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Circolare del Vescovo Donato, 14 febbraio 2023

Al Rev.mo CLERO
alle Religiose e ai Fedeli Laici

Carissimi,
la Grande Quaresima è preceduta, nella tradizione bizantina, da un tempo prequaresimale di quattro domeniche distinte dalla pericope evangelica che viene letta nella  Divina Liturgia e che determina il tema dell’intera settimana. Questo periodo, in  preparazione alla Grande Quaresima, vuole suscitare nei fedeli quel senso di riflessione profonda, necessaria per poterli introdurre gradualmente nello spirito quaresimale, caratterizzato dalla preghiera, dal raccoglimento, dalla penitenza, dal digiuno e dalle opere caritative.

La prima Domenica di Quaresima, detta dell’Ortodossia, quest’anno si celebra il 26 febbraio p.v. In questo giorno si commemora il trionfo della vera fede, ottenuto col ripristino del culto delle icone, sancito dal VII Concilio ecumenico di Nicea II (787), le cui decisioni, che condannavano l’eresia iconoclasta, furono definitivamente promulgate nell’ultima sessione, svoltasi col Sinodo di Costantinopoli (843). È stata scelta la prima domenica di Quaresima, per commemorare l’avvenimento, proprio perché la proclamazione del documento sinodale è avvenuta in quella occasione, durante una solenne processione dalla Chiesa delle Blacherne a quella di Santa Sofia a Costantinopoli. Per questo, alla fine della doxologhia, si portano in processione le sante icone. I Padri, campioni della fede “hanno combattuto”, spargendo il loro sangue in due secoli di violente persecuzioni contro il culto delle immagini sacre, “per mettere a tacere la menzogna” ed
“affermare la sapienza di Cristo”. “Eterna sia la loro memoria”.

La Quaresima è un cammino indispensabile che la Chiesa propone indistintamente a tutti i battezzati per la conversione interiore, la purificazione dai peccati, la solidarietà verso gli altri, cose necessarie per crescere nella propria vita cristiana. Occorre intensificare la catechesi quaresimale a tutto il popolo di Dio. Nelle Parrocchie siano celebrate le ufficiature previste: il mercoledì e il venerdì si celebri la Liturgia dei Presantificati (Proghiasména); il venerdì l’inno Akàthistos alla Madre di Dio. In questo periodo, i giorni della settimana sono aliturgici. In Quaresima la liturgia eucaristica si celebra solo il sabato e la domenica e nella festa dell’Annunciazione. Il Sabato viene officiata la Liturgia di San Giovanni Crisostomo, mentre la Domenica quella di San Basilio il Grande, ad eccezione della Domenica della Palme.

VEGLIA DIOCESANA DI PREGHIERA MISSIONARIA

È nostra tradizione celebrare la Veglia Diocesana Missionaria, nella forma di solenne celebrazione del Vespro la III Domenica di Quaresima Adorazione della Santa e Vivificante Croce. Quest’anno sarà celebrata nella Comunità di San Demetrio Corone, nella Chiesa Parrocchiale di San Demetrio Megalomartire Domenica 12 marzo p.v. alle ore 16,30. Terrà la meditazione Padre Carmine Marrone, OMI (Missionari Oblati di Maria Immacolata) sul tema celebrativo “Di me sarete testimoni” (At. 1,8). I Reverendissimi presbiteri vorranno pure mettersi a disposizione dei fedeli per le confessioni.

PROSPETTIVE PER IL SECONDO ANNO DEL CAMMINO SINODALE

Il Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia sta interessando sempre di più i diversi territori con proposte e progetti. Va colmato il debito di ascolto come Chiesa e nella Chiesa. I giovani chiedono di essere ascoltati. Le persone vengono prima delle cose da fare. I sacerdoti, per primi, sono chiamati a essere “maestri di relazione”. E tuttavia “le relazioni hanno bisogno di tempo e di cura costante”. Specie “per rendere la Chiesa più accessibile, più comprensibile e più attraente per i giovani e i ‘lontani’, più capace di trasmettere la gioia del Vangelo”. Da migliorare il funzionamento degli organismi di partecipazione. Diverse comunità ne sono prive, mentre in molti casi sono ridotti a una formalità. Il processo sinodale ha svelato che “la fede non è più il punto di riferimento centrale per la vita di tante persone: per molti il Vangelo non serve a vivere”. Ma “i semi del Verbo sono presenti in ogni contesto”. E bisogna imparare a dialogare: molte realtà sociali nutrono il desiderio di un confronto più assiduo. Una Chiesa sinodale è consapevole di dover imparare a camminare insieme con tutti, anche con chi non si riconosce in essa. Una comunità cristiana che vuole camminare insieme è chiamata a interrogarsi sulla propria capacità di stare a fianco delle persone nel corso della loro vita, e di accompagnarle a vivere in autenticità la propria umanità e la propria fede in rapporto alle diverse età e situazioni. Perciò si chiede di ripensare i percorsi di accompagnamento perché siano a misura di tutti: delle famiglie, dei più fragili e di quanti si sentono emarginati o esclusi. La celebrazione eucaristica è e rimane “fonte e culmine” della vita cristiana e, per la maggior parte delle persone, è l’unico momento di partecipazione alla comunità; si avverte sempre più la necessità di ridare alla Liturgia decoro per riscoprirne tutta la bellezza che tocca in profondità le nostre vite: sia celebrata in greco e in albanese.

