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Vicario Generale della Diocesi di Lungro

Santa Xena

Santa Eusebia, denominata Santa Xena, forestiera, era della città di Roma, nobile, bella e ricca. I suoi genitori volevano darla in sposa ed essendo già tutto pronto, se ne fuggì dalla sala nuziale con due sue serve e, salita su una barca, salpò verso Alessandria. Uscita dalla barca, dimorò in una povera abitazione, essendo incerta dove recarsi, a causa della sua debole condizione femminile. Ma Dio le mandò un uomo, che esercitava vita monastica, di nome Paolo, ed egli la guidò verso la salvezza. La prese infatti con sé e la condusse nella propria città a Milassa, vicino Caira, e costruì una chiesa dedicata al nome del Protomartire Stefano ed ivi la stabilì e la santa si esercitò tanto nella vita ascetica, da essere fatta degna di molti prodigi; ed avendo vissuto così, conseguì il fine della sua vita.

(Sinassario, Vita di Santi, dal calendario liturgico di Grottaferrata)

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Luca capitolo 18, versetti 2 – 8

Tha Zoti kёtё parabull: 2“Ish një gjyqtar te një qytet, i cili s’i trëmbej Perëndisë, e s’i trëmbej edhe mosnjeriu. Ish një grua e ve tek ai qytet, e vinej tek ai ture i thënë: Bëmë ligjë kundër armikut tim. 4E ai për gjë mot nëng deshi, po pra tha mbë vetëhé: “Me gjithë se s’i trëmbem Perëndisë e s’nderonj mosnjeri, 5përse kjo vjen e më lodhën, i bënj ligjë asaj, ashtu çë të mos të vinjë ngaherë të më çanjë kryet”. 6E tha Zoti: “E gjegjëtit çë thotë gjyqtari i paligjë? 7E Perëndia nëng i bën drejtësi të zgjedhurvet të tij, çë thërresin tek ai ditë e natë, e do të mënonjë t’i ndihënjë? 8Ju thom juve se i bën atyre drejtësi njize. Po i Biri i njeriut, kur të vinjë, do të gjënjë besën mbi dhenë?”.

 

Disse il Signore questa parabola: 2″In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. 3In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”. 4Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, 5dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi””. 6E il Signore soggiunse: “Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. 7E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? 8Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?”.

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San Clemente di Ancyra e Sant’Agatangelo martiri

Clemente era vescovo di Ancira, in Galazia (oggi Ankara, in Turchia).

Fu imprigionato a Roma durante la persecuzione dei cristiani voluta dall’imperatore Diocleziano.

In carcere, conobbe Agatangelo.


Clemente battezzò e convertì Agatangelo, che divenne suo discepolo.

I due furono rilasciati dalla prigione e tornarono ad Ancira.


Lì, continuarono a predicare il Vangelo e a convertire i pagani.

Questo attirò l’attenzione delle autorità romane, che li arrestarono nuovamente.

Furono torturati e poi decapitati.

Il loro martirio avvenne nel 312, durante il regno dell’imperatore Massimino.


La loro memoria è un invito a testimoniare la propria fede con coraggio, anche di fronte alle persecuzioni.

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Marco 13, 1-8

Marco 13, 1-8

1 Mentre usciva dal tempio, uno dei suoi discepoli gli disse: “Maestro, guarda che pietre e che costruzioni!”.

2Gesù gli rispose: “Vedi queste grandi costruzioni? Non sarà lasciata qui pietra su pietra che non venga distrutta”.

3Mentre stava sul monte degli Ulivi, seduto di fronte al tempio, Pietro, Giacomo, Giovanni e Andrea lo interrogavano in disparte:

4″Di’ a noi: quando accadranno queste cose e quale sarà il segno quando tutte queste cose staranno per compiersi?”.

5Gesù si mise a dire loro: “Badate che nessuno v’inganni!

6Molti verranno nel mio nome, dicendo: “Sono io”, e trarranno molti in inganno.

7E quando sentirete di guerre e di rumori di guerre, non allarmatevi; deve avvenire, ma non è ancora la fine.

8Si solleverà infatti nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno terremoti in diversi luoghi e vi saranno carestie: questo è l’inizio dei dolori.

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San Timoteo apostolo e Sant’Anastasio monaco

San Timoteo nasce a Listra (circa 200 km a nord-ovest di Tarso) da madre giudea e padre pagano. Quando Paolo passa per quelle terre all’inizio del secondo viaggio missionario, sceglie Timoteo come compagno poiché “egli era assai stimato dai fratelli di Listra e di Iconio” (At16,2), ma lo fa circoncidere “per riguardo ai Giudei che si trovavano in quelle regioni” (At 16,3). Con l’Apostolo delle Genti, Timoteo attraversa l’Asia Minore e raggiunge la Macedonia. Accompagna poi Paolo ad Atene e di lì viene inviato a Tessalonica. Quindi, prosegue per Corinto e collabora all’evangelizzazione della città sull’istmo. La figura di Timoteo campeggia come quella di un pastore di grande rilievo. Secondo la posteriore Storia ecclesiastica di Eusebio, Timoteo fu il primo Vescovo di Efeso. Alcune sue reliquie si trovano dal 1239 in Italia nella Cattedrale di Termoli nel Molise, provenienti da Costantinopoli.

