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Vicario Generale della Diocesi di Lungro

15 febbraio, Sant’Onesimo Apostolo

Onesimo (in greco significa “utile”) è il nome che Filemone aveva dato al suo giovane schiavo che però, dopo averlo derubato, era fuggito a Roma, dove si trovava prigioniero san Paolo (anni 61-63).

Onesimo andò a cercare l’apostolo nell’alloggio che aveva affittato, e dove poteva ricevere liberamente visite, e qui ricevette il battesimo.

Paolo avrebbe voluto trattenere presso di sé il giovane discepolo anche per avere il suo aiuto nelle piccole incombenze di ogni giorno, ma questi era ancora schiavo di Filemone, e così glielo rimandò, insieme a Tichico che partiva per l’Asia (Col 4,7 ss.).

Nella bellissima lettera che Paolo affidò ai due discepoli per Filemone, chiedeva all’amico di perdonare Onesimo, e gli suggeriva anche l’affrancamento dello schiavo (Fm 21).

Secondo le Constitutiones Apostolicae, Paolo avrebbe consacrato Onesimo vescovo di Berea, in Macedonia.

Onesimo sarebbe morto, secondo il Martirologio Romano, per lapidazione a Roma, e il suo corpo sarebbe stato poi portato nel luogo della sua ordinazione episcopale.

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15 febbraio 2026, Domenica dei latticini

Vangelo di San Matteo, capitolo 6, versetti dal 14 al 21

 

Tha Zoti: «Ndëse ju i ndjefshit njerëzvet ftesmat e tyre, Áti juaj ç’është ndër qiell do t’ju i ndjenjë edhe juve. Po ndëse ju s’i ndjefshit njerëzvet, edhe Áti juaj s’ju i ndjen ftesmat tuaja.

E kur agjëroni, mos bëheni të meruar si ipokrìtët, çë shëmtojën faqen e tyre, ashtu çë t’i duken njerëzvet se po agjërojën. Me të vërtetë ju thom juve: tash e patëtin rrogën e tyre.

Po ti, kur agjëron, lýej kryet me val të mershëm e laj faqen, se gjindja mos të shohë se ti agjëron, po vet Áti yt, ç’është i fshehtë; e Ati yt, çë sheh ndë të fshehurit, do të të japë rrogën.

Mos mblidhni për ju thesarë mbi dhé, ku kopica e ndrýshku i grisjën e ku kusarët shkallmojën e vjedhën.

Mblidhni përkundra thesarë ndë qiell, ku jo kopica, jo ndryshku i grisjën, e ku kusarët nëng shkallmojën e s’vjedhjën.

Sepse atjè ku është thesari yt, do të jetë edhe zëmra jote».

 

Disse il Signore: «Se voi perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.

E quando digiunate, non assumete aria malinconica come gli ipocriti, che si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.

Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

Non accumulatevi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano.

Accumulatevi invece tesori nel cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove ladri non scassinano e non rubano.

Perché là dov’è il vostro tesoro, sarà anche il vostro cuore».

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