Category Archives: Messaggi, Omelie e Circolari

Circolare del Vescovo Donato, 7 gennaio 2014

Al Rev.mo Clero,
alle Religiose e Fedeli laici
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Carissimi,
abbiamo celebrato la Santa Teofania di nostro Signore Gesù Cristo, (festa del Battesimo di Gesù e della manifestazione della Santissima Trinità), una festa che chiude un periodo denso, pieno di feste, di solennità. Il Natale e l’Epifania, due avvenimenti separati da trent’anni nella vita di Gesù, formano nella vita liturgica un unico tempo festivo.
La vera festa dà senso alla nostra vita; se noi in queste settimane ci siamo posti in ascolto, umile, semplice, della Parola del Signore, abbiamo contemplato il Figlio di Dio che è diventato uomo ed è venuto in mezzo a noi; se siamo riusciti a fare spazio alla nascita di Dio dentro di noi e nella nostra vita, allora io credo che la festa ci abbia rigenerati, e ci ritroviamo ancora una volta a riprendere un cammino bello, ma felici di averle vissute: il Natale, la festa di S. Giuseppe (la domenica dopo Natale), la Circoncisione, la festa di S. Basilio il Grande, la Teofania, abbiamo contemplato questa ricerca di un Dio che è vicino a noi e possiamo dire con i testi liturgici: nella precedente festa ti abbiamo visto bambino, in questa ti vediamo perfetto, essendo Dio nostro perfetto.
Nella Teofania, appare la Trinità, parla Iddio: Questi è il mio Figlio prediletto nel quale mi sono compiaciuto. Nel Battesimo sulle rive del Giordano si ha la più grandiosa proclamazione di Gesù come Figlio di Dio e si ha la prima rivelazione di Dio come Trinità e la prima manifestazione dello Spirito Santo, così come dicono i testi liturgici: La voce del Padre ti rese testimonianza, chiamandoti figlio prediletto; e lo Spirito, in forma di colomba, rendeva ancor più certa l’infallibilità di quella parola.
Dunque nella Teofania, la Chiesa orientale festeggia il Battesimo di Gesù e la manifestazione delle Santissima Trinità.
La Chiesa latina, invece, nella Epifania prende in considerazione un altro avvenimento della vita di Gesù: l’adorazione dei Magi a Cristo, Dio e Salvatore e si considera l’Epifania, come manifestazione di Cristo Salvatore anche agli uomini lontani, quali erano i Magi.

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
PER LA GIORNATA MONDIALE DELLA PACE 2014

“Fraternità, fondamento e via per la pace” è il titolo del Messaggio di Papa Francesco per la 47ª Giornata Mondiale della Pace.
Sin dall’inizio del suo ministero di Vescovo di Roma, il Papa ha sottolineato l’importanza di superare una “cultura dello scarto” e di promuovere la “cultura dell’incontro”, per camminare verso la realizzazione di un mondo più giusto e pacifico. La fraternità, dono e impegno che viene da Dio Padre, sollecita ad essere solidali contro le diseguaglianze e la povertà che indeboliscono il vivere sociale, a prendersi cura di ogni persona, specie del più piccolo ed indifeso, ad amarla come se stessi, con il cuore stesso di Gesù Cristo. In un mondo che accresce costantemente la propria interdipendenza, essa è un bene che va sempre più globalizzato per vincere l’espansione dell’indifferenza e che deve penetrare in tutti gli aspetti della vita, compresi l’economia, la finanza, la società civile, la politica, la ricerca, lo sviluppo, le istituzioni pubbliche e culturali.
Nel Messaggio, il Santo Padre si chiede “perché nel mondo di oggi ci sia una tale mancanza di fraternità. L’egoismo ci ha resi ciechi davanti alla fondamentale fraternità? La paura e la competitività hanno avvelenato la nostra incomparabile dignità di figli e figlie di Dio, e così fratelli e sorelle l’uno dell’altro?”.
“Come possiamo mancare di riconoscere che siamo fratelli e sorelle, poiché tutti abbiamo lo stesso Padre? Come possiamo mancare di riconoscere che Gesù Cristo, il Figlio di Dio, è nostro fratello? Con la sua Croce e Risurrezione, Egli ha riparato un’umanità distrutta e continuamente offre ad ognuno la promessa della salvezza!”.

