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Circolare del Vescovo Donato, 12 settembre 2020

Il Vescovo

Al Rev.mo CLERO
alle Religiose e ai Fedeli Laici
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Carissimi,
per grazia di Dio siamo entrati nel nuovo Anno Ecclesiastico, che segna l’inizio anche dell’Anno Pastorale “è giunto l’inizio dell’anno e ci invita ad onorare coloro che lo illustrano…gridiamo con fervore: Signore benedici le opere delle tue mani, e concedici di passare utilmente il ciclo dell’anno” (Apòstica del vespro dell’indizione).
L’anno pastorale 2020-2021 si inserisce in un particolare periodo storico, contrassegnato, purtroppo, dalla pandemia ancora in corso, che ci ha posti di fronte a scenari assolutamente inaspettati. Anche la comunità ecclesiale della nostra Eparchia ha risentito di questa fase di disagio e di difficoltà. Però, dopo un primo momento di smarrimento, ciascuno ha provato a mettere in campo ogni risorsa possibile per rispondere degnamente all’emergenza, esprimendo soprattutto vicinanza alle persone, nei modi e nei tempi ritenuti necessari per non perdere il contatto con Gesù e la sua Parola e per mantenere vive, le relazioni umane.
Ora è tempo di ripartire con la consapevolezza che nella programmazione e realizzazione delle attività pastorali, sia a livello parrocchiale che diocesano, è necessario tener conto delle norme socio-sanitarie richieste per sconfiggere il coronavirus, con lo stile della responsabilità personale e collettiva, della prudenza e della pazienza, per far rifiorire la speranza e la fiducia che solo Dio può donare.

CHIROTONIA PRESBITERALE

Il prossimo 8 novembre, – commemorazione degli Arcangeli Michele e Gabriele, e di tutte le Potenze incorporee – nella Chiesa parrocchiale di Acquaformosa, riceverà l’imposizione delle mie mani per il sacerdozio il diacono Francesco Saverio Mele.
Nell’esprimere l’esultanza della comunità diocesana e mia per l’ineffabile dono di Dio, invito Voi, cari confratelli, e le vostre comunità parrocchiali a pregare affinché la grazia del sacerdozio sia fonte di santità per Francesco Saverio e di salvezza per le anime.

94ª GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE
“Eccomi, manda me” (Isaia 6,8)

Il Messaggio di Papa Francesco per la Giornata missionaria mondiale, che in Italia si celebrerà il 18 ottobre p.v., poggia su due pilastri. Il primo è la risposta che il profeta Isaia dà a Jahvè quando Questi domanda: “Chi manderò?” e Isaia risponde: “Eccomi, manda me”.
Il secondo pilastro è la situazione mondiale colpita dalla pandemia, in cui occorre “Capire che cosa Dio ci stia dicendo in questi tempi di pandemia” perché questo “diventa una sfida anche per la missione della Chiesa”.
A conclusione, il Papa esorta a contribuire alla missione della Chiesa con la preghiera, la riflessione e l’aiuto materiale: “la carità espressa nelle collette delle celebrazioni liturgiche della terza domenica di ottobre ha lo scopo di sostenere il lavoro missionario e andare incontro ai bisogni spirituali e materiali dei popoli e della Chiese in tutto il mondo per la salvezza di tutti”.

ESERCIZI SPIRITUALI
Briatico 9 – 12 novembre 2020

“Non si possono costruire ponti tra gli uomini dimenticando Dio. Ma vale anche il contrario: non si possono vivere legami veri con Dio, ignorando gli altri”. Così Papa Francesco ribadisce la necessità di dover dare il giusto spazio a Dio nella nostra vita. Questi stessi sentimenti devono animare il bisogno di ogni sacerdote per poter operare al meglio nel proprio servizio pastorale. È così che da lunedì sera 9 novembre fino a giovedì 12 presso la Casa Sacro Cuore dei Padri Dehoniani di Briatico (Vibo Valentia), vivremo quattro giorni di Esercizi Spirituali con la predicazione di Mons. Antonio Donghi.
È un momento importante per me Vescovo e per tutti Voi presbiteri perché nell’ascolto della Parola il Signore possa restituirci al lavoro pastorale rinvigoriti nella fede e nella speranza per poter continuare ad essere sempre più testimoni di colui che riempie la vita di chi lo serve con gioia.

CARITAS DIOCESANA
I LUOGHI DELL’ASCOLTO

Dal 1° Settembre 2020 è attivo il Servizio di Ascolto Psicologico, telefonico e/o in presenza, rivolto alle Comunità dell’Eparchia di Lungro. La Caritas Diocesana di Lungro perseguendo la sua funzione pedagogica e la testimonianza della carità alla comunità, promuove uno spazio d’Ascolto psicologico empatico quale momento di accompagnamento qualificato. Possono accedere tutti i fedeli dell’Eparchia (ragazzi, giovani, adulti, genitori, anziani, insegnanti, volontari, operatori, lavoratori, etc) che sentano l’esigenza di un Luogo d’Ascolto, qualsiasi domanda portino con loro (problemi con scuola, lavoro, relazioni sociali, affettività, bullismo, dipendenze, etc).
È necessario prendere appuntamento tramite mail all’indirizzo iluoghidellascolto@gmail.com oppure al numero telefonico 3791218963.

CORSO DI FORMAZIONE PERMANENTE
PER IL PRESBITERIO

Il nostro presbiterio in questi ultimi tempi si è arricchito del dono di un buon numero di presbiteri giovani. Non possiamo non avvertire, pertanto, la sollecitudine per questi nostri fratelli più giovani nel ministero ma anche per i presbiteri adulti di essere aiutati e accompagnati per consolidare la formazione raggiunta. Una formazione per i sacerdoti presenti e futuri è anzitutto una formazione continua. Non possiamo smettere di formarci: nel momento in cui ci si illude di essere già arrivati alla perfezione, e di non aver più bisogno di continuare a lavorare sulla propria persona, quel giorno si inizia a perdere la strada. Quindi la formazione permanente aiuta quella iniziale, e, a sua volta, la formazione iniziale stabilisce il fondamento di quella permanente in tutti gli ambiti: spirituale, pastorale, intellettuale e ovviamente anche umana.
Pertanto è necessario organizzare un incontro mensile, a partire dal mese di gennaio, di tutti i sacerdoti, dal mattino all’ora di pranzo. È auspicabile che il Centro di Formazione Permanente sia l’Istituto Teologico Cosentino di Rende, un “luogo segno” per la formazione permanente dell’intero presbiterio.
In questi incontri, organizzati secondo un calendario annuale e guidati da esperti, saranno previsti la preghiera, l’approfondimento di una tematica precisa e il confronto fraterno.

RITIRO DEL CLERO

Giovedì 8 ottobre, con inizio alle ore 9,30 avrà inizio il Ritiro del Clero nella Parrocchia “San Giovanni Battista” ad Acquaformosa, con la meditazione tenuta da Padre Pino Di Luccio, sj, Professore di Sacra Scrittura presso la Pontificia Università Gregoriana.

Invoco su di Voi e sulle Vostre comunità la benedizione del Signore.

Lungro, 12 settembre 2020
+ Donato Oliverio, Vescovo

Circolare del Vescovo Donato, 11 giugno 2020

Al Rev.mo CLERO,

alle Religiose e ai Fedeli Laici

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Carissimi,

l’annuale incontro dei Gerarchi Cattolici Orientali d’Europa si è svolto a Praga dal 4 al 7 Giugno u.s. organizzato dalla Chiesa greco-cattolica della Repubblica Ceca, su invito di S.E. Mons. Ladislav HUČKO, Esarca Apostolica per i cattolici di rito bizantino residenti nella Repubblica Ceca, con il patrocinio del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (CCEE). All’incontro hanno partecipato oltre 40 Vescovi orientali cattolici d’Europa, provenienti da quattordici nazioni.