COLLETTA NAZIONALE PER LE POPOLAZIONI COLPITE DAL TERREMOTO IN TURCHIA E SIRIA
V Domenica di Quaresima – 26 marzo 2023

“Il mio pensiero va, in questo momento, alle popolazioni della Turchia e della Siria duramente colpite dal terremoto, che ha causato migliaia di morti e feriti….” Facendo proprio l’appello di Papa Francesco, al termine dell’udienza generale di mercoledì 8 febbraio, la Presidenza della CEI, a nome dei Vescovi italiani, rinnova profonda partecipazione alle sofferenze e ai problemi delle popolazioni di Turchia e Siria provate dal terremoto. Consapevole della gravità della situazione, la Presidenza della CEI ha deciso di indire una colletta nazionale, da tenersi in tutte le Chiese italiane domenica 26 marzo 2023 (V di Quaresima): sarà un segno concreto di solidarietà e partecipazione di tutti i credenti ai bisogni, materiali e spirituali, delle popolazioni terremotate. Le offerte raccolte dovranno essere inviate in Curia per poi inoltrarle alla Caritas Italiana.

RITIRO DEL CLERO

Giovedì 23 febbraio, alle ore 9,30 avrà inizio il Ritiro del Clero nella Parrocchia “San Giovanni Battista” ad Acquaformosa con la meditazione tenuta da Padre Pino STANCARI sj.

Invoco su ciascuno di Voi e sulle Vostre Comunità la Benedizione del Signore.

Lungro, 14 febbraio 2023

+ Donato Oliverio, Vescovo

Primo incontro del Ciclo di Conferenze sul Concilio Vaticano II: Riccardo Burigana

 

(Fonte: Agensir 1° dicembre 2022)

“Concilio Vaticano II: a 60 anni dall’apertura. Chiese in dialogo per l’unità. Spunti per una formazione continua”. Questo il titolo del ciclo di conferenze organizzato per il 2023 dall’Eparchia di Lungro in collaborazione con il Centro studi per l’Ecumenismo in Italia. Un’iniziativa – viene spiegato in una nota – che “vuole proporsi come momento formativo, offerto e aperto a tutti, ed è da leggere nell’orizzonte di una maggiore formazione del popolo di Dio al dialogo teologico, al dialogo ecumenico e ad una presa di coscienza maggiore della continua recezione del Concilio Vaticano II, che ha segnato un ripensamento nelle forme e nei contenuti della partecipazione della Chiesa cattolica al Movimento ecumenico”.
Nell’annunciare il progetto, mons. Donato Oliverio, vescovo di Lungro degli Italo-Albanesi dell’Italia Continentale, cita le parole pronunciate da Papa Francesco lo scorso 11 ottobre, nel 60° anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II: “Il Signore non ci vuole così. Tutti, tutti siamo figli di Dio, tutti fratelli nella Chiesa, tutti Chiesa, tutti. Noi siamo le sue pecore, il suo gregge, e lo siamo solo insieme, uniti. Superiamo le polarizzazioni e custodiamo la comunione, diventiamo sempre più ‘una cosa sola’, come Gesù ha implorato prima di dare la vita per noi (cfr Gv 17,21)”.
Diversi gli appuntamenti in calendario a partire dal mese di gennaio, all’interno della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, fino a giugno: il 23 gennaio, Riccardo Burigana, direttore del Centro studi per l’Ecumenismo in Italia su “La nuova stagione del Concilio Vaticano II in Italia”; il 20 febbraio, padre Hyacinthe Destivelle, officiale del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei cristiani, su “Uno dei frutti del Concilio: il Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani”; il 27 marzo, Stefano Parenti, ordinario di Liturgie orientali presso il Pontificio Ateneo Sant’Anselmo-Roma, su “Liturgia e Oriente Cristiano dopo il Concilio Vaticano II”; l’8 maggio, Dimitrios Keramidas, docente incaricato presso la Pontificia Università di San Tommaso d’Aquino Angelicum-Roma, su “La sinodalità nelle Chiese ortodosse”; il 5 giugno, Nikos Tzoitis, analista per conto del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli su “Uno sguardo all’oggi dei rapporti tra le Chiese ortodosse e la Chiesa cattolica”. Tutti gli incontri, introdotti da mons. Oliverio e moderati da papàs Alex Talarico e da don Mauro Lucchesi, potranno essere seguiti su piattaforma Zoom richiedendo il link all’indirizzo mail ecumenismo@lungro.chiesacattolica.it.

Messaggio del Vescovo Donato per la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani

Carissimi fratelli e sorelle in Cristo,

il tema per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, per l’anno 2023, è tratto dal libro di Isaia: “Imparate a fare il bene, cercate la giustizia” (Isaia 1, 17); questo versetto ci richiama più direttamente alla conversione dei nostri cuori.

San Giovanni Crisostomo, nel Commento al Vangelo di Giovanni, cita il profeta Isaia, quando vuole invitare i cristiani a mantenere un’anima pura: «Perché adorni la tua persona, mentre trascuri l’anima deturpata dall’impurità? Perché non dedichi all’anima tanta cura quanta ne dedichi al corpo, mentre dovresti invece consacrargliene di più? Occorrerebbe almeno, diletti, dedicare a entrambi uguali cure. Dimmi, sinceramente, se qualcuno ti chiedesse che cosa preferiresti, che il tuo corpo fosse vigoroso, pieno di salute e bello, anche se coperto di miseri vestiti, oppure che fosse mutilato, ammalato, ma rivestito d’oro? Non preferisci forse di essere dotato di un corpo bello per fattezze naturali, piuttosto che possedere bei vestiti? Forse che per il corpo preferiresti così e per l’anima diversamente? E mentre hai l’anima brutta, deturpata, nera, credi di trarre vantaggio dagli ornamenti d’oro? Abbellisci piuttosto e adorna la tua anima. I gioielli che metti sulla tua persona non ti giovano né alla salute né alla bellezza; non rendono bianco ciò che è nero né fanno bello ciò che è brutto. Se invece adorni l’anima, la renderai subito da nera bianca, da brutta e deforme bella e avvenente. Queste parole non sono mie, ma del Signore che dice: Fossero pure i vostri peccati color porpora, li farò diventare bianchi come neve».

