richiamo al primato di Dio e all’attenzione verso l’altro, per riscoprire il nostro Padre buono e ricevere la sua misericordia. In tutto il periodo quaresimale, la Chiesa ci offre con particolare abbondanza la Parola di Dio. Meditandola ed interiorizzandola per viverla quotidianamente, impariamo una forma preziosa e insostituibile di preghiera, perché l’ascolto attento di Dio, che continua a parlare al nostro cuore, alimenta il cammino di fede che abbiamo iniziato nel giorno del Battesimo’.
condividi su

13 marzo: I Domenica di Quaresima, dell’Ortodossia

In questa prima domenica della Grande Quaresima dei digiuni nelle Chiese di tradizione bizantina si commemora il ristabilimento del culto delle iconi. In oriente, per più di cento anni, a partire dal regno di Leone Isaurico (717-741) e fino al regno di Teofilo (829-842), la Chiesa fu sconvolta dalla persecuzione degli iconoduli, i difensori del culto delle immagini, da parte degli iconoclasti, che volevano distruggere le immagini sacre.

L’origine della diatriba e del pensiero iconoclasta è da ricondurre al divieto di produrre immagini di Dio, come espresso nelle scritture dell’Antico Testamento (vedi: Esodo 20,4-5 e Deuteronomio 4,15-19), al disgusto provato da molti a causa dalla degenerata venerazione delle immagini, che in molti casi erano considerate veri e propri idoli e al rapporto con il nascente e dilagante Islam.

Dopo alterne e dolorose vicende, dove sostenitori e avversatori del culto delle immagini ebbero in mano il potere politico, nel 787 si giunse alle definizioni del Concilio II di Nicea, dove fu stabilito il principio che, con l’incarnazione del Verbo di Dio, Dio è diventato visibile, sperimentabile e quindi raffigurabile: con l’incarnazione del Verbo il divieto di non fare immagini di Dio è stato superato.

Ma una completa e definitiva soluzione della questione iconoclasta si ebbe con la morte dell’imperatore iconoclasta Teofilo, quando la sua vedova Teodora, dopo aver deposto il patriarca Giovanni Grammatico, convocò, assieme al figlio Michele e al nuovo patriarca Metodio,  per l’11 marzo 843 un sinodo a Costantinopoli, dove si ristabilì definitivamente il culto delle immagini sacre. La regina, dopo aver venerato l’Icona della Madre di Dio, davanti all’assise sinodale enunciò queste parole: “Se qualcuno non offre rispetto al culto delle sacre Iconi, non adorando loro come se fossero degli dei, ma venerandole con amore come immagini dell’archetipo, sia anatema“. In seguito, la prima domenica dei digiuni, lei e il figlio Michele fecero una processione con tutto il clero e la corte imperiale portando tra le mani le restaurate iconi, che di nuovo furono poste nelle chiese per essere venerate.

Da allora le Chiese di tradizione bizantina nella prima domenica di Quaresima portano in processione le iconi e proclamano il Synodicon, ossia una rielaborazione degli atti del secondo Concilio di Nicea. Questa domenica è detta dell’Ortodossia per il trionfo della vera dottrina sull’eresia iconoclasta che, distruggendo le immagini, negava l’incarnazione del Verbo di Dio.

www.calendariobizantino.it

 

condividi su

La Liturgia ci prepara alla Grande Quaresima.