Abbiamo deciso di affrontare il tema della famiglia nell’attuale società europea, nella consapevolezza che le Chiese cattoliche di rito orientale in Europa abbiano anche loro uno specifico contributo da dare al prossimo Sinodo dei Vescovi sulla famiglia.

Ha spiegato Mons. Ladislav Hučko che è importante “confrontarci su alcune sfide che toccano le nostre famiglie greco-cattoliche. Dopo la caduta dei regimi totalitari, l’istituzione familiare dei Paesi dell’Europa centro-orientale ha dovuto confrontarsi con delle società in rapido mutamento nelle quali secolarizzazione, emigrazione e individualismo hanno modificato i paradigmi e le modalità non solo di appartenenza ecclesiale e di pratica religiosa, ma anche del vivere e del rapportarsi a tutte le forme di istituzioni”.

I lavori hanno visto gli interventi del Diacono Prof. Jaroslav Max Kašparu su “La famiglia contemporanea in Europa” e di P. ThLic. Volodymyr Los su “Il potenziale sacramentale della famiglia”. All’incontro hanno partecipato S.E. Mons. Cyril Vasil’, Arcivescovo Segretario della Congregazione per le Chiese Orientali; S.E. Mons. Giuseppe Leanza, Arcivescovo, Nunzio Apostolico nella Repubblica Ceca; Mons. Lorenzo Lorusso, Sotto-Segretario della Congregazione per le Chiese Orientale.

Nel comunicato diffuso al termine dei lavori, si evidenzia come “la Chiesa Cattolica tutta, e specialmente la sua espressione di tradizioni più orientale”, dice “il suo sì alla famiglia, cellula fondamentale della società umana dove ogni persona diventa sempre più se stessa, non solo come luogo di crescita culturale e intellettuale, di crescita emotiva e sociale, ma soprattutto come luogo dove si compie il disegno di Dio su ogni uomo”.

Il “sì alla famiglia” significa però anche “essere vicini a tutte le famiglie, specialmente quelle che attraversano momenti di crisi o di difficoltà, alle famiglie povere, disagiate che si sentono escluse dalla società”. La Chiesa “è sempre pronta a tendere una mano amica, a mostrare un volto vicino e compassionevole, portando il sollievo e la misericordia di Dio”.

Invoco su di Voi e sulle Vostre Comunità la Benedizione del Signore.

Lungro, 11 Giugno 2015

 

+ Donato Oliverio, Vescovo

Circolare del Vescovo Donato, 1 giugno 2020

Al Rev.mo CLERO
alle Religiose e ai Fedeli Laici
Carissimi,
la Chiesa è in festa perché celebra la sua nascita, celebra il dono della Pentecoste, la discesa dello Spirito santo sugli Apostoli, cinquanta giorni dopo la Pasqua, che segna la nascita della Chiesa di Gesù Cristo. La Chiesa è nata in un clima tutt’altro che sereno e pacifico. I discepoli dopo la Resurrezione del Signore sono colmi di inquietudine e incertezza e qui c’è una certa somiglianza con lo stato d’animo che stiamo vivendo un po’ tutti in questa fase della pandemia. Abbiamo riaperto le Chiese e sono riprese le celebrazioni eucaristiche domenicali e quotidiane con la partecipazione dei fedeli, però respiriamo insicurezza e siamo logorati da una certa ansia sottintesa, che si protrae da molte settimane e non accenna a finire, ma siamo fiduciosi, con le dovute precauzioni, che tutto andrà bene. La promessa di Gesù è chiara: “Riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di Voi”. È il dono del Signore risorto, è lo Spirito di Dio, è la vita di Dio. L’amore di Dio è stato riversato su di noi, nei nostri cuori. Ed è lo Spirito che guida la Chiesa, guida la vita di ogni cristiano, lo Spirito di Verità che è presente in ogni luogo e tutto riempie: “Vieni ed abita in noi e purifica le nostre anime”, così lo invochiamo. Ed è grazie allo Spirito che noi oggi possiamo testimoniare la speranza che portiamo nei nostri cuori, che infonde in noi la consolazione di Dio.
UN ANNO SPECIALE DEDICATO ALLA LAUDATO SI’
“Un anno speciale di anniversario della Laudato Si’, un anno per riflettere sull’Enciclica, dal 24 maggio di quest’anno fino al 24 maggio del prossimo anno”. È l’annuncio fatto da Papa Francesco al termine del Regina Coeli di domenica 24 maggio u.s., quando ha ricordato il quinto anniversario dell’Enciclica “con la quale si è cercato di richiamare l’attenzione al grido delle Terra e dei poveri”. Grazie alla “Settimana Laudato Si’” che abbiamo appena celebrato, “sboccerà un intero Anno speciale di riflessione sulla cura del creato”. Quale realtà ecclesiale in comunione con il successore di Pietro e da sempre con lo sguardo rivolto all’Oriente cristiano, l’Eparchia di Lungro sente forte la necessità di un tempo di riflessione sul Creato, un tema dalla profonda valenza ecumenica e che vede le sue radici nei rapporti tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa.
GESTI PROFETICI SULLA STRADA VERSO L’UNITÀ
Lettera pontificia per i venticinque anni della “Ut unum sint”
di Giovanni Paolo II
Lo Spirito Santo “ispiri nuovi gesti profetici e rafforzi la carità fraterna tra tutti i discepoli di Cristo”. È l’auspicio con cui si chiude la lettera che il Papa ha inviato al Cardinale Kurt Koch, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, in occasione del venticinquesimo anniversario dell’Enciclica “Ut unum sint” di Giovanni Paolo II: un testo, sottolinea Papa Francesco, che ha confermato “in modo irreversibile l’impegno ecumenico della Chiesa Cattolica”. “In questo anniversario, scrive il Papa, rendo grazie al Signore per il cammino che ci ha concesso di compiere come cristiani nella ricerca della piena comunione…lo Spirito Santo ispiri nuovi gesti profetici e rafforzi la carità fraterna tra tutti i discepoli di Cristo, perché il mondo creda e si moltiplichi la lode al Padre che è nei cieli”.
INTERVENTI CARITAS EMERGENZA PANDEMIA
In questa situazione di emergenza sanitaria Caritas Italiana è in prima linea per attuare un piano contro il diffondersi della pandemia e per prestare le cure necessarie, anche la nostra Caritas Diocesana è immersa in questa gara di solidarietà e di aiuti materiali e spirituali. Il Direttore, Papàs Remus Mosneag che ringrazio, ha inoltrato a tutti i Parroci dell’Eparchia un questionario per rilevare la situazione di bisogno provocata dalla pandemia. Sulla base dei dati pervenuti la Caritas Diocesana ha avviato una nuova progettazione per la durata di tutto l’anno 2020 al fine di venire incontro alle famiglie in grave stato di disagio socio economico. Radicati nella fede, è importante camminare insieme con spirito, cuore e testa, ci ricorda il Presidente di Caritas Italiana. Un altro intervento che ci deve accomunare è quello dell’ascolto, anche per via telefonica, con un’attenzione in particolare ad anziani e malati, pensato anche come sostegno psicologico per quanti sono provati e disorientati da questa pandemia. Questo è un tempo che richiede più solidarietà e continuare ad essere in prima linea e dare un segno di presenza e di speranza.
CHIROTONIA PRESBITERALE
Con cuore riconoscente verso Dio, vi comunico che il 06 agosto p.v. – Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo – nella Chiesa Cattedrale “San Nicola di Mira” di Lungro, lo Spirito Santo con l’imposizione delle mie mani conferirà la grazia del Sacerdozio al diacono Giampiero Vaccaro. Sarà un giorno di esultanza per tutta la comunità diocesana, che accoglierà con fede il dono di un nuovo Presbitero, che il Signore, nella sua misericordia, le fa. Vi invito ad accompagnarlo in questi due mesi nel suo cammino verso l’Altare con preghiera fervente, affinché egli diventi strumento di santificazione per le anime.
XXXIII ASSEMBLEA ANNUALE DIOCESANA
Corso di aggiornamento teologico
31 agosto 2020 – Chiesa Cattedrale – Lungro
In questo anno particolare e difficile segnato dalla pandemia abbiamo pensato di non interrompere la bella tradizione della nostra Eparchia dell’Assemblea Annuale Diocesana. Così secondo il calendario predisposto invece di due giorni, ci ritroviamo per un sol giorno, il 31 agosto nella Chiesa Cattedrale. Successivamente verrà diffuso
il programma. Relazioneranno: il Dott. Giampaolo Rigotti, Archivista della Congregazione per le Chiese Orientali; e il Prof. Riccardo Burigana, Direttore del Centro per l’Ecumenismo in Italia a Venezia. Invoco su di Voi e sulle Vostre Comunità la benedizione del Signore.
Lungro, 1 giugno 2020
Lunedì dello Spirito Santo
+ Donato Oliverio, Vescovo