Ecco giungere, a noi cristiani, il richiamo per tornare a quella rigenerazione che ci è stata data con il Battesimo, nel sacramento della Confessione dei peccati, che non è altro che una Confessione di lode e di grazie per le meraviglie che il Padre Onnipotente ha compiuto e continua a compiere nelle nostre vite.

Soltanto con un continuo spirito di figliolanza e di gratitudine si può tornare alla fonte della salvezza, al Cristo, facendo sempre esperienza dell’amore di Dio e della sua misericordia. È in questa continua esperienza che ciascun cristiano può ottenere la cura dal grande medico delle anime e dei corpi, da Colui che, unico, può sanare la ferita della divisione: Gesù Cristo, morto e risorto per la nostra salvezza.

Lo scorso novembre, nell’incontro ecumenico voluto dal Papa all’interno del 39° viaggio apostolico del suo pontificato, in Bahrein dal 3 al 6 novembre, Papa Francesco ricordava la centralità della preghiera, nel cammino dei cristiani, per implorare a Dio Padre l’unità di tutti. La preghiera, infatti, allontana la tristezza e dona spazio allo Spirito Santo: «La lode e l’adorazione conducono lì, alle fonti dello Spirito, riportandoci alle origini, all’unità».

Sempre Papa Francesco, in un’Udienza generale, lo scorso 20 gennaio 2021, in una Catechesi incentrata su La preghiera per l’unità dei cristiani, ricordando che la preghiera di Gesù al Padre per l’unità è una sorta di testamento spirituale di Gesù, sottolineava come l’unità non dipenda dalle forze umane, ma è dono di Dio da chiedere con la preghiera: «Notiamo, però, che il Signore non ha comandato ai discepoli l’unità. Nemmeno ha tenuto loro un discorso per motivarne l’esigenza. No, ha pregato il Padre per noi, perché fossimo una cosa sola. Ciò significa che non bastiamo noi, con le nostre forze, a realizzare l’unità. L’unità è anzitutto un dono, è una grazia da chiedere con la preghiera».

Ciascuno di noi ha bisogno di unità. Papa Francesco, in quella Catechesi, ricordava che «ci accorgiamo che non siamo capaci di custodire l’unità neppure in noi stessi. Anche l’apostolo Paolo sentiva dentro di sé un conflitto lacerante: volere il bene ed essere inclinato al male (cfr Rm 7, 19). Aveva così colto che la radice di tante divisioni che ci sono attorno a noi – tra le persone, in famiglia, nella società, tra i popoli e pure tra i credenti – è dentro di noi. Il Concilio Vaticano II afferma che “gli squilibri di cui soffre il mondo si collegano con quel più profondo squilibrio che è radicato nel cuore dell’uomo. È proprio all’interno dell’uomo che molti elementi si combattono a vicenda […] Per cui soffre in se stesso una divisione, dalla quale provengono anche tante e così gravi discordie nella società” (Gaudium et spes, 10). Dunque, la soluzione alle divisioni non è opporsi a qualcuno, perché la discordia genera altra discordia. Il vero rimedio comincia dal chiedere a Dio la pace, la riconciliazione, l’unità».

Il tema di quest’anno è un chiaro invito a pregare di più, nei nostri contesti locali, e in unione con la preghiera della Chiesa universale, perché giunga presto l’unità in Cristo; questo con una chiara consapevolezza del fatto che a noi è richiesta una continua conversione, una metànoia, un cambio di prospettiva e di mentalità.

Come Davide, nel Salmo 50, chiediamo anche noi a Dio un cuore puro, un cuore rinnovato, dove l’ombra del peccato e il fango del male siano eliminati dalla presenza amorevole e amorosa del Cristo. Chiediamo, come Davide, uno sguardo rinnovato sulla realtà che ci circonda e su noi stessi. Le incrostazioni nel nostro cuore potranno essere ripulite soltanto dal fuoco dell’amore di Dio nei nostri cuori.

A noi non resta che aprire i nostri cuori a Dio, lasciargli spazio, abbandonando qualsiasi strada di peccato, qualsiasi mentalità di tornaconto personale, a favore di una vita santa, dove il centro di tutto non sono io, ma Dio e la presenza di Dio nella vita degli altri.

Senza vicinanza al Cristo, senza conversione del cuore, senza esperienza dell’amore di Dio è inutile ogni affannarsi per l’unità, perché l’unità è dono celeste che viene dall’alto e non mero calcolo sociologico o politico. Con il cuore ripieno di speranza, e con la fiducia che l’amore di Dio e l’iniziativa di Dio sono molto più potenti e vitali dei limiti umani, consegniamo il cammino verso l’unità al Padre di misericordia, perché possa risvegliare sempre più l’anelito per l’unità in noi suoi figli, perché possa custodirci dall’essere pieni di noi stessi.

Soltanto facendo spazio a Dio e agli altri, nel cui cuore splende una perla di luce divina, troveremo un cuore puro, rinnovato, capace di pregare, con uno sguardo nuovo sulle cose e sulle persone, per adoperarsi e promuovere l’unità, in ogni contesto e ad ogni livello della Chiesa: unità in noi stessi, unità con Cristo, unità con tutti.

In questo cammino di conversione ci aiuti la Parola di Dio e questo pensiero di san Giovanni Damasceno: «Se tali sono i beni promessi da Dio a coloro che si rivolgono a lui, non indugiare, o uomo, non rimandare, ma avvicinati a Cristo, il nostro Dio che ama gli uomini, lasciati illuminare e il tuo volto non ne resti confuso. Infatti, al momento dell’immersione nella vasca del divino battesimo tutta la vergogna dell’uomo vecchio e tutto il carico dei tanti peccati è seppellito con l’acqua e si ritira nel non essere, mentre tu da lì risali nuovo e purificato da ogni sozzura, senza portarti dietro né macchia né ruga di peccato (Ef 5, 27); così non ti resta altro che custodire per te stesso la purificazione che ti è stata elargita grazie alla tenerezza della misericordia del nostro Dio».