Dell’Archimandrita Donato Oliverio
Prima di celebrare la Pasqua, ‘feste delle feste’, la Chiesa ci indica il cammino della penitenza e della consapevolezza del peccato per renderci degni della salvezza, della remissione dei peccati e della rinascita che Cristo ha offerto agli uomini con la sua morte e resurrezione. Gli inni liturgici vogliono ispirare una fervente preghiera e una vera conversione, perché si possa celebrare con cuore puro la festa gioiosa della Pasqua: a questo servono le cinque settimane di quaresima, assieme alle quattro precedenti.
Nella prima domenica prequaresimale [quest’anno il 13 febbraio, ndr], la DOMENICA DEL FARISEO E DEL PUBBLICANO, veniamo ammoniti ad abbandonarci non all’autocompiacimento, ma solo alla grazia di Dio. ‘Non preghiamo alla maniera dei farisei, o fratelli, perché chi si esalta sarà umiliato. Pieni di umiltà quindi restiamo dinanzi al Signore’‘.
Se la prima domenica mette in rilievo la necessità di un autentico atteggiamento di penitenza, la seconda domenica, quella del FIGLIOL PRODIGO [20 febbraio] richiama alla bontà inesauribile di Dio verso tutti i peccatori autenticamente pentiti che si rivolgono a Lui. Il ‘ritorno alla casa paterna‘ è necessario per chiunque si sia allontanato dal Padre per una ‘libertà spirituale‘ malintesa.
In armonia con il profondo sentimento comunitario della Chiesa, a questo punto si ricordano coloro che si sono addormentati nella fede e coloro che sono stati strappati prematuramente alla vita. A questa COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI è dedicato il sabato prima della terza domenica prequaresimale [26 febbraio].
Nella terza domenica [27 febbraio, Domenica di Carnevale] si volge la mente al ritorno del Signore e al GIUDIZIO UNIVERSALE, di cui nessuno conosce il tempo. Ognuno viene ammonito a dare ascolto alle richieste di Dio, cioè ad esercitare l’amore e la misericordia nei confronti del prossimo, in particolare verso i bisognosi.
Segue poi la quarta ed ultima domenica prequaresimale, la DOMENICA DEI LATTICINI [6 marzo]. Gli inni liturgici ricordano la cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso. Al centro di questa liturgia c’è l’invito del Signore a essere pronti a perdonare gli altri: ‘Perché se perdonerete agli uomini le loro colpe, il vostro Padre celeste perdonerà anche a voi’‘.
condividi su

La Giornata Mondiale della Gioventù – MADRID 2011

            di Zoti Elia, Direttore della Pastorale Giovanile dell’Eparchia di Lungro.
 
Le diocesi italiane e le varie realtà ecclesiali sono «partite» con grande entusiasmo per la preparazione dell’avventura spagnola della Giornata Mondiale della Gioventù MADRID 2011; l’Eparchia di Lungro partecipa alla GMG di Madrid insieme all’ diocesi di Cosenza. In effetti le diocesi calabresi si sono raggruppate per potersi organizzare meglio. Si è già stabilito il gemellaggio con la diocesi spagnola di Zaragoza e si è definito con sufficiente precisione gli aspetti logistici per poter iniziare le iscrizioni.
Il pullman è il mezzo più economico e flessibile per quella data (intorno al 15 agosto i voli sono molto cari).
La fatica e la fraternità che si sperimentano durante un lungo viaggio in pullman, in un certo senso collaborano a creare un clima di pellegrinaggio un po’ disagevole, ma certamente divertente e fecondo.
L’occasione della Giornata è una grande opportunità per rivitalizzare le attività giovanili nelle parrocchie, nei vicariati, nelle zone pastorali, nelle diocesi. L’esperienza della vita di gruppo, del cammino di fede e di fraternità fra coetanei, è uno spazio educativo importante per la vita dei ragazzi e dei giovani. La bellezza di stare insieme è, oggi, una delle risposte più naturali al clima di individualismo e di conseguente solitudine che attraversa e avvelena la società. Credo debbano essere i giovani stessi a pensare nuovi modi per stare insieme, uniti, per incontrarsi e costituire gruppi accoglienti per tutti i loro amici; l’ultimo desiderio che Gesù rivolse al Padre, poco prima di morire, durante la cena con gli apostoli fu quello dell’unità: «Ti prego Padre, che siano una cosa sola». La bellezza della Gmg è che offre la possibilità di «incontrare» anche nuovi giovani che, incuriositi, potrebbero avvicinarsi alla comunità cristiana; sono innumerevoli le storie di compagni di lavoro, di studio, di parenti, di persone inaspettate che si sono avvicinate alla Chiesa grazie a queste occasioni.
Il 2011 ci riserverà anche altri «incontri» a cui è bene essere preparati, ad esempio l’incontro con i giovani spagnoli che ci ospiteranno nei giorni dell’11-15 agosto 2011 a Zaragoza; in queste giornate molti di noi saranno accolti in famiglia, e in queste occasioni spesso nascono amicizie destinate a durare.
A Madrid l’incontro sarà con il Papa, i vescovi e i giovani provenienti da tutto il mondo. L’incontro più importante, che speriamo ognuno faccia, è quello con Gesù. Il Santo Padre non perde occasione per invitare i giovani a scoprire l’amore di Dio per ognuno di loro; anche nel Messaggio per la XXVI Gmg «Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede» il Papa indica le strade per «incontrare» Gesù: nell’ascolto della Parola di Dio, nel servizio verso i poveri e nella comunità cristiana ma soprattutto nella celebrazione dell’Eucarestia e del Sacramento della Riconciliazione.
 