Circolare del Vescovo Donato, 1° giugno 2020

Al  Rev.mo CLERO

alle Religiose e ai Fedeli Laici

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Carissimi,

la Chiesa è in festa perché celebra la sua nascita, celebra il dono della Pentecoste, la discesa dello Spirito santo sugli Apostoli, cinquanta giorni dopo la Pasqua, che segna la nascita della Chiesa di Gesù Cristo.

La Chiesa è nata in un clima tutt’altro che sereno e pacifico. I discepoli dopo la Resurrezione del Signore sono colmi di inquietudine e incertezza e qui c’è una certa somiglianza con lo stato d’animo che stiamo vivendo un po’ tutti in questa fase della pandemia. Abbiamo riaperto le Chiese e sono riprese le celebrazioni eucaristiche domenicali e quotidiane con la partecipazione dei fedeli, però respiriamo insicurezza e siamo logorati da una certa ansia sottintesa, che si protrae da molte settimane e non accenna a finire, ma siamo fiduciosi, con le dovute precauzioni, che tutto andrà bene.

La promessa di Gesù è chiara: “Riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di Voi”.

È il dono del Signore risorto, è lo Spirito di Dio, è la vita di Dio.

L’amore di Dio è stato riversato su di noi, nei nostri cuori. Ed è lo Spirito che guida la Chiesa, guida la vita di ogni cristiano, lo Spirito di Verità che è presente in ogni luogo e tutto riempie: “Vieni ed abita in noi e purifica le nostre anime”, così lo invochiamo. Ed è grazie allo Spirito che noi oggi possiamo testimoniare la speranza che portiamo nei nostri cuori, che infonde in noi la consolazione di Dio.

UN ANNO SPECIALE DEDICATO ALLA LAUDATO SI’

Un anno speciale di anniversario della Laudato Si’, un anno per riflettere sull’Enciclica, dal 24 maggio di quest’anno fino al 24 maggio del prossimo anno”. È l’annuncio fatto da Papa Francesco al termine del Regina Coeli di domenica 24 maggio u.s., quando ha ricordato il quinto anniversario dell’Enciclica “con la quale si è cercato di richiamare l’attenzione al grido delle Terra e dei poveri”.

Grazie alla “Settimana Laudato Si’” che abbiamo appena celebrato, “sboccerà  un intero Anno speciale di riflessione sulla cura del creato”.

Quale realtà ecclesiale in comunione con il successore di Pietro e da sempre con lo sguardo rivolto all’Oriente cristiano, l’Eparchia di Lungro sente forte la necessità di un tempo di riflessione sul Creato, un tema dalla profonda valenza ecumenica e che vede le sue radici nei rapporti tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa.

GESTI PROFETICI SULLA STRADA VERSO L’UNITÀ

Lettera pontificia per i venticinque anni della “Ut unum sint”

di Giovanni Paolo II

Lo Spirito Santo “ispiri nuovi gesti profetici e rafforzi la carità fraterna tra tutti i discepoli di Cristo”. È l’auspicio con cui si chiude la lettera che il Papa ha inviato al Cardinale Kurt Koch, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, in occasione del venticinquesimo anniversario dell’Enciclica “Ut unum sint” di Giovanni Paolo II: un testo, sottolinea Papa Francesco, che ha confermato “in modo irreversibile l’impegno ecumenico della Chiesa Cattolica”.

In questo anniversario, scrive il Papa, rendo grazie al Signore per il cammino che ci ha concesso di compiere come cristiani nella ricerca della piena comunione…lo Spirito Santo ispiri nuovi gesti profetici e rafforzi la carità fraterna tra tutti i discepoli di Cristo, perché il mondo creda e si moltiplichi la lode al Padre che è nei cieli”.

INTERVENTI CARITAS EMERGENZA PANDEMIA

In questa situazione di emergenza sanitaria Caritas Italiana è in prima linea per attuare un piano contro il diffondersi della pandemia e per prestare le cure necessarie, anche la nostra Caritas Diocesana è immersa in questa gara di solidarietà e di aiuti materiali e spirituali.

Il Direttore, Papàs Remus Mosneag che ringrazio, ha inoltrato a tutti i Parroci dell’Eparchia un questionario per rilevare la situazione di bisogno provocata dalla pandemia.

Sulla base dei dati pervenuti la Caritas Diocesana ha avviato una nuova progettazione per la durata di tutto l’anno 2020 al fine di venire incontro alle famiglie in grave stato di disagio socio economico.

Radicati nella fede, è importante camminare insieme con spirito, cuore e testa, ci ricorda il Presidente di Caritas Italiana.

Un altro intervento che ci deve accomunare è quello dell’ascolto, anche per via telefonica, con un’attenzione in particolare ad anziani e malati, pensato anche come sostegno psicologico per quanti sono provati e disorientati da questa pandemia.

Questo è un tempo che richiede più solidarietà e continuare ad essere in prima linea e dare un segno di presenza e di speranza.

CHIROTONIA  PRESBITERALE

Con cuore riconoscente verso Dio, vi comunico che il 06 agosto p.v.Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo – nella Chiesa Cattedrale “San Nicola di Mira” di Lungro, lo Spirito Santo con l’imposizione delle mie mani conferirà la grazia del Sacerdozio al diacono Giampiero Vaccaro.

Sarà un giorno di esultanza per tutta la comunità diocesana, che accoglierà con fede il dono di un nuovo Presbitero, che il Signore, nella sua misericordia, le fa. Vi invito ad accompagnarlo in questi due mesi nel suo cammino verso l’Altare con preghiera fervente, affinché egli diventi strumento di santificazione per le anime.

XXXIII  ASSEMBLEA  ANNUALE  DIOCESANA

Corso di aggiornamento teologico

31 agosto 2020 – Chiesa Cattedrale – Lungro

In questo anno particolare e difficile segnato dalla pandemia abbiamo pensato di non interrompere la bella tradizione della nostra Eparchia dell’Assemblea Annuale Diocesana. Così secondo il calendario predisposto invece di due giorni, ci ritroviamo per un sol giorno, il 31 agosto nella Chiesa Cattedrale. Successivamente verrà diffuso il programma.

Relazioneranno: il Dott. Giampaolo Rigotti, Archivista della Congregazione per le Chiese Orientali; e il Prof. Riccardo Burigana, Direttore del Centro per l’Ecumenismo in Italia a Venezia.

Invoco su di Voi e sulle Vostre Comunità la benedizione del Signore.

 

Lungro, 1 giugno 2020

Lunedì dello Spirito Santo

+ Donato Oliverio, Vescovo

Circolare del Vescovo Donato, 1° maggio 2020

Al  Reverendissimo CLERO

alle Religiose e ai Fedeli Laici

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Carissimi,

risuona forte nel nostro cuore il grido di gioia e di esultanza: Christòs anèsti – Krishti u ngiall – Cristo è risorto.