Circolare del Vescovo Donato, 11 gennaio 2023

Al Rev.mo CLERO
alle Religiose e ai Fedeli Laici

Carissimi,
all’inizio di un nuovo anno che accogliamo come una grazia e un dono di Dio, i miei fervidi Auguri di pace e serenità, avendo davanti il volto di Dio che brilla su di noi. Affidiamo il nostro ringraziamento al Signore per i benefici che, lungo i passati dodici mesi, ci ha ampiamente concessi. Il primo ringraziamento è di azione di grazie a Colui che ci fa dono del tempo, preziosa opportunità per compiere il bene; uniamo la richiesta di un rinnovato coraggio nello svolgimento dei nostri doveri con senso di responsabilità. Il Signore ci chiede di essere all’altezza del nostro tempo, capaci di orientarlo verso una comunione più grande tra di noi secondo il disegno di Dio.

MESSAGGIO DI PAPA FRANCESCO
PER LA 56ª GIORNATA MONDIALE DELLA PACE
1° gennaio 2023

Quest’anno il Messaggio del Santo Padre è centrato sul tema: “Nessuno può salvarsi da solo. Ripartire dal Covid-19 per tracciare insieme sentieri di pace”. Non possiamo più pensare solo a preservare lo spazio dei nostri interessi personali, ma dobbiamo pensarci alla luce del bene comune, con un senso comunitario, ovvero come un “noi” aperto alla fraternità universale. Il Papa ci chiede di interrogarci sul nostro futuro e sulle nostre responsabilità. Che cosa abbiamo imparato da questa situazione di pandemia? È una delle domande, e ci ricorda che la più grande lezione che il Covid ci lascia in eredità è la consapevolezza che abbiamo tutti bisogno gli uni degli altri, che il nostro tesoro più grande è la fratellanza umana e che nessuno può salvarsi da solo. Solo la pace che nasce dall’amore fraterno e disinteressato può aiutarci a superare le crisi personali, sociali e mondiali. La guerra, nuova terribile sciagura viene citata più volte nel messaggio. La guerra in Ucraina miete vittime innocenti e diffonde incertezza. Infatti questa guerra, insieme a tutti gli altri conflitti sparsi nel mondo, rappresenta una sconfitta per l’umanità intera.

SUA ECCELLENZA MONSIGNOR CLAUDIO GUGEROTTI
È IL NUOVO PREFETTO DEL DICASTERO PER LE CHIESE ORIENTALI

Il Santo Padre, Papa Francesco, ha nominato Prefetto del Dicastero per le Chiese Orientali S.E. Mons. Claudio Gugerotti, finora Nunzio Apostolico in Gran Bretagna, succede al Cardinale Leonardo Sandri, che a 79 anni lascia l’incarico dopo 15 anni per raggiunti
limiti di età. L’incarico sarà effettivo dal 15 gennaio p.v. Il presule inizia il servizio alla Santa Sede proprio nella Congregazione per le Chiese Orientali nel 1985. Nel ’97 diventa sottosegretario della medesima Congregazione. È stato Nunzio Apostolico in Georgia, Armenia e Azerbaigian, dal 2011 in Bielorussia, mentre Papa Francesco lo invia nel 2015 in Ucraina e successivamente nel 2020 in Gran Bretagna. Garantiamo al nuovo Prefetto il nostro sostegno e la nostra vicinanza spirituale, assieme agli Auguri miei e di tutta la Chiesa di Lungro e lo invitiamo, sin da ora, a venire ad onorare la nostra Eparchia.

IN MEMORIAM
PAPA EMERITO BENEDETTO XVI
“Un Semplice e Umile lavoratore nella Vigna del Signore”

Queste parole, così sobrie e modeste, ci restituiscono appieno la cifra umana e spirituale della sua persona, ma anche il significato profondo dello spirito di servizio che ha contrassegnato tutto il suo pontificato. Tra le grandi eredità di Papa Benedetto XVI rientra sicuramente il Catechismo della Chiesa Cattolica: un punto di riferimento sicuro per la fede del nostro tempo. “Un meraviglioso testimone dell’amore cristiano, un amore che non è sceso a compromessi con il mondo e che è stato testimoniato con semplicità, purezza e mitezza”. Vorrei esprimere la mia personale riconoscenza e gratitudine a Benedetto XVI, per ciò ha voluto fare della mia povera persona, inviandomi come Pastore a questa Santa e gloriosa Chiesa che è in Lungro.
Eterna sia la sua memoria – Eonia su i mnìmi – I përjetshëm qoftë kujtimi yt.

IMEROLOGHION 2023

Con puntualità l’Eparchia di Lungro ha pubblicato l’Imerologhion per il 2023. Questo Ordo liturgico, modificato ogni anno, in base alla data di celebrazione della Pasqua, costituisce una guida sicura per la corretta celebrazione e per l’uso dei numerosi libri liturgici. Normalmente si incontrano e quindi si devono armonizzare due cicli liturgici, quello dell’ Oktoichos e quello dei Minea. Da ciò dipende anche la determinazione delle quaresime previste dalla tradizione bizantina. L’edizione dell’Imerologhion dell’Eparchia è ben curato e preciso e per questo ringrazio Papàs Raffaele De Angelis.

SETTIMANA DI PREGHIERA PER L’UNITÀ DEI CRISTIANI
18 – 25 gennaio 2023
“Imparate a fare il bene, cercate la giustizia” (Isaia 1,17)

Il tema per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, per l’anno 2023, è tratto dal libro di Isaia: “Imparate a fare il bene, cercate la giustizia” (Isaia 1,17); questo versetto ci richiama più direttamente alla conversione dei nostri cuori. Vi esorto, dunque, a pregare nei nostri contesti locali e in unione con la preghiera della Chiesa universale, perché giunga presto l’unità in Cristo, con la chiara consapevolezza che ci viene richiesta una continua conversione del cuore, una metànoia, un cambio di prospettiva e di mentalità. Chiediamo a Dio un cuore puro, un cuore rinnovato. Chiediamo uno sguardo rinnovato sulla realtà che ci circonda e su noi stessi. Lunedì 23 gennaio 2023 alle ore 18,00 su piattaforma Zoom, all’interno della Settimana di Preghiera, il Prof. Riccardo Burigana, Direttore del Centro Studi per l’Ecumenismo in Italia, con la relazione “La nuova stagione del Concilio Vaticano II in Italia”, darà avvio al Ciclo di Conferenze “Concilio Vaticano II: a 60 anni dall’apertura. Chiese in dialogo per l’unità. Spunti per una formazione continua”. Esorto ognuno a partecipare agli incontri.