SETTIMANA DI PREGHIERA PER L’UNITÀ DEI CRISTIANI
18-25 gennaio 2014
“Cristo non può essere diviso”
(cfr. 1 Cor. 1,1-17)

È questa la forte affermazione dell’apostolo Paolo che il Comitato formato da rappresentanti del Consiglio ecumenico delle Chiese e della Chiesa cattolica pone alla nostra riflessione per la preghiera comune di quest’anno.
È un ammonimento che riceviamo comprendendolo nel contesto in cui l’apostolo lo pronuncia: quello di una comunità che ha bisogno di ritrovare l’essenziale della propria fede. Paolo ricorda che l’amore è la via della perfezione. A chi vuole raggiungere le più alte vette della spiritualità, Paolo ricorda che lo Spirito del Signore agisce con potenza laddove un qualsiasi credente afferma con le parole ed i fatti che Gesù è il Signore.
“Un mezzo particolarmente espressivo di partecipazione di tutto il popolo di Dio al movimento ecumenico è la preghiera…Pertanto si celebri solennemente la ‘Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani’, adeguatamente preparata e vissuta, anche in comunione con i fratelli di altre Chiese e Comunità ecclesiali”. (II Sinodo intereparchiale, art. 589).
Domenica 26 gennaio a partire dalle ore 10,45 verrà trasmessa su RAI UNO dalla Chiesa Parrocchiale di S. Costantino il Grande, in S. Costantino Albanese, (PZ) la Divina Liturgia di S. Giovanni Crisostomo in lingua albanese.
Siamo grati alla Conferenza Episcopale Italiana.

2 FEBBRAIO: XVIII GIORNATA PER LA VITA CONSACRATA

Quest’anno tutte le Religiose dell’Eparchia sono invitate in Cattedrale, il 2 febbraio p.v. alle ore 10,30 per la celebrazione della Divina Liturgia, in occasione della XVIII Giornata per la vita consacrata, festa della Presentazione di Nostro Signore Gesù Cristo al Tempio.
Dopo la Liturgia ci ritroveremo nei locali delle Suore di Lungro per un momento di agape fraterna.
Vivendo con fedeltà la Vostra vocazione tenete vivo, nella Chiesa, il senso della fedeltà al Vangelo.
Voi che avete abbracciato una speciale consacrazione, siate testimoni e annunciatrici delle fede con la qualità della Vostra vita spirituale, della Vostra vita comunitaria, e del Vostro servizio al prossimo.

RITIRO DEL CLERO

Giovedì 23 gennaio, nella Chiesa del SS. Salvatore di Lungro, con inizio alle 9,30, avrà luogo il Ritiro di Clero assieme ai Sacerdoti della Diocesi di Cassano all’Jonio.
La meditazione sarà tenuta da P. Rosario SCOGNAMIGLIO O.P., su: La dimensione ecumenica nel Catechismo della Chiesa Cattolica.
P. Rosario è docente di Teologia Patristica e Direttore del Centro Ecumenico Domenicano di Atene.
Raccomando di partecipare, dando testimonianza di comunione e amore fraterno.
Sin d’ora ringraziamo Mons. Nunzio Galantino, Vescovo di Cassano all’Jonio nominato dal Santo Padre Francesco, con data 28 dicembre 2013, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana ‘ad interim’.
Esprimiamo la nostra gioia e le nostre congratulazioni, certi che il suo nuovo ruolo, tanto delicato quanto importante, specie nell’attuale contesto storico della Chiesa che è in Italia, sarà determinante nell’azione della CEI e in comunione con Papa Francesco e il Presidente dei Vescovi italiani, cardinale Angelo Bagnasco.
“Siamo grati al Santo Padre che ha guardato con un occhio di grande benevolenza alla nostra terra calabra – scrive l’Arcivescovo di Cosenza-Bisignano, Salvatore Nunnari, Presidente della Conferenza Episcopale Calabra – la delicata lettera del Santo Padre alla Diocesi di Cassano mostra quanto il Papa pone attenzione alle Chiese locali”.
Nell’augurare Buon Anno, invoco su ciascuno di Voi e sulle Vostre Comunità la Benedizione del Signore.