Abbiamo celebrato in modo davvero insolito la Grande e Santa Settimana che come ha ricordato il Santo Padre ha manifestato e riassunto il messaggio del Vangelo, quello dell’amore di Dio senza limiti. E nel silenzio dei nostri paesi, ha risuonato il Vangelo di Pasqua. In Gesù risorto la vita ha vinto la morte. Questa fede pasquale nutre la nostra speranza. È la speranza di un tempo migliore, in cui essere migliori noi, finalmente liberati dal male e da questa pandemia. La nostra speranza è “affidabile”, sottolineava Benedetto XVI nella Spe salvi, perché ha l’orizzonte dell’eternità e si basa sulla fedeltà di Dio. Infatti, “il presente, anche un presente faticoso, può essere vissuto ed accettato se conduce verso una meta e se di questa meta noi possiamo essere sicuri, se questa meta è così grande da giustificare la fatica del cammino”.

Questa dà a noi cristiani forza e coraggio di fronte alle difficoltà, ci stimola e impegnarci per gli altri, certi dell’amore di Dio, come scrive San Paolo: “La speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato” (Romani 5,5).

Carissimi nel mese di aprile non ci siamo potuti incontrare per il ritiro del Clero, sarà così anche per il mese di maggio.

Faccio mie le parole di Papa Francesco che ha pronunziato il 9 aprile u.s. durante la Santa Messa in Coena Domini: “Oggi vorrei essere vicino ai Sacerdoti…” A tutti Voi venerati confratelli nel sacerdozio “Vi porto nel mio cuore e vi porto all’altare”.

Mi ha colpito una frase del Santo Padre: “Una volta, un parroco mi diceva che conosceva il nome di tutta la gente dei paesi, parroco di quattro, cinque paesini. Davvero? Gli ho detto io. E lui mi ha detto: conosco tutti”. Allora ho pensato, da sempre tutti i nostri Sacerdoti conoscono il nome di tutta la gente del paese a loro affidato. Conoscono tutti. La vicinanza sacerdotale. Bravi, bravi sacerdoti.

Di fronte all’emergenza che stiamo vivendo è il momento di stare uniti, riconoscendo l’impegno delle istituzioni ai diversi livelli. Non dimentichiamo di incoraggiarci a vicenda.

Vorrei cogliere l’occasione anche per esprimere, insieme a tutti i fedeli, il mio grazie a tutti voi venerati Sacerdoti che state dando un buon esempio di servizio e dedizione in un periodo davvero difficile per tutti. Papa Francesco ci ha invitato a pregare per i Sacerdoti che, insieme a tanti medici e infermieri, si sono ammalati e sono morti “perché erano a servizio” di quanti hanno contratto il coronavirus: “Un esempio di eroicità nello stare vicino agli ammalati”.

La Chiesa non è venuta meno, in queste settimane difficili, al suo compito: stare accanto al popolo, non facendo mancare le celebrazioni, e non facendo mancare momenti di catechesi ai grandi e ai piccoli, i nostri sacerdoti hanno cominciato a usare tutte le tecnologie possibili per far partecipare i fedeli alla Liturgia da casa, per pregare uniti ma distanti.

La decisione della Chiesa italiana di celebrare le Liturgia “a porte chiuse” è stato un atto di responsabilità e soprattutto di carità. Ritengo che il popolo non abbia percepito la lontananza della Chiesa. Con sofferenza i sacerdoti sono andati nei cimiteri per benedire le salme senza funerali e solo con i più stretti familiari. L’impossibilità di celebrare funerali “pubblici” ha creato smarrimento. Ritengo che siano importanti le esequie in Chiesa. Si sta cercando il prima possibile di tornare a pregare insieme anche per i defunti.

Abbiamo dato le disposizioni pastorali su benedizioni e amministrazione dei sacramenti, e a queste ci si deve attenere fino a quando non interverrà un ulteriore decreto, spero nei prossimi giorni.

Si sta discutendo della “fase 2” nella Chiesa italiana. Ma non immaginiamoci che tutto torni immediatamente come prima. Saremo costretti a ulteriori sacrifici: sacrifici nella liturgia, nell’evangelizzazione, nella testimonianza della carità. C’è la possibilità di riprendere a celebrare i funerali in Chiesa e l’Eucaristia insieme alla comunità. I Sacramenti fanno la Chiesa, l’Eucaristia è la fonte e il culmine. Con una serie di accorgimenti ancora da definire. La “fase 2” sarà lunga e richiederà un grande senso di responsabilità. Quando verranno varate indicazioni precise, potremo capire come comportarci. Tuttavia è chiaro che non ci sarà permesso di avere le Chiese affollate. Occorrerà rispettare con prudenza, saggezza, e attenzione le disposizioni di sicurezza e le regole che ci saranno. Però lo Spirito Santo non ci abbandona. Se ci ha sostenuti nel fronteggiare l’emergenza durante il suo momento più acuto, lo farà anche in seguito.

In questa situazione di emergenza sanitaria Caritas italiana è in prima linea, ha attuato un piano contro il diffondersi della pandemia e sta prestando le cure necessarie; anche la nostra Caritas diocesana è immersa in questa gara di solidarietà e di aiuti materiali e spirituali. Come Chiesa siamo chiamati a far crescere la carità concreta. La solidarietà verso tutti è imperativo evangelico; prepariamoci perché aumentano le povertà, si preannuncia travagliata la ricostruzione “post virus”.

Vorrei spendere qualche parola per ringraziare: i medici, gli infermieri e tutto il personale sanitario, i volontari, la protezione civile che giornalmente ci tiene informati sull’evoluzione della situazione, le forze dell’ordine che ci assistono e proteggono anche se talvolta costretti a intervenire per intemperanze commesse dai cittadini. Vorrei ringraziare anche la classe politica chiamata a decisioni importantissime e difficili. Il loro operato a volte può sembrare esagerato, ma è prezioso a tutela della salute dei cittadini.

La Chiesa Italiana affida l’Italia alla Vergine Maria, Madre di Dio

Oggi la Chiesa italiana sosta a Caravaggio per rinnovare un affidamento di fede. Il presidente della CEI, il cardinale Gualtiero Bassetti, ha scelto per l’atto solenne il Santuario di Caravaggio nel Bergamasco, un luogo simbolo colpito duramente dal virus. Lo fa all’inizio di un mese, maggio, che la devozione popolare declina nella preghiera a Maria Santissima. Lo fa associando all’intercessione della Vergine quella di San Giuseppe lavoratore, raccogliendo così le ansietà e le preoccupazioni di un mondo che sperimenta le incognite del futuro.

In questa tribolazione la Chiesa si affida alla Madre di Dio, chiedendo la grazia di poter – come Lei – guardare la realtà e le persone con gli occhi di Dio e ritrovare insieme la forza di ricominciare.

Invoco su di Voi e sulle Vostre Comunità la benedizione del Signore.

Lungro, 1 maggio 2020

+ Donato Oliverio, Vescovo

Circolare del Vescovo Donato, 2 marzo 2020

Al  Rev.mo  CLERO

alle Religiose e ai Fedeli Laici

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Carissimi,

la Quaresima, che ci conduce alla celebrazione della Santa e Grande Domenica di Pasqua, Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo, è per la Chiesa un tempo liturgico assai prezioso e importante, in vista del quale sono lieto di rivolgere una parola perché sia vissuto con il dovuto impegno.

La Quaresima costituisce, pertanto, un cammino di penitenza, di silenzio interiore, di preghiera soprattutto, di carità fraterna, per poter giungere, con animo purificato, a contemplare il grande mistero della salvezza, a celebrare, con spirito rinnovato, la gioia della Resurrezione, ed a unirci totalmente a Cristo, crocifiggendoci con Lui e risorgendo con Lui.

C’è una preghiera in particolare, che recitiamo nelle ufficiature, di Sant’Efrem il Siro (IV sec.), che ci indica pienamente il senso di questo periodo dell’Anno Liturgico. Una preghiera che riassume il senso della lotta interiore, ci mostra gli ostacoli e il difficile cammino da compiere, per giungere a quell’amore, sintesi di tutte le virtù, di cui l’essenza è Cristo.