RITIRO DEL CLERO

Giovedì 26 gennaio, con inizio alle ore 9,30 avrà inizio il Ritiro del Clero nella Parrocchia “San Giovanni Battista” ad Acquaformosa, con la meditazione tenuta dal Prof. Riccardo BURIGANA, Direttore del Centro Studi per l’Ecumenismo in Italia.

Invoco su ciascuno di Voi e sulle Vostre Comunità la Benedizione del Signore.

Lungro, 11 gennaio 2023

+ Donato Oliverio, Vescovo

Messaggio di Natale 2022 del Vescovo Donato

Cari fratelli e sorelle,

desidero in occasione del Santo Natale far giungere a tutti Voi il mio augurio più cordiale, accompagnato da qualche semplice riflessione.

Cristo nasce, rendete gloria; Cristo scende dai cieli, andategli incontro; Cristo è sulla terra, elevatevi. Cantate al Signore da tutta la terra, e con letizia celebratelo, o popoli, perché si è glorificato. (Domenica dei Progenitori, Mattutino, Katavasia ode I).

Oggi tutta la creazione si rallegra e gioisce, perché Cristo è nato da una Vergine (Megalinario, ode IX del Mattutino).

Il Natale celebra la festa del Dio che si fa uomo: “Oggi nasce dalla Vergine colui che tiene in mano tutta la creazione” (Idiomelon dell’ora IX del Natale).

Il Dio senza principio e senza tempo ineffabilmente nasce come un figlio della stirpe di Adamo, da una Vergine, unendo la sua natura divina a quella umana nella persona di Cristo. Il Verbo di Dio diventa simile a noi, si riveste della nostra stessa carne volontariamente e per amore, diviene uguale ai mortali. Colui che è generato dal Padre, veramente Dio perfetto, diventa uomo per noi e per realizzare così il suo piano salvifico. Egli diventa uomo, ma rimane Dio, infondendo alla nostra natura, deturpata dal peccato, una energia nuova e trasformatrice.

Non possiamo nasconderci che stiamo vivendo davvero “una notte del mondo”. Viviamo in un tempo di dolore, di disperazione, di guerra.

Pregare davanti al presepio, perché il Natale del Signore porti un raggio di pace ai bambini, alle donne e agli uomini del mondo intero, così ci ricorda Papa Francesco, specie “a quelli costretti a vivere i giorni terribili e bui della guerra”, come quella in corso in Ucraina che distrugge tante vite e tanti bambini.

Sua Beatitudine Shevchuk, Arcivescovo Maggiore greco-cattolico di Kyiv afferma: “Tutti mi domandano: Ci sarà la gioia natalizia, sarà lecito cantare o dobbiamo stare zitti e piangere? Ho detto sì e sì, Natale ci sarà. Abbiamo il diritto di festeggiare la gioia natalizia che non viene dal divertimento profano, ma dal Cielo perché nascerà il Principe della Pace”. Si festeggerà al freddo e al buio in tante città e villaggi dell’Ucraina, ma questo, dice l’Arcivescovo, “ci farà sperimentare sulla nostra pelle la storia della Sacra Famiglia, anch’essa al freddo e al buio, ma con la gioia celeste”.

Pregare davanti al presepio, perché il Natale del Signore porti un raggio di luce alle diverse e, talvolta, sofferte condizioni di molte famiglie delle nostre comunità. Sappiamo che il bene della società passa anzitutto attraverso la serenità delle famiglie: auspichiamo, perciò che le autorità civile le sostengano, con grande senso di responsabilità ed efficaci misure di vicinanza.

Papa Francesco è tornato più volte in questo periodo a parlare di speranza, esortandoci a guardare la nostra esistenza con occhi nuovi e a guardarla con gli occhi di Gesù, “autore della speranza”, per aiutarci a superare i giorni difficili, con la certezza che le tenebre si trasformeranno in luce.

La speranza è “una virtù che non delude mai: se speri, non sarai mai deluso” ha detto il Papa. Dove possiamo trovare, scoprire, toccare con mano i frutti dell’Incarnazione di Dio che si fa tenero Bambino?

Il bambino ha le mani vuote, perché il dono di Dio, il dono supremo all’umanità, è Lui. Ciò che appare è un bambino, ma non un fanciullo qualsiasi, è un pedhìon nèon, cioè un bambino nuovo, il Dio eterno, come canta il kondàkion della festa e come ci ricorda anche Isaia: “Un bambino è nato per noi ed è chiamato Dio potente” (9,5).

La Vergine Santissima, Madre di Dio, ci prenda per mano in questi giorni e ci aiuti a riconoscere nella piccolezza del Bambino la grandezza di Dio che viene.

