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Vicario Generale della Diocesi di Lungro

Mercoledì 21 gennaio 2026

Dal Vangelo secondo San Marco, capitolo 12, versetti dal 28 al 37

 

28Allora si avvicinò a lui uno degli scribi che li aveva uditi discutere e, visto come aveva ben risposto a loro, gli domandò: “Qual è il primo di tutti i comandamenti?”. 29Gesù rispose: “Il primo è: Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; 30 amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza31Il secondo è questo: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Non c’è altro comandamento più grande di questi”. 32Lo scriba gli disse: “Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; 33 amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici”. 34Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: “Non sei lontano dal regno di Dio”. E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.
35Insegnando nel tempio, Gesù diceva: “Come mai gli scribi dicono che il Cristo è figlio di Davide? 36Disse infatti Davide stesso, mosso dallo Spirito Santo:

Disse il Signore al mio Signore:
Siedi alla mia destra,
finché io ponga i tuoi nemici
sotto i tuoi piedi
.

37Davide stesso lo chiama Signore: da dove risulta che è suo figlio?”. E la folla numerosa lo ascoltava volentieri.

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Imerologhion 2026

L’Eparchia di Lungro ha già messo in circolazione l’Imerologhion 2026, l’Ordo bizantino che regola le celebrazioni festive e quotidiane dell’intero Anno Liturgico (vespro, mattutino, ore, Divina Liturgia). È un servizio prezioso che l’Ufficio Liturgico Eparchiale rende alla Comunità.

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Ritiro del Clero, giovedì 22 gennaio 2026

Giovedì 22 gennaio, alle ore 9,30, avrà inizio il Ritiro del Clero nella Parrocchia “San Giovanni Battista” ad Acquaformosa con la meditazione tenuta dal Prof. Riccardo BURIGANA, Direttore del Centro Studi per l’Ecumenismo in Italia.

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Sant’Eutimio. il grande

Sant’Eutimio nacque nel 377 a Melitene, in Armenia, sotto l’imperatore Graziano (367-383).

Consacrato al Signore, venne affidato ad Otreio, vescovo di Melitene, che lo battezzò e lo ordinò lettore.

Ricevette l’ordinazione sacerdotale all’età di diciannove anni e poi venne nominato Esarca dei monasteri.

Nel 411 si ritirò nella grotta di San Teoctisto per dedicarsi alla vita ascetica; con la sua virtù riuscì a fare aderire a Cristo, giorno dopo giorno, numerosi Saraceni, battezzandoli assieme alle loro famiglie. Combattè con forza gli eretici nestoriani, eutichiani e manichei.

Nel 455-456 riportò alla vera fede Eudocia, la moglie di Teodosio il Giovane, che era caduta nell’eresia monofisita.

Compì numerosi miracoli e quando celebrava la Divina Liturgia appariva come una colonna di fuoco.

Morì novantaseienne, durante il regno dell’imperatore Leone Magno, il 20 gennaio 473.

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Martedì 20 gennaio 2026

 

Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone, 18che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti. 19Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti.
Ed egli, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:

“Beati voi, poveri,
perché vostro è il regno di Dio.
21Beati voi, che ora avete fame,
perché sarete saziati.
Beati voi, che ora piangete,
perché riderete.
22Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. 23Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.

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Martedì 20 gennaio 2026

Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone, 18che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti. 19Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti.
Ed egli, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:

“Beati voi, poveri,
perché vostro è il regno di Dio.
21Beati voi, che ora avete fame,
perché sarete saziati.
Beati voi, che ora piangete,
perché riderete.
22Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. 23Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.

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Parkalesmi arbrisht

O Mbret qiellor, Ngushëllimtar, Shpirti i së vërtetës, që ndodhe kudò e mblon të gjitha, thesari i të miravet dhe jetëdhënës, eja e qëndrò në mes neve dhe pastrona nga çdo mëkat dhe shpëtó, o i mirë, shpirtrat tanë.

 

Shëjt Perëndi, Shëjt i fuqishëm, Shëjt i pavdekshëm, kijna lipisì.

 

Lavdì Atit e Birit edhe Shpirtit të Shëjtë, nanì e përherë e në jetët e jetëvet. Amìn.

 

Trinì e tërëshëjtë, kijna lipisì; o Zot, falna mëkatet tona; o Zot i madh, ndjena paudhësitë tona; o Shëjt, ruaj e shëro sëmundjet tona, për ëmrin tënd.

 

Lipisì, o Zot. (3 volte)

 

Lavdì Atit e Birit edhe Shpirtit të Shëjtë, nanì e përherë e në jetët e jetëvet. Amìn.

 

Ati ynë, çë je në qiell, u shëjtëroftë ëmri yt; ardhtë rregjëria jote; u bëftë vullimi yt, si në qiell ashtu mbi dhe. Bukën tonë të përditshme ëna neve sot, dhe ndjena neve detyrat tona, si edhe na ia ndjejmë detorëvet tanë; dhe mos na shtjer në ngasje, po lirona nga i ligu.

 

Se jotia është rregjëria dhe fuqia dhe lavdia, e Atit, e Birit edhe e Shpirtit të Shëjtë, nanì e përherë e në jetët e jetëvet.

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