La ricchezza delle ufficiature, dei testi liturgici e dei temi proposti, che accompagnano questo lungo periodo di preparazione alla Pasqua, ci richiamano ad una ascesi interiore, indispensabile per poter celebrare degnamente il Signore risorto.

MESSAGGIO DI PAPA FRANCESCO PER LA QUARESIMA

Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio(2 Cor. 5,20)

Conversione” è la parola chiave del messaggio di Papa Francesco per la Quaresima 2020.

Il Santo Padre ci invita a “prepararci a celebrare la Pasqua con cuore rinnovato”, non come un esercizio spirituale ma come un cambiamento di vita. Punto di partenza è la preghiera, la contemplazione di Gesù crocifisso e risorto. E, in Lui, ecco l’abbraccio “alle moltissime persone e alle situazioni di sofferenza nel mondo”. Insomma, si tratta di “tornare continuamente con mente e cuore alla potenza spirituale del Cristo risorto”, perché tutto è “radicato nell’amore di Dio”. Preghiera, misericordia, perdono, dunque, per costruire “una nuova rete di relazioni tra le persone”, eliminando isolamento e sfiducia: fa impressione notare che “in Italia vive in solitudine il 33 per cento delle persone e in Francia il 50 per cento”.

È questa consapevolezza che rafforza l’impegno “a rispettare la dignità e i diritti di ogni persona e ci consente di abbracciare i più deboli, i poveri, i malati, gli sfigurati e i senzatetto”.

VEGLIA DIOCESANA DI PREGHIERA MISSIONARIA

È nostra tradizione, ormai consolidata, celebrare la Veglia Diocesana di   Preghiera Missionaria, nella forma di solenne concelebrazione del Vespro la III domenica di Quaresima – Adorazione della Santa e Vivificante Croce in prossimità, quest’anno, della Giornata della Memoria dei Missionari Martiri, con speciale riferimento al Santo Vescovo salvadoregno Oscar Romero.

Sarà celebrata nella Comunità di Santa Sofia d’Epiro, nella Chiesa Parrocchiale di Sant’Atanasio il Grande.

Ci incontreremo, dunque, sempre più numerosi e puntuali Domenica 15 marzo p.v. alle ore 17,00 in piazza Sant’Atanasio dove sfilerà la processione verso la Chiesa Parrocchiale per la celebrazione solenne del Vespro della III Domenica di Quaresima terrà la meditazione missionaria Padre Pino Di Luccio sj della Facoltà Teologica Meridionale di Napoli, sul tema celebrativo del mese missionario straordinario: “BATTEZZATI  INVIATI”.

I Reverendissimi presbiteri vorranno pure mettersi a disposizione dei fedeli per le confessioni.

COLLETTA PER LE OPERE DELLA TERRA SANTA

Il 26 febbraio 2020, in vista della tradizionale Colletta del Venerdì Santo in favore dei cristiani di Terra Santa, il Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, il Cardinale Leonardo Sandri, ha fatto pervenire una lettera all’episcopato della Chiesa Cattolica.

La Terra Santa e in modo speciale la comunità cristiana ivi residente ha sempre occupato un posto importante e speciale nel cuore della Chiesa universale che – come ricorda San Paolo – nel momento in cui si impegna a esprimere la propria solidarietà, anche economica, con Gerusalemme, compie un atto di restituzione: da Gerusalemme tutta la Chiesa ha ricevuto infatti il dono e la gioia del Vangelo e della salvezza in Cristo Gesù “che da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà” (2 Cor. 7,9). Ed è la consapevolezza del dono ricevuto, che motiva ancora a donare con gioia e generosità.

Il senso di comunione in Cristo morto e risorto per noi, ci spinge a promuovere anche quest’anno, Venerdì Santo 10 aprile, l’importante iniziativa della Collecta Pro Terra Sancta, per il legame di fraternità che unisce la Chiesa Universale alla Chiesa Madre di Gerusalemme.

Esorto tutte le Parrocchie a gesti di autentica carità fraterna.

RITIRO  DEL  CLERO

Mercoledì 18 marzo, con inizio alle ore 9,30 avrà inizio il Ritiro del Clero nelle Parrocchia “San Giovanni Battista” ad Acquaformosa, con la meditazione tenuta da Don Mario Delpiano, direttore della Casa Salesiana “Don Bosco al Sud” di Locri.

Tema: Le sfide per una pastorale generativa oggi in Calabria (Instrumentum Laboris, IV capitolo, verso il Convegno Ecclesiale Regionale 2021).

Invoco su di Voi e sulle Vostre comunità la benedizione del Signore, augurandovi una Santa e Grande Quaresima.

 

Lungro, 2 marzo 2020

+ Donato Oliverio, Vescovo

Circolare del Vescovo Donato, 2 febbraio 2020

Al  Rev.mo  CLERO

alle Religiose e ai Fedeli Laici

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Carissimi,

la festa della Presentazione di nostro Signore Gesù Cristo al Tempio celebra l’incontro luminoso tra Gesù e l’umanità che lo attende. Il Messia arriva infatti come luce per illuminare le genti, perché tutti coloro che camminano e vivono nelle tenebre possano finalmente vedere la terra luminosa che Dio ha preparato per loro.

La frase pronunciata da Simeone è densa di significato: i miei occhi hanno visto. Gli occhi di questi due anziani, Simeone e Anna sono occhi che sarebbero potuti essere oscurati dalla sofferenza, dalla solitudine, dalla rassegnazione, dalla stanchezza della speranza. Invece, Simeone e Anna sanno attendere per una vita intera e conservano così uno sguardo di speranza, cioè occhi capaci di vedere oltre.

La fede sta tutta qui: nell’avere occhi capaci di vedere oltre. Nel Tempio di Gerusalemme ci sono ogni giorno tante persone, eppure, solo Simeone e Anna hanno occhi che vedono, che sanno riconoscere il Signore. Possiamo sempre correre il rischio di non riuscire a scorgere la presenza luminosa di Dio; possiamo avere occhi solo per le cose ovvie, accecati dall’abitudine e dall’indifferenza. E, invece, la fede cambia lo sguardo: ci dà occhi che sanno vigilare nell’attesa, che sanno ardere di desiderio, che non smettono di cercare e di sognare e, così, riescono a vedere anche oltre le nuvole e a scorgere l’infinito di Dio in ogni cosa.

E Dio viene ogni giorno nel Tempio della nostra vita e della nostra storia. Si fa prendere in braccio e ci chiede di avere gli occhi luminosi di Simeone, di Anna e dei profeti. Viene per aprirci alla Resurrezione.

PERIODO DEL TRIÒDHION – TEMPO PRE-QUARESIMALE

Il periodo del Triòdhion comprende le dieci settimane che precedono la Pasqua. Esso prende nome dal libro liturgico che contiene le ufficiature proprie di questo periodo, detto anche Triòdhion kataniktikòn (di compunzione). Esso è così suddiviso:

  • Quattro domeniche di preparazione alla grande Quaresima;
  • Sei domeniche della grande Quaresima;
  • La Santa e Grande Settimana.

Le quattro domeniche, che caratterizzano questo tempo, sono distinte e qualificate dalle pericope evangelica che viene letta nella Divina Liturgia e che determina il tema dell’intera settimana. Questo periodo vuole introdurre gradualmente i fedeli nello spirito quaresimale, caratterizzato dalla preghiera, dal raccoglimento, dalla penitenza, dal digiuno e dalle opere di carità.

La prima domenica è del Pubblicano e Fariseo, dal brano del Vangelo letto quel giorno. La seconda domenica è detta del Figliol prodigo, dall’omonima parabola che viene proclamata quel giorno. La terza domenica è chiamata Domenica di Carnevale, si fa memoria della seconda venuta di Cristo, con la proclamazione del brano evangelico “Il giudizio universale”. La quarta domenica è detta Domenica dei Latticini. Il testo evangelico di questa domenica abbraccia le esortazioni sul digiuno e sull’uso cristiano dei beni materiali. Gesù detta anche le norme per il retto digiuno, come conseguenza della preghiera e del perdono fraterno.