 

Lungro, 19 dicembre 2022

 

+ Donato Oliverio, Vescovo

Ciclo di conferenze “Concilio Vaticano II: a 60 anni dall’apertura. Chiese in dialogo per l’unità. Spunti per una formazione continua”

(Fonte: Agensir 1° dicembre 2022)

“Concilio Vaticano II: a 60 anni dall’apertura. Chiese in dialogo per l’unità. Spunti per una formazione continua”. Questo il titolo del ciclo di conferenze organizzato per il 2023 dall’Eparchia di Lungro in collaborazione con il Centro studi per l’Ecumenismo in Italia. Un’iniziativa – viene spiegato in una nota – che “vuole proporsi come momento formativo, offerto e aperto a tutti, ed è da leggere nell’orizzonte di una maggiore formazione del popolo di Dio al dialogo teologico, al dialogo ecumenico e ad una presa di coscienza maggiore della continua recezione del Concilio Vaticano II, che ha segnato un ripensamento nelle forme e nei contenuti della partecipazione della Chiesa cattolica al Movimento ecumenico”.
Nell’annunciare il progetto, mons. Donato Oliverio, vescovo di Lungro degli Italo-Albanesi dell’Italia Continentale, cita le parole pronunciate da Papa Francesco lo scorso 11 ottobre, nel 60° anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II: “Il Signore non ci vuole così. Tutti, tutti siamo figli di Dio, tutti fratelli nella Chiesa, tutti Chiesa, tutti. Noi siamo le sue pecore, il suo gregge, e lo siamo solo insieme, uniti. Superiamo le polarizzazioni e custodiamo la comunione, diventiamo sempre più ‘una cosa sola’, come Gesù ha implorato prima di dare la vita per noi (cfr Gv 17,21)”.
Diversi gli appuntamenti in calendario a partire dal mese di gennaio, all’interno della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, fino a giugno: il 23 gennaio, Riccardo Burigana, direttore del Centro studi per l’Ecumenismo in Italia su “La nuova stagione del Concilio Vaticano II in Italia”; il 20 febbraio, padre Hyacinthe Destivelle, officiale del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei cristiani, su “Uno dei frutti del Concilio: il Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani”; il 27 marzo, Stefano Parenti, ordinario di Liturgie orientali presso il Pontificio Ateneo Sant’Anselmo-Roma, su “Liturgia e Oriente Cristiano dopo il Concilio Vaticano II”; l’8 maggio, Dimitrios Keramidas, docente incaricato presso la Pontificia Università di San Tommaso d’Aquino Angelicum-Roma, su “La sinodalità nelle Chiese ortodosse”; il 5 giugno, Nikos Tzoitis, analista per conto del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli su “Uno sguardo all’oggi dei rapporti tra le Chiese ortodosse e la Chiesa cattolica”. Tutti gli incontri, introdotti da mons. Oliverio e moderati da papàs Alex Talarico e da don Mauro Lucchesi, potranno essere seguiti su piattaforma Zoom richiedendo il link all’indirizzo mail ecumenismo@lungro.chiesacattolica.it.

Circolare del Vescovo Donato, 6 novembre 2022

Al Rev.mo CLERO
alle Religiose e ai Fedeli Laici

Carissimi,
nella trazione bizantina a metà novembre inizia la quaresima di Natale, una preparazione fatta in modo discreto e umile. La Chiesa, mentre prepara l’umiliazione (kènosis) del Figlio di Dio nell’umiltà della liturgia, rimane sconvolta per il susseguirsi dei drammatici avvenimenti della guerra in Ucraina, in un tempo in cui è minacciata la convivenza pacifica tra i popoli. Nello sgomento emerge sempre più forte la convinzione che il mondo può camminare verso l’unità dei popoli e convivere in pace. “Il nostro mondo – sottolinea il Papa – ha bisogno di unità, è un’epoca in cui tutti abbiamo bisogno di unità, abbiamo bisogno di riconciliazione, di comunione e la Chiesa è Casa di comunione”. La Chiesa continua a pregare e a credere nella via del dialogo e del rispetto dell’altro, chiunque esso sia e di qualunque provenienza, credo religioso e appartenenza etnica. Insieme a Papa Francesco e a tutte le persone che amano la pace, ci uniamo con la preghiera alle sofferenze e al dolore di tutto il popolo ucraino.
Dio, Padre di misericordia, accolga le vittime nella pace della sua luce e porti il conforto e la speranza ai feriti e alle loro famiglie.
Betlemme è un faro generoso di Luce per tutti gli uomini che nella gloria dei cieli altissimi, nella pace sulla terra vogliono essere i figli della divina eudokìa, l’amore che salva.

“I CANTIERI DI BETANIA”
PROSPETTIVE PER IL SECONDO ANNO
DEL CAMMINO SINODALE

Si intitola “I Cantieri di Betania” il testo con le prospettive per il secondo anno del Cammino Sinodale che viene consegnato alle Chiese locali ed è disponibile su https://camminosinodale.chiesacattolica.it/.
Il testo propone tre cantieri: quello della strada e del villaggio, quello dell’ospitalità e della casa e quello delle diaconìe e della formazione spirituale. Questi cantieri potranno essere adattati liberamente a ciascuna realtà, scegliendo quanti e quali proporre nei diversi territori. A questi, ogni Chiesa locale potrà aggiungere un quarto cantiere che valorizzi una priorità risultante dalla propria sintesi diocesana e dal Sinodo Diocesano che ha celebrato.
Nel cammino sinodale è essenziale e costitutiva la dimensione ecumenica, l’Eparchia di Lungro si sente fortemente impegnata a promuovere questa dimensione in comunione con tutte le diocesi italiane.
Il Vedemecum del Sinodo ricorda che “il dialogo tra cristiani di diverse confessioni, uniti da un unico battesimo, occupa un posto speciale nel cammino sinodale”. È chiaro, ormai, che nel cammino sinodale non si può scegliere con chi camminare, ossia i cattolici non sono chiamati a camminare soltanto assieme ad altri cattolici, ignorando il dramma più grande di sempre nel cristianesimo: la divisione.
Il cammino sinodale, pertanto, potrà essere occasione di maggiore conoscenza, reale scambio di doni e ascolto di altre Chiese, affinché sempre più si affievoliscano le divisioni e diventi più spedito il camminare insieme dei cristiani verso l’unità in Cristo.