 INFO ISCRIZIONI EPARCHIA DI LUNGRO:
Si rende noto che il termine ultimo per l’iscrizione alla GMG Madrid 2011 come gruppo di Pastorale Giovanile sarà Venerdì 25 Febbraio. Da Venerdì 28 Gennaio a Venerdì 25 Febbraio 2011, ci si potrà iscrivere ‘ con un acconto di 100 ‘ attraverso l’Ufficio di Pastorale Giovanile. Per iscrizioni e info utilizzate la e-mail: pastoralegiovanile@eparchialungro.it .
 
Ci sono due proposte di viaggio, ambedue con autobus GT e pernottamenti vari:
 
1.   Viaggio con gemellaggio con Saragozza (partenza giorno 10 agosto), GMG di Madrid, visita a Lourdes e ritorno  (24 agosto) costo: ‘ 600,00      
2.   Viaggio solo i giorni di Madrid dal 16 al 21 Agosto.     Con partenza giorno 14 agosto e arrivo giorno 23 agosto a. (Il costo ancora è incerto perché dipende dal numero dei partecipanti)
 
IL LOGO DELLA GMG:
 
L’autore del logo della GMG 2011, José Gil-Nogués, ha spiegato che lo sfondo del disegno simboleggia ‘giovani di tutto il mondo che si uniscono per celebrare la propria fede accanto al Papa, ai piedi della Croce, e formano la corona della Vergine di Almudena, patrona di Madrid’.
Nella corona, ha aggiunto il disegnatore, spicca la ‘M’ di Maria, iniziale anche di Madrid, luogo dell’incontro.
La Croce, segno del cristiano, presiede l’appuntamento del Papa con i giovani, che rendono visibile con la loro testimonianza il tema della GMG: ‘Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede’.

 Il messaggio del logo, ha aggiunto Gil-Nogués, è ‘una catechesi, un’opportunità di evangelizzazione: la via rapida e sicura per arrivare a Cristo è la Vergine Maria, Madre di Dio e degli uomini. I giovani hanno, nella fede di Maria, l’esempio e il modello per arrivare a Cristo e realizzare la finalità prioritaria della GMG: far conoscere al mondo il suo messaggio’.