XXVIII  GIORNATA MONDIALE DEL MALATO

11 febbraio 2020

Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro” (Mt. 11,28)

Consolati da Cristo per essere noi stessi consolazione degli afflitti

È il Vangelo di Matteo ad ispirare il messaggio di Papa Francesco in occasione della prossima 28.ma Giornata mondiale del malato che ricorre l’11 febbraio. È quel “venite a me” che rivela l’atteggiamento misericordioso di Gesù verso l’umanità ferita, quel suo sguardo che arriva in profondità, che accoglie e che guarisce con tenerezza. L’accento del Papa è sull’approccio al malato che richiede non solo la cura del corpo ma il “prendersi cura” della persona e anche della sua famiglia, fiaccata dalla prova. Da qui l’invito ai medici, agli operatori sanitari ad aprirsi al trascendente  davanti al limite della scienza, a “rimanere coerenti” al sì alla vita e alla persona. Papa Francesco esorta anche i governi e le istituzioni a garantire le cure ai più deboli e ai più poveri in nome di una giustizia sociale, ringraziando soprattutto i volontari che, ad immagine del Buon Samaritano, suppliscono a carenze strutturali con gesti di vicinanza e tenerezza.

Sperimentare  il dolore e ricevere conforto dal Padre è il passaggio per essere poi di aiuto agli altri. Il Papa lo sottolinea nel messaggio, ricordando che di fronte a forme gravi di sofferenza a volte si avverte una carenza di umanità e “risulta perciò necessario – scrive – personalizzare l’approccio al malato, aggiungendo al curare il prendersi cura, per una guarigione umana integrale”.

VERSO  BARI  2020

“MEDITERRANEO, FRONTIERA DI PACE”

22 – 23 Febbraio 2020

L’incontro “Mediterraneo, frontiera di pace” promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana è una sorta di “Sinodo del Mediterraneo” come il presidente della CEI, il Cardinale Gualtiero Bassetti, chiama l’incontro che porterà a Bari dal 22 al 23 febbraio oltre sessanta Vescovi delle Chiese affacciate sul grande mare in rappresentanza di tre continenti (Europa, Asia e Africa).

L’incontro sarà concluso da Papa Francesco nella Basilica di San Nicola.

Sui passi del “profeta di pace” Giorgio La Pira, i Vescovi si confronteranno per indicare percorsi concreti di riconciliazione e fraternità fra i popoli in un’area segnata da guerre, persecuzioni, emigrazioni, sperequazioni.

Sarà presente anche il Patriarca siro-cattolico Ignace Youssif Younan, che porterà in Puglia le sofferenze di una Chiesa che “è fra le più perseguitate del mondo”.

RITIRO  DEL  CLERO

Giovedì 27 febbraio, con inizio alle ore 9,30 si terrà il Ritiro del Clero nella Parrocchia “San Giovanni Battistaad Acquaformosa, con la meditazione tenuta da Mons. Antonio Donghi.

Invoco su di Voi e sulle Vostre Comunità la benedizione del Signore.

 

Lungro, 02 febbraio 2020

Presentazione di Nostro Signore Gesù Cristo al Tempio.

 

 + Donato Oliverio, Vescovo

Circolare del Vescovo Donato, 7 gennaio 2020

Al  Rev.mo  CLERO

alle Religiose e ai Fedeli Laici

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Carissimi,

buon Anno! All’inizio dell’anno è bello scambiarsi gli Auguri. Rinnoviamo così, gli uni gli altri, il desiderio che quello che ci attende sia un po’ migliore. È in fondo, un segno della speranza che ci anima e ci invita a credere nella vita. Sappiamo però che con l’anno nuovo non cambierà tutto, e che tanti problemi di ieri rimarranno anche domani. Allora vorrei rivolgervi un augurio sostenuto da una speranza reale, che traggo dalla Sacra Scrittura: “Il Signore faccia risplendere per te il suo volto…Il Signore rivolga a te il suo volto”. (Nm. 6,25-26). Anch’io vi auguro questo: che il Signore posi lo sguardo sopra di voi e che possiate gioire, sapendo che ogni giorno il suo volto misericordioso risplende su di voi e non tramonta mai. Scoprire il volto di Dio rende nuova la vita. Ogni mattina, al risveglio, possiamo dire: “Oggi il Signore fa risplendere il suo volto su di me”.

Ringraziamo il Signore per l’Anno che si è chiuso, ciascuno di noi ha motivi propri di gratitudine. All’inizio del nuovo Anno il nostro primo pensiero si rivolge al Signore e domandiamo un rinnovato coraggio nello svolgimento dei nostri doveri, per assumere le nostre responsabilità, la preghiera ci deve rendere il cuore più vigoroso.

Gli ultimi dati statistici ci dicono che la nostra popolazione  diminuisce inesorabilmente, la Calabria detiene il record negativo di nascite. Si fanno sempre meno figli, la popolazione invecchia e i giovani scappano da questa nobile e meravigliosa terra che ha fame di lavoro. In un comunicato stampa in vista delle prossime elezioni regionali del 26 gennaio, la Conferenza Episcopale Calabra “confida che si riscoprano i valori della competenza, dell’esperienza e del servizio, assolutamente fondamentali nella politica, sostenendo con battaglie autentiche e credibili la legalità, l’occupazione, la tutela delle fasce deboli e delle famiglie bisognose”. Per questo motivo, noi Vescovi calabresi scriviamo che “occorre rifuggire da pratiche deprecabili” al fine di “ricucire i rapporti tra politica e cittadini e arginare la diffusione di fenomeni degenerativi di antipolitica, dannosi per la tenuta e il funzionamento delle Istituzioni e l’integrità del tessuto sociale”.

MESSAGGIO  DI  PAPA  FRANCESCO

PER LA GIORNATA MONDIALE DELLA PACE 2020

È centrato sul tema “La pace come cammino di speranza: dialogo, riconciliazione e conversione ecologica” il Messaggio del Papa per la 53ª Giornata Mondiale della Pace che si è celebrata, come ogni anno, il 1° gennaio 2019.

Nel ricordare che la guerra “comincia spesso con l’insofferenza per la diversità dell’altro” e “si nutre di perversione delle relazioni, di abusi di potere, di paura”, il Pontefice evidenzia il paradosso di un mondo che “vive la dicotomia perversa di voler difendere e garantire la stabilità e la pace sulla base di una falsa sicurezza”. Significativo, nell’ultima parte del documento, il richiamo alla necessità di una “conversione ecologica” “di fronte alle conseguenze della nostra ostilità verso gli altri, del mancato rispetto della casa comune e dello sfruttamento abusivo delle risorse naturali”.

La “conversione ecologica” auspicata dal Pontefice apre “una nuova strada per considerare il futuro della vita del nostro pianeta”: di ogni tipo di vita.

SETTIMANA DI PREGHIERA PER L’UNITÀ DEI CRISTIANI

18-25 gennaio 2020

“Ci trattarono con gentilezza” (Atti degli Apostoli 27,2)

Sulla via ecumenica verso l’unità, il primato spetta senz’altro alla preghiera comune, all’unione orante di coloro che si stringono insieme attorno a Cristo stesso. Se i cristiani, nonostante le loro divisioni, sapranno sempre più unirsi in preghiera comune attorno a Cristo, crescerà la loro consapevolezza di quanto sia limitato ciò che li divide a paragone di ciò che li unisce.

La data tradizionale per la celebrazione della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani va dal 18 al 25 gennaio. Ma la ricerca dell’unità non deve essere limitata ad una settimana l’anno. Incoraggiamo i fedeli a trovare l’opportunità in tutto l’arco dell’anno per pregare insieme.