60/° ANNIVERSARIO
DEL CONCILIO ECUMENICO VATICANO II
11 ottobre 1962 – 11 ottobre 2022

Nella Basilica Vaticana di San Pietro, dove 60 anni fa prese il via l’assise conciliare, Papa Francesco l’11 ottobre u.s. ha presieduto una solenne celebrazione eucaristica, alla quale sono stato invitato dal Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, Mons. Rino Fisichella, come rappresentante delle Chiese Orientali Cattoliche in Italia.
“Riscopriamo il Concilio per ridare il primato a Dio, all’essenziale – ha affermato il Papa durante l’omelia – a una Chiesa che sia pazza di amore per il suo Signore e per tutti gli uomini, da Lui amati”.
“La Chiesa sia abitata dalla gioia. Se non gioisce smentisce se stessa, perché dimentica l’amore che l’ha creata”, ha sottolineato Papa Francesco. “Eppure, quanti tra noi non riescono a vivere la fede con gioia, senza mormorare e senza criticare? – ha domandato – Una Chiesa innamorata di Gesù non ha tempo per scontri, per veleni e polemiche”. Per il Pontefice, “essere Chiesa è testimoniare la bellezza del tuo amore”.
Il Patriarca Ecumenico, Bartolomeo in un articolo dell’Osservatore Romano, 11 ottobre 2022, ha dichiarato che con il Concilio Vaticano II “La via ecumenica è aperta e non potrà più chiudersi”. “Il Concilio Vaticano II di grande intereresse per il mondo ortodosso, per il suoi teologi e per i suoi pastori, seguito in tutte le sue fasi e in tutti i suoi documenti”.
Ricordando questo Concilio il Patriarca scrive che “tra i temi che hanno suscitato vivo interesse, uno di questi è la costituzione sulla Sacra Liturgia ed il suo richiamarsi alla tradizione, come una espressione viva della Chiesa”. “La centralità dell’Eucaristia, scrive il Patriarca, la preghiera comune, le letture bibliche, la concelebrazione, l’utilizzo della lingua viva, la possibilità della comunione nelle due specie, rimandano alle parole di San Giovanni Crisostomo: “Tutta l’Eucaristia è stata offerta una volta e non è mai esaurita. L’Agnello di Dio, sempre mangiato e mai consumato”.
“A noi tutti cristiani di oggi, conclude il Patriarca, il dovere di operare per ritrovare la nostra unità in quell’unico Pane e in quell’unico Calice, il Cristo Colui che è spezzato e non diviso, sempre mangiato e mai consumato, ma che santifica quelli che ne partecipano ” (Divina Liturgia di San Giovanni Crisostomo).

CAMPO INVERNALE DIOCESANO GIOVANI 2022
Aperte le Iscrizioni
27 – 28 – 29 dicembre 2022

Dopo l’esperienza dello scorso inverno, anche quest’anno la nostra Eparchia ha deciso di riproporre l’esperienza del Campo Invernale Giovanile. Sarà il Direttore dell’Ufficio Pastorale Giovanile, Papàs Giampiero Vaccaro, a indicare successivamente la struttura dove i giovani saranno ospitati. Le iscrizioni si possono effettuare fin da ora.
L’invito è rivolto ai giovani dai 16 ai 30 anni di tutte le Parrocchie della nostra Eparchia.
Le giornate che hanno vissuto i giovani lo scorso inverno sono state molto ricche, scandite da momenti di preghiera e di svago sulle piste innevate del villaggio di Camigliatello Silano. Di certo quelle giornate hanno avuto per i giovani una grande importanza in termini di incontro e confronto.

RITIRO DEL CLERO

Giovedì 17 novembre, con inizio alle ore 9,30 avrà inizio il Ritiro del Clero nella Parrocchia “San Giovanni Battista” ad Acquaformosa, con la meditazione tenuta da Padre Pier Giorgio Taneburgo, frate cappuccino, della Comunità di Santa Fara di Bari, docente di Ecumenismo alla Facoltà Teologica Pugliese e all’Istituto di Teologia Ecumenica di Bari.

Invoco su ciascuno di Voi e sulle Vostre Comunità la Benedizione del Signore.

Lungro, 06 novembre 2022

+ Donato Oliverio, Vescovo

Circolare del Vescovo Donato, 15 settembre 2022

Al Rev.mo CLERO
alle Religiose e ai Fedeli Laici

Carissimi,
per grazia di Dio siamo entrati nel nuovo Anno Ecclesiastico, che segna l’inizio dell’Anno Pastorale 2022-2023 che coinciderà con il Cammino Sinodale della Chiesa Italiana: vogliamo rivivere pienamente il secondo anno di “ascolto”, diffondendo gruppi parrocchiali e cercando di coinvolgere persone e ambienti più esterni ai luoghi della pastorale ordinaria, sulle priorità e i punti indicati dalla CEI, come frutto del primo anno di ascolto.
La nostra Eparchia ci offre una visione ricca e viva di che cosa significa essere Chiesa Orientale, in cammino, nella storia, impegnata nella missione e come operare secondo il pensiero di Dio, e come porsi alla sequela di Cristo, mantenendo vivo tutto il patrimonio teologico, liturgico, spirituale, dono dello Spirito Santo, che ci è stato trasmesso dai nostri Padri.
Partendo, anzi, continuando da questo ricco patrimonio l’Eparchia deve impostare la sua pastorale, la sua catechesi, la sua mistagogia.
È mia intenzione proporre alla nostra Eparchia alcuni orientamenti pastorali, che ci possano accompagnare da qui all’Anno Santo con il Giubileo del 2025: è un appuntamento di grazia ed è già stato indicato il tema generale “Pellegrini di speranza”.
Nei nostri incontri mensili ci ritroveremo come Chiesa di Lungro e, dopo una mia breve introduzione, saranno i referenti diocesani del Cammino Sinodale a presentare il senso e le forme dei Cantieri di Betania, che raccolgono e offrono prospettive per il secondo anno del Cammino Sinodale.