 

Sant’Anastasio, Monaco persiano morto nel 628. Il suo nome che in origine era Magundat era stato istruito da suo padre Han nella magia, faceva parte dell’esercito persiano, incuriosito dal fatto che i cristiani venerassero la croce che era uno strumento di morte e di supplizio, ne volle conoscere i rudimenti della religione, quindi recatosi a Gerapoli nella chiesa dedicata ai martiri apprese il loro eroismo. Ammirato, si recò poi a Gerusalemme ove ricevette il Battesimo assumendo il nome di Anastasio (“il risorto”) per indicare l’avvenuta conversione.
Fu monaco per sette anni poi andò a Cesarea di Palestina allora soggetta ai persiani e là catturato, fu sottoposto a tormenti crudeli affinché abiurasse il Cristianesimo.
Avendo fatto parte dell’esercito si chiese al re Cosroe una decisione nei suoi riguardi. Il re comprensivo rispose che se abiurava anche davanti ad una sola persona potevano lasciarlo libero, ma Anastasio rifiutò. Allora fu preso insieme a due altri compagni di cella e portato a Bethsaloen in Assiria (detta poi Sergiopoli) dove si trovava il re e là fu sottoposto ad altri terribili tormenti assistendo anche allo strozzamento dei due compagni e di altri sessantasei cristiani, alla fine fu strangolato e decapitato.
Le sue reliquie furono traslate a Roma durante l’impero di Eraclio intorno al 640. Il suo capo era venerato nel monastero detto delle “Acquae Salviae” intitolato poi ai santi Vincenzo ed Anastasio alle Tre Fontane.
Una sua reliquia si venera, sempre a Roma, presso la Scala Santa. L’effige del suo volto recata a Roma alle Tre Fontane è stata una grande sorgente di virtù miracolose fra l’altro confermate dal II Concilio Niceno.
Ancora oggi è molto venerato con la diffusione di medaglie di vari formati da portare addosso e a cui si dà molta importanza per preservare dai mali.

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Giovedì 22 gennaio 2026

Dal Vangelo di San Matteo, capitolo 10, 31-33.37-38; capitolo 19, 27-30

 

31Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
32Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; 33chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli.
37Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me; 38chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me.

27

Allora Pietro gli rispose: “Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?”. 28E Gesù disse loro: “In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. 29Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. 30Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi.

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San Massimo confessore e San Neofito martire

San Massimo nasce in Palestina, la terra del Signore, intorno al 580.

È chiamato il Confessore per l’intrepido coraggio con cui seppe testimoniare -“confessare”- anche con la sofferenza l’integrità della sua fede in Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo (ebbe tagliate la mano destra e la lingua come condanna per aver rifiutato il monotelismo).

Fin da ragazzo fu avviato alla vita monastica e allo studio delle Scritture; dopo aver ricevuto un’ottima formazione letteraria e filosofica, compì in breve tempo una brillante carriera politica fino a raggiungere l’alta carica di segretario dell’imperatore.

Nel 630 abbandonò l’incarico e divenne monaco entrando nel monastero di Crisopoli, l’attuale Scutari.

Nel 645 è attivo a Cartagine, impegnato a combattere le eresie che allora laceravano la Chiesa; in particolare contrasta l’eresia cristologica del monotelismo, secondo cui, anche se in Cristo ci sono due nature, Egli è dotato di una sola volontà, quella divina.

Per ottenere la condanna di questa eresia si impegnò in molti sinodi africani e prese parte al Concilio lateranense del 649 che si concluse con la condanna sia del monotelismo, sia dei vescovi e dei patriarchi che l’avevano sostenuto.

 

L’imperatore cercò con ogni mezzo di far mutare la sentenza del Concilio e, risultando vani tutti i tentativi, fece tagliare la lingua e la mano di Massimo, in segno di spregio. Questa mutilazione rese assai penoso l’ultimo periodo della sua vita, che si concluse il 13 agosto 662.

 

San Neofito martire

Nato a Nicea in Bitinia nel IV secolo da genitori cristiani e pii, fin dalla tenera età fu ripieno della grazia divina e, a nove anni, già si distinse per la sua pietà e la sua saggezza. Una colomba parlante, che gli apparve in sogno, lo guidò in una grotta del monte Olimpo, dove visse in solitudine fino a quindici anni. In quel periodo, Neofito compì diversi miracoli, tra cui la resurrezione della madre. Durante la persecuzione di Diocleziano, si presentò al prefetto Decio e fu torturato, ma non rinnegò la sua fede. Infine, fu decapitato e il suo corpo fu sepolto nella grotta dove aveva vissuto.

 

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