Quest’anno le riflessioni per gli otto giorni saranno centrate sul testo degli Atti degli Apostoli. Il materiale della Settimana è stato preparato dalle Chiese cristiane di Malta e Gozo.

Come coinvolgimento dell’intera Eparchia si celebri regolarmente in ogni comunità parrocchiale la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani.

XXIV  GIORNATA DELLA VITA CONSACRATA

2 febbraio 2020

Quest’anno tutte le Religiose, Piccole Operaie dei Sacri Cuori e Suore Basiliane Figlie di Santa Macrina, della nostra Eparchia sono invitate a San Demetrio Corone, nella Chiesa Parrocchiale “San Demetrio Megalomartire”, domenica 2 febbraio p.v. alle ore 10,30 per la celebrazione della Divina Liturgia, in occasione della XXIV Giornata della Vita Consacrata. Dopo la Divina Liturgia ci ritroveremo per un momento di agape fraterna.

Ogni anno in tale contesto contempliamo il mistero della Presentazione di Nostro Signore Gesù Cristo al Tempio. È proprio dal racconto dell’evangelista Luca vogliamo prendere la prima parola su cui fermarci insieme: “I miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli” (Lc. 2,30-31). Non è forse questo che la nostra gente chiede alle persone consacrate? Occhi che sappiano scrutare la storia guardando oltre le apparenze spesso contraddittorie della vita, che illuminino di tenerezza e di pace. È questo che contraddistingue chi mette la propria vita nelle mani di Dio: uno sguardo aperto, libero, confortante, che non esclude nessuno, abbraccia e unisce.

Rallegriamoci dunque per la presenza delle Suore nelle nostre comunità. Facciamo festa con loro, ringraziando per una storia ricca di fede e di umanità e per la passione che mostrano nel seguire Cristo.

RITIRO  DEL  CLERO

Giovedì 23 gennaio, con inizio alle ore 9,30 avrà inizio il Ritiro del Clero nella Parrocchia “San Giovanni Battista” ad Acquaformosa, con la meditazione tenuta da Padre Emmanuel Albano della Comunità dei Padri Domenicani di Bari. Docente all’Istituto Teologico Pugliese “Regina Apuliae” e all’Istituto di Teologia Ecumenico-Patristica “San Nicola” della Facoltà Teologica Pugliese.

Con sentimenti di sincera stima rivolgo il mio Augurio di “Buon Anno 2020”, invocando su di Voi e sulle Vostre Comunità la benedizione del Signore.

 

Lungro, 7 gennaio 2020

+ Donato Oliverio, Vescovo

Circolare del Vescovo Donato, 28 novembre 2019

Al  Rev.mo  CLERO

alle Religiose e ai Fedeli Laici

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Carissimi,

la lettura attenta dei seguenti inni liturgici dell’Ufficiatura bizantina delle Grandi Ore, del Vespro e del Mattutino ci dispongono a vivere meglio la grande gioia del mistero del Natale. “Preparati, o Betlemme, la mangiatoia sia pronta, la grotta sia accogliente; è venuta la verità, l’ombra è passata, e Dio dalla Vergine si manifesta agli uomini, rivestendo la nostra somiglianza e divinizzando ciò che aveva rivestito. Perciò Adamo è rinnovato con Eva, esclamando: È apparsa la benevolenza sulla terra per salvare il nostro genere umano”.

L’invito rivolto a Betlemme è rivolto anche a noi, affinché ci prepariamo ad accogliere con fede gioiosa il Verbo di Dio Incarnato e nato Bambino dalla Vergine Madre di Dio: “Poiché un Bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio”. Ecco il motivo della grande gioia dei credenti.

Prepararsi al Natale vuol dire, quindi, meditare sul Mistero. Il Mistero rivelato è una Verità soprannaturale e, quindi, non si può capire totalmente, ma non è contrario alla ragione, e Dio si è servito dello stesso suo Figlio per rivelarci i misteri che lo riguardano: “Nessuno mai ha visto Dio, il Figlio di Dio, che sta nel seno del Padre, ce lo ha rivelato”. L’umanità di Cristo rende Dio: visibile “Dio è apparso a noi! Benedetto colui che viene nel nome del Signore”, “il Verbo di Dio si fece carne ed abitò fra noi”.

Il Natale è gioia perché Dio, attraverso suo Figlio, apre un dialogo con l’umanità, istituendo con essa, la Nuova Alleanza: “non siamo più soli, siamo diventati Figlio di Dio e quindi suoi eredi!”.

Quando stacchiamo il nostro sguardo da un mondo così travagliato ed angosciato e lo fissiamo nel mistero di Betlemme, la cui celebrazione è imminente, la pace celeste che si irradia riempie di gaudio e di serenità profonda il nostro cuore. Dio è tra noi, con noi e in noi, perciò “non solo siamo chiamati, ma siamo suoi figli” (1 Giov. 3,1).

Questo aspetto fondamentale del Natale deve essere costantemente sottolineato e meditato nelle nostre comunità cristiane.

Natale di Cristo, Natale di tutti gli uomini. Cristo s’iscrive nell’anagrafe degli uomini, perché gli uomini abbiano ad iscriversi in quella di Dio.

PER I TERREMOTATI DELL’ALBANIA

Per i molteplici vincoli che ci uniscono all’Albania, mi sembra opportuna la nostra partecipazione “simbolica” alla raccolta di fondi a favore di quei nostri cari fratelli tanto tragicamente provati.

Nell’esprimere vicinanza e solidarietà ci uniamo in preghiera.

Caritas Italiana, organismo pastorale della Conferenza Episcopale Italiana, si è subito mobilitata per dare un sostegno pratico alla Caritas Albanese, pronta a sostenere gli sforzi per far fronte a questa nuova emergenza e venire incontro ai bisogni della popolazione.

Vi prego, perciò, caldamente di sollecitare la generosità dei fedeli, affinché, nei limiti delle possibilità, diano il loro contributo, che invierete in Curia per l’inoltro alla Caritas Nazionale tramite la Caritas Diocesana. Chi ha bisogno non può molto attendere.

CONCLUSIONE ANNO CENTENARIO

La celebrazione dell’Anno del primo centenario (1919-2019) della nostra Eparchia di Lungro è stato un evento di grazia, che ha oltrepassato la nostra progettualità, mostrandoci l’imprevedibilità sorprendente dello Spirito e la risposta corale del popolo di Dio.

Abbiamo sentito crescere la coscienza di essere Chiesa del Signore, che ci ha visti riuniti per una Chiesa immersa nella storia, radicata nel tempo e sul territorio con il profondo desiderio di essere capaci di dare risposte credibili al popolo del nostro tempo. Vogliamo accogliere sulla nostra Chiesa una nuova venuta dello Spirito, che genera forte tensione, rinnova abitudini e suscita attese feconde.

All’interno della Chiesa italiana, la nostra Eparchia, la Chiesa Italo-Albanese apporta la ricchezza del suo vissuto plurisecolare nello specifico della sua tradizione spirituale, liturgica, canonica, teologica, iconografica, per una più efficace predicazione dell’Evangelo nel nostro tempo e per un significativo contributo all’interesse ecumenico in Italia.

È un tempo di grazia particolare. Un tempo per ascoltare più attentamente la Parola del Signore, che ci interpella; un tempo per pregare più intensamente insieme; un tempo per convertirci insieme, così da rendere più manifesta testimonianza del Signore risorto a tanti nostri fratelli e sorelle.

A ragione di ciò, anche la nostra Chiesa che è in Lungro, chiamata da Dio a collaborare con Lui affinché continui a realizzarsi il suo sogno su di essa, dopo aver celebrato il primo centenario di vita, sentendo l’esigenza di impostare per i prossimi anni una rinnovata programmazione pastorale intende istituire, sulla scia anche della visita del Patriarca Ecumenico Bartolomeo che ha segnato un momento storico per la nostra Eparchia, una Scuola di Formazione Ecumenica per il Dialogo e la Riconciliazione tra i cristiani.