 
condividi su

Temi della “Settimana di Preghiera per l’unità dei Cristiani” 1968-2011

     di Mons. Archimandrita Eleuterio F. Fortino
     Temi elaborati congiuntamente dalla Commissione Fede e Costituzione del Consiglio ecumenico delle Chiese e dal Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, dal 1968 al 2011.
1968    ‘A lode della Sua gloria’
                        (Efesini 1, 14)
1969    ‘Chiamati alla libertà’
(Galati 5, 13)
                        (Commissione preparatoria riunitasi a Roma, Italia)
1970    ‘Noi siamo i cooperatori di Dio’
(1 Corinzi 3, 9)
(Commissione preparatoria riunitasi presso il monastero di Niederaltaich, Repubblica Federale Tedesca)
1971    ‘…E la comunione dello Spirito Santo’
(2 Corinzi 13, 13)
                        (Commissione preparatoria riunitasi a Roma, Italia)
1972    ‘Vi do un comandamento nuovo’
(Giovanni 13, 34)
                        (Commissione preparatoria riunitasi a Ginevra, Svizzera)
1973    ‘Signore, insegnaci a pregare’
(Luca 11, 1)
                        (Commissione preparatoria riunitasi presso l’Abbazia di Montserrat, Spagna)
1974    ‘Tutti proclamino: Gesù è Cristo Signore’
(Filippesi 2, 1-13)
                        (Commissione preparatoria riunitasi a Ginevra, Svizzera)
Nell’aprile del 1974 viene inviata alle chiese membri e agli organi competenti, una lettera con l’invito ad istituire gruppi locali da coinvolgere nella preparazione del testo per la Settimana di preghiera. Un gruppo australiano è stato il primo ad inaugurare questo nuovo stile, preparando la bozza iniziale della Settimana di preghiera del 1975.
1975    ‘La volontà del Padre: ricapitolare in Cristo tutte le cose’
(Efesini 1, 3-10)
(Materiale raccolto da un gruppo dell’Australia ‘ Commissione preparatoria riunitasi a Ginevra, Svizzera)
1976    ‘Chiamati a divenire simili a Lui’
(1 Giovanni 3, 2)
(Materiale raccolto dalla Conferenza delle Chiese dei Caraibi ‘ Commissione preparatoria riunitasi a Roma, Italia)
1977    ‘La speranza poi non delude’
(Romani 5, 1-5)
(Materiale raccolto da un gruppo del Libano durante la guerra ‘ Commissione preparatoria riunitasi a Ginevra, Svizzera)
1978    ‘Non siete più stranieri’
(Efesini 2, 13-22)
                        (Materiale raccolto da un gruppo ecumenico di Manchester, Inghilterra)
1979    ‘Al servizio gli uni degli altri, per la gloria di Dio’
(1 Pietro 4, 7-11)
(Materiale raccolto da un gruppo dell’Argentina ‘ Commissione preparatoria riunitasi a Ginevra, Svizzera)
1980    ‘Venga il Tuo Regno’
(Matteo 6, 10)
(Materiale raccolto da un gruppo ecumenico di Berlino, Repubblica Democratica Tedesca ‘ Commissione preparatoria riunitasi a Milano, Italia)
1981    ‘Un solo Spirito, diversità di doni, un solo Corpo’
(1 Corinzi 12, 3b-13)
(Materiale raccolto da un gruppo di frati di Graymoor, U.S.A. ‘ Commissione preparatoria riunitasi a Ginevra, Svizzera)
1982    ‘Che tutti trovino in te la loro dimora, Signore’
(Salmo 84)
(Materiale raccolto da un gruppo del Kenya ‘ Commissione preparatoria riunitasi a Milano, Italia)
1983    ‘Gesù Cristo, vita del mondo’
(1 Giovanni 1, 1-4)
(Materiale raccolto da un gruppo ecumenico dell’Irlanda ‘ Commissione preparatoria riunitasi a Céligny (Bossey), Svizzera)
1984    ‘Chiamati ad essere uno mediante la Croce di Nostro Signore’
(1 Corinzi 2, 2; Colossesi 1, 20)
(Materiale raccolto da un gruppo ecumenico ‘ Commissione preparatoria riunitasi a Venezia, Italia)
1985    ‘Dalla morte alla vita con Cristo’
(Efesini 2, 4-7)
(Materiale raccolto da un gruppo della Giamaica ‘ Commissione preparatoria riunitasi a Grandchamp, Svizzera)
1986    ‘Voi sarete miei testimoni’
(Atti 1, 6-8)
(Materiale raccolto da un gruppo della Slovenia ‘ Commissione preparatoria riunitasi presso l’Abbazia cistercense di Stična, Slovenia)
1987    ‘Uniti in Cristo, una nuova Creazione’
(2 Corinzi 5, 17 – 6, 4a)
(Materiale raccolto da un gruppo dell’Inghilterra ‘ Commissione preparatoria riunitasi a Taizé, Francia)
1988    ‘L’amore di Dio scaccia la paura’
(1 Giovanni 4, 18)
(Materiale raccolto da un gruppo dell’Italia ‘ Commissione preparatoria riunitasi a Pinerolo, Italia)
1989    ‘Costruire la Comunità: un solo corpo in Cristo’
(Romani 12, 5-6a)
(Materiale raccolto da un gruppo del Canada ‘ Commissione preparatoria riunitasi a Whaley Bridge, Inghilterra)
1990    ‘Uniti nella preghiera di Cristo: ‘Che tutti siano uno…affinché il mondo creda”
(Giovanni 17)
(Materiale raccolto da un gruppo della Spagna ‘ Commissione preparatoria riunitasi a Madrid, Spagna)
                                                                                 