Lungro, 07 gennaio 2014

+ Donato Oliverio
Vescovo

Messaggio Natale 2013 del Vescovo Donato

Lettera al Popolo di Dio dell’Eparchia di Lungro per il Santo Natale

Cristo nasce, rendete gloria;

Cristo scende dai cieli, andategli incontro;

Cristo è sulla terra, elevatevi.

Cantate al Signore da tutta la terra,

e con letizia celebratelo, o popoli, perché si è glorificato.

Questa strofa del Canone natalizio di San Cosma di Maiuma (760), nella Chiese dell’Oriente bizantino, viene cantata con particolare esultanza nel giorno della festa della Natività secondo la carne del Signore, Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo.

È la festa più cara a tutti i fedeli, caratterizzata da spirituale letizia e da una innografia ricca e bella.

Preparandoci a celebrare con gioia la nascita del Salvatore nelle nostre famiglie e nelle nostre comunità ecclesiali, sia impegno di tutti cogliere il valore delle tradizioni natalizie, che fanno parte del patrimonio della nostra fede e della nostra cultura, per trasmetterle alle nuove generazioni. In particolare, nel vedere strade e case addobbate da luminarie sfolgoranti, ricordiamo che queste luci ci richiamano ad un’altra luce, invisibile agli occhi, ma non al cuore. Mentre le ammiriamo, mentre accendiamo le candele nelle Chiese o l’illuminazione del presepe e dell’albero di Natale nelle case, si apra il nostro animo alla vera luce spirituale recata a tutti gli uomini di buona volontà. Il Dio con noi, nato a Betlemme dalla Vergine Maria, è la Luce della nostra vita!

Il Vangelo ci racconta che ai pastori apparve la gloria di Dio e “li avvolse di luce”. Dove compare la gloria di Dio, là si diffonde nel mondo la luce. Sì, nella grotta di Betlemme è apparsa la grande luce che il mondo attende. In quel Bimbo giacente nella grotta, Dio mostra la sua gloria – la gloria dell’amore – che dà in dono se stesso e che si priva di ogni grandezza per condurci sulla via dell’amore.

La luce di Betlemme non si è mai spenta. Lungo tutti i secoli ha toccato uomini e donne, “li ha avvolti di luce”. Dove è spuntata la fede in quel Bambino, lì è sbocciata anche la carità – la bontà verso gli altri, l’attenzione premurosa per i deboli ed i sofferenti, la grazia del perdono. A partire da Betlemme una scia di luce, di amore, di verità pervade i secoli. Se guardiamo ai Santi vediamo questa corrente di bontà, questa via di luce che, sempre di nuovo, si infiamma al mistero di Betlemme, a quel Dio che si è fatto Bambino.

Dobbiamo sottrarci all’illusione che un gesto esteriore di fede possa metterci in pace con la nostra coscienza o che un momento di commozione religiosa possa placare la provocazione che viene dal Natale. Il messaggio del Natale ci spinge all’unione vera con Cristo e con i fratelli nella ricchezza delle opere che nascono dall’amore. È la nascita dell’uomo alla vita di Dio.

Celebrare il Natale non è solo ricordare. L’annuncio dell’angelo ai pastori: “Oggi è nato per voi un Salvatore” (Lc. 2,11) continua ad essere attuale. La salvezza che tutti cerchiamo, angustiati per la crisi occupazionale ed economica, o sofferenti per i problemi di salute, o per le difficoltà familiari e sociali, è ancora possibile. Dio vuole essere ancora presente nella nostra vita e viene a salvarci.

“Che cosa dobbiamo fare?” chiedevano a Giovanni Battista. E lui proponeva la condivisione, l’onestà, il rispetto per tutti. È così che possiamo spianare la strada alla presenza di Dio nella nostra vita. In questo tempo di crisi ci arrabattiamo a cercare soluzioni, spesso dimenticando che non sono i grandi progetti a risolvere i problemi, se poi ciascuno smette di fare bene il proprio dovere, con dedizione, giustizia e carità. La nascita di Gesù Cristo ci dice che non siamo mai soli, Dio è entrato nella nostra umanità e ci accompagna.

Quel Bambino nato a Betlemme è la nostra unica speranza di salvezza.

Con questi sentimenti, esortandovi a mantenere vivo lo stupore interiore nella fervida attesa per la celebrazione della nascita del Salvatore, formulo i più cordiali Auguri di un Santo Natale a tutti