Questo cammino ecumenico tra Roma e Costantinopoli, di cui Lungro è soggetto di un’azione ecumenica concreta ed efficace, apre nuove strade e opportunità di conoscenza reciproca, di abbattimento di muri e di reciproca fiducia eliminando qualsiasi dubbio e sospetto.

Bisogna essere artigiani di dialogo, ci ricorda Papa Francesco, promotori di riconciliazione, pazienti costruttori di una civiltà dell’incontro, in questo tempo in cui disuguaglianze e divisioni minacciano la pace.

L’Eparchia di Lungro e coronamento del suo Primo Centenario dalla istituzione, sentendo come propria vocazione specifica la dimensione ecumenica, intende promuovere la conoscenza delle varie confessioni cristiane, in particolare delle Chiese Orientali, per favorire il dialogo e la riconciliazione tra i cristiani.

RITIRO DEL CLERO

Giovedì 12 Dicembre, con inizio alle ore 9,30 si terrà il Ritiro del Clero nella Parrocchia “San Giovanni Battista” ad Acquaformosa, con la meditazione tenuta da Padre Pino Stancari.

Il fraterno saluto a tutti con le parole della liturgia: “la grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l’amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo, sia con tutti Voi”.

Lungro, 28 novembre 2019

+ Donato Oliverio, Vescovo

Circolare del Vescovo Donato, 26 settembre 2019

Al  Rev.mo CLERO

alle Religiose e ai Fedeli Laici

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Carissimi,

l’Eparchia di Lungro nei giorni scorsi 18 – 19 settembre ha vissuto un tempo di grazia. Sua Santità Bartolomeo, Patriarca di Costantinopoli, ha onorato la nostra Chiesa, compiendo una visita che rimarrà nella storia della nostra Eparchia e delle Chiese di Calabria; uno storico incontro, sulla strada dell’unità, fra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa. La nostra Eparchia oggi, con questo avvenimento, ha voluto rendere questo servizio di incontro fraterno tra le due Chiese, alla Chiesa Una, affinché sempre più possa realizzarsi la preghiera di Gesù “Che siano uno”, e affinché termini ciò che è di scandalo per tutti i cristiani: la divisione che impedisce alla Chiesa di respirare con i suoi due polmoni.

Quando si vivono momenti di grazia bisogna ringraziare il Signore per ciò che ci ha donato: un incontro di preghiera, di fraternità, di ecumenismo dalle mani intrecciate, per annunciare sempre più la Parola di Dio e testimoniare un patrimonio che nei secoli si è formato e conservato. Il Patriarca ha fortemente invitato noi Italo-Albanesi a mantenere il patrimonio che fino ad oggi abbiamo gelosamente custodito come un dono e ha invitato le Chiese della Calabria a collaborare tra di loro, per poter far sì che il contatto tra le Diocesi di rito latino e l’Eparchia di Lungro possa giovare e arricchire gli uni e gli altri.

Papa Francesco ormai da tempo ci parla di un ecumenismo in cammino e che l’unità si fa camminando. Sua Santità Bartolomeo si è posto da sempre su questo cammino e in questi giorni si è fatto pellegrino, si è messo in cammino per incontrare i fratelli cattolici nella gioia di riscoprirsi fratelli.

A noi come Chiesa di Lungro, avendo una vocazione ecumenica insita, è richiesto di fare da ponte tra Oriente e Occidente e strenuamente operare affinché sia sempre più vicino il benedetto giorno della piena unione tra Chiesa Cattolica e Chiesa Ortodossa. Questo cammino ecumenico tra Roma e Costantinopoli, di cui Lungro è soggetto di una azione ecumenica concreta ed efficace, apre nuove strade e opportunità di conoscenza reciproca, di abbattimento di muri e di reciproca fiducia eliminando qualsiasi dubbio e sospetto.

L’Eparchia che è una realtà che da cinque secoli professa il rito bizantino in Italia, non come qualcosa di esteriore ma come prova di una sete interiore e profonda, lega la Chiesa di Costantinopoli alle comunità della Eparchia di Lungro. L’amore che lega le due realtà, secondo il Patriarca, è lo stesso che egli condivide con Papa Francesco: entrambi sono uniti da un amore fraterno e una amicizia che desiderano vedere estesa tra il clero e i fedeli delle due Chiese sorelle, e che possa portare un giorno, quando Dio vorrà, alla piena unità delle Chiese nella legittima diversità; un amore che possa sanare le ferite e le divisioni e che possa cancellare lo scandalo di noi Cristiani, che rischiamo di testimoniare a volte un Cristo diviso.

93ª GIORNATA MONDIALE MISSIONARIA

“Battezzati e Inviati: la Chiesa di Cristo in Missione nel Mondo”

20 ottobre 2019

Una Chiesa in uscita fino agli estremi confini richiede conversione missionaria costante e permanente”, sull’esempio di tanti Santi che “ci mostrano possibile e praticabile questa apertura illimitata”. È il cuore del messaggio di Papa Francesco per la Giornata Missionaria Mondiale di questo 2019, che si celebra il 20 ottobre, per commemorare il centenario della promulgazione della Lettera Apostolica Maximum illud di Papa Benedetto XV, il 30 novembre 1919.

In questo tempo straordinario di missionarietà, scrive il Papa, sarà importante “rinnovare l’impegno missionario della Chiesa, riqualificare in senso evangelico la sua missione di annunciare e di portare al mondo la salvezza di Gesù Cristo, morto e risorto”. “La nostra appartenenza filiale a Dio non è mai un atto individuale ma sempre ecclesiale: dalla comunione con Dio, Padre e Figlio e Spirito Santo, nasce una vita nuova insieme a tanti altri fratelli e sorelle”.

E questa vita divina non è un prodotto da vendere – noi non facciamo proselitismo – ma una ricchezza da donare, da comunicare, da annunciare: ecco il senso della missione”.

È un mandato che ci tocca da vicino: io sono sempre una missione; tu sei sempre una missione; ogni battezzata e battezzato è una missione. Nessuno è inutile e insignificante per l’amore di Dio. Ciascuno di noi è una missione nel mondo perché frutto dell’amore di Dio.

Le offerte raccolte, come di consueto da far pervenire in Curia, andranno a favore delle giovani Chiese attraverso progetti di aiuto ai catechisti e la formazione cristiana di bambini e ragazzi, di formazione del Clero e di assistenza socio – sanitaria.

PELLEGRINAGGIO DIOCESANO A BARI

9 novembre 2019

Il prossimo 9 novembre accompagnati dai pellegrini dell’Eparchia renderemo onore a San Nicola presso la Pontificia Basilica di Bari, in occasione del I centenario della nostra Eparchia. Abbiamo posto il I centenario sotto la protezione del Santo Patrono. Sono stati giorni all’insegna della presenza amorevole del Patrono San Nicola di Myra, quelli che ha vissuto la nostra Eparchia. San Nicola, segno di unità tra la Chiesa d’Oriente e la Chiesa d’Occidente. La particolare posizione geografica della città di Bari ha fatto sì che nella storia diventasse crocevia di genti e quindi punto d’incontro di culture.

Celebreremo la Divina Liturgia nella cripta dove è custodito il corpo di San Nicola, da me presieduta alle ore 10,00.

Invito le Parrocchie ad organizzarsi.

RITIRO DEL CLERO

Giovedì 10 ottobre, con inizio alle ore 9,30 avrà inizio il Ritiro del Clero nella Parrocchia “San Giovanni Battista” ad Acquaformosa, con la meditazione tenuta da Padre Pino Di Luccio, sj, Vice Preside della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, sezione san Luigi, di Napoli.

Invoco su di Voi e sulle Vostre comunità la benedizione del Signore.

Lungro, 26 settembre 2019

 

+ Donato Oliverio, Vescovo