GIORNATA DIOCESANA DEL MALATO
SANTUARIO SANTI MEDICI COSMA E DAMIANO
SAN COSMO ALBANESE
26 settembre 2022
“Siate misericordiosi come il Padre vostro è misericordioso” (Lc.6,36) è il tema scelto quest’anno per la XXX Giornata Mondiale del Malato.

Noi come Eparchia celebriamo la Giornata, Lunedì 26 settembre p.v. alla vigilia della festa dei Ss. Medici Cosma e Damiano.
Al centro del messaggio del Papa il tema della vicinanza, della dimensione personale e comunitaria del farsi carico della malattia, espressa sin dal titolo: “Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso”. Porsi accanto a chi soffre in un cammino di carità.
Nell’attesa di incontrarci, nel Santuario del Santi Medici a San Cosmo Albanese, il 26 settembre p.v. alle ore 17.30, per la celebrazione dell’Ufficiatura e amministrazione del Sacramento dell’Unzione degli Infermi, tutti incoraggio e benedico.

PAPA FRANCESCO IN KAZAKISTAN AL CONGRESSO DELLE RELIGIONI
14 settembre 2022

Il Pontefice si è rivolto così ai leader religiosi: “Mai giustificare la violenza, Dio è pace e conduce sempre alla pace, mai alla guerra”. Il Papa si è quindi soffermato sul tema dei conflitti internazionali. “Impegniamoci dunque, ancora di più a promuovere e rafforzare le necessità che i conflitti si risolvano non con le ragioni della forza, con le armi e le minacce, ma con gli unici mezzi benedetti dal Cielo e degni dell’uomo: l’incontro, il dialogo, le trattative pazienti, che si portano avanti pensando in particolare ai bambini e alle giovani generazioni. Esse incarnano la speranza che la pace non sia il fragile risultato di affannosi negoziati, ma il frutto di un impegno educativo costante, che promuova i loro sogni di sviluppo e di futuro”. Rivolgendosi poi direttamente agli altri leader religiosi, Papa Francesco ha sottolineato che “è necessaria, per tutti e per ciascuno, una purificazione del male”. “Purifichiamoci, dunque, dalla presunzione di sentirci giusti e di non avere nulla da imparare dagli altri – ha esortato – liberiamoci da quelle concezioni riduttive e rovinose che offendono il nome di Dio attraverso rigidità, estremismi e fondamentalismi, e lo profanano mediante l’odio, il fanatismo e il terrorismo, sfigurando anche l’immagine dell’uomo”.
Lo ha detto Papa Francesco nel suo discorso al settimo Congresso dei leader delle religioni mondiali e tradizionali, in Kazakistan.

96ª GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE
“Di me sarete testimoni” (At. 1,8)

La Giornata Missionaria Mondiale quest’anno si celebra il 23 ottobre e trova il suo principale riferimento tematico nel messaggio di Papa Francesco, che porta il titolo “Di me sarete testimoni”.
Il Papa ci dice: “Come Cristo è il primo inviato, cioè missionario del Padre e, in quanto tale, è il suo ‘testimone fedele’, così ogni cristiano è chiamato a essere missionario e testimone di Cristo. E la Chiesa, comunità dei discepoli di Cristo, non ha altra missione se non quella di evangelizzare il mondo, rendendo testimonianza a Cristo. L’identità della Chiesa è evangelizzare”.
L’ottobre missionario di quest’anno si inserisce nel contesto di importanti eventi: prima di tutto la fondazione, 400 anni fa, della Congregazione di Propaganda Fide – oggi denominata Dicastero per l’Evangelizzazione dei Popoli.
Inoltre per il “Cammino Sinodale della Chiesa Italiana” che, nell’anno pastorale 2022-2023 prevede un approfondimento della fase di “ascolto”, sarebbe pastoralmente proficuo per le comunità cristiane
“mettersi in ascolto” delle vite di tanti missionari e del loro “camminare insieme” con le Chiese che sono chiamati a servire: sono vite che hanno tante cose da dirci.
Infine, l’ottobre missionario avrà un “preludio” particolarmente significativo nel Festival della Missione che si realizzerà a Milano dal 29 settembre al 2 ottobre 2022: un evento che coinvolge tutto il mondo missionario italiano, il cui tema è “Vivere per Dono”.
La nostra Eparchia parteciperà con un gruppo di giovani.
Vi esorto a contribuire alla missione della Chiesa con la preghiera, la riflessione e l’aiuto materiale.

SUSSIDI CATECHISTICI
Percorso educativo sulla custodia del Creato
Dalla Natura all’Altare del Signore
Cammino Sinodale alla ricerca del Risorto in mezzo a noi

Il mio ringraziamento alla Trinità tutta Santa per la realizzazione di questi due magnifici sussidi “Dalla natura all’Altare del Signore” e “Cammino Sinodale alla ricerca del Risorto in mezzo a noi”.
Un pensiero di gratitudine a coloro che, a vario titolo, si sono prodigati per la loro realizzazione.
I volumi si presentano con una bella e attraente composizione grafica e con un linguaggio semplice, ma nello stesso tempo largo e profondo; offrono contenuti che possono alimentare i nostri fedeli nell’approfondimento spirituale e culturale della fede, illuminandoli e sostenendoli ad allargare lo sguardo, per avere la visione e l’approccio adeguati riguardo i doni di Dio nel creato e il loro utilizzo nella liturgia della Chiesa e nella liturgia quotidiana della vita.

RITIRO DEL CLERO

Giovedì 20 ottobre, con inizio alle ore 9,30 avrà inizio il Ritiro del Clero nella Parrocchia “San Giovanni Battista” ad Acquaformosa, con la meditazione tenuta da Mons. Antonio DONGHI.

Invoco su ciascuno di Voi e sulle Vostre Comunità la Benedizione del Signore.

Lungro, 15 settembre 2022

+ Donato Oliverio, Vescovo