1991    ‘Lodate il Signore, popoli tutti’
(Salmo 116(117); Romani 15, 5-13)
(Materiale raccolto da un gruppo della Germania ‘ Commissione preparatoria riunitasi a Rotenburg an der Fulda, Repubblica Federale Tedesca)
1992    ‘Io sono con voi…andate dunque’
(Matteo 28, 16-20)
(Materiale raccolto da un gruppo del Belgio ‘ Commissione preparatoria riunitasi a Bruges, Belgio)
1993    ‘Portare il frutto dello Spirito per l’Unità dei Cristiani’
(Galati 5, 22-23)
(Materiale raccolto da un gruppo dello Zaire ‘ Commissione preparatoria riunitasi vicino a Zurigo, Svizzera)
1994    ‘La Casa di Dio: chiamati ad avere un cuor solo ed un’anima sola’
(Atti 4, 23-37)
(Materiale raccolto da un gruppo dell’Irlanda ‘ Commissione preparatoria riunitasi a Dublino, Repubblica d’Irlanda)
1995    Koinonia: comunione in Dio e tra noi’
(Giovanni 15, 1-17)
(Materiale raccolto da un gruppo ecumenico internazionale ‘ Commissione preparatoria riunitasi a Bristol, Inghilterra)
1996    ‘Ascoltate, io sto alla porta e busso’
(Apocalisse 3, 14-22)
(Materiale raccolto da un gruppo del Portogallo ‘ Commissione preparatoria riunitasi a Lisbona, Portogallo)
1997    ‘Vi supplichiamo da parte di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio’
(2 Corinzi 5, 20)
(Materiale raccolto da un gruppo dei Paesi nordici ‘ Commissione preparatoria riunitasi a Stoccolma, Svezia)
1998    ‘Lo Spirito viene in aiuto della nostra debolezza’
(Romani 8, 14-27)
(Materiale raccolto da un gruppo ecumenico della Francia ‘ Commissione preparatoria riunitasi a Parigi, Francia)
1999    ‘Essi saranno suo popolo ed egli sarà ‘Dio con loro”
                        (Apocalisse 21, 1-7)
(Materiale raccolto da un gruppo della Malesia ‘ Commissione preparatoria riunitasi presso il monastero di Bose, Italia)
2000    ‘Benedetto sia Dio che ci ha benedetti in Cristo’                       
                        (Efesini 1, 3-14)
(Materiale raccolto dal Consiglio di chiese del Medio Oriente ‘ Commissione preparatoria riunitasi a La Verna, Italia)
2001    ‘Io sono la Via, la Verità e la Vita’
(Giovanni 14, 1-6)
(Materiale raccolto da un gruppo della Romania ‘ Commissione preparatoria riunitasi a Vulcan, Romania)
2002    ‘In te è la sorgente della vita’
(Salmo 36, 6-10)
(Materiale raccolto dalla KEK e dal CCEE ‘ Commissione preparatoria riunitasi ad Asburgo, Germania)
2003    ‘Un tesoro come in vasi di terra’
                        (2 Corinzi 4, 5-18)
(Materiale raccolto da un gruppo dell’Argentina ‘ Commissione preparatoria riunitasi a Los Rubios, Spagna)
2004    ‘Io vi lascio la mia pace’
                        (Giovanni 14, 23-31)
(Materiale raccolto da un gruppo di Aleppo (Siria) ‘ Commissione preparatoria riunitasi a Palermo, Italia)
2005    ‘Cristo, unico fondamento della Chiesa’
                        (1 Corinzi 3, 1-23)
(Materiale raccolto dal Comitato teologico del Consiglio ecumenico delle chiese in Slovacchia (Repubblica Slovacca) ‘ Commissione preparatoria riunitasi a Piestaňy, Slovacchia)
2006    ‘Se due o tre si riuniscono per invocare il mio nome, io sono in mezzo a loro’
                        (Matteo 18, 18-20)
(Materiale raccolto da un gruppo ecumenico dell’Irlanda ‘ Commissione preparatoria riunitasi a Prosperous (County Kildare), Irlanda)
2007    ‘Fa sentire i sordi e fa parlare i muti!’
                        (Marco 7, 31-37)
(Materiale raccolto da un gruppo ecumenico del Sud Africa ‘ Commissione preparatoria riunitasi a Château de Faverges (Haute-Savoie), Francia)
2008    ‘Pregate continuamente!’
                        (1 Tessalonicesi 5, 17)
(Materiale raccolto da un gruppo ecumenico degli Stati Uniti ‘ Commissione preparatoria riunitasi a Graymoor, (Garrison) New York, USA)
2009    ‘Essere riuniti nella tua mano’
                        (cfr. Ezechiele 37, 17)
(Materiale raccolto da un gruppo ecumenico della Corea ‘ Commissione preparatoria riunitasi a Marsiglia, Francia)
2010    ‘Voi sarete testimoni di tutto ciò’
                        (Luca 24, 48)
(Materiale raccolto da un gruppo ecumenico della Scozia ‘ Commissione preparatoria riunitasi a Glasgow, Scozia)
2011      ‘Uniti nell’insegnamento degli apostoli, nella comunione, nello spezzare il pane e nella preghiera’
                        (cfr. Atti 2, 42)
(Materiale raccolto da un gruppo ecumenico di Gerusalemme ‘ Commissione preparatoria riunitasi a Saydnaya, Siria).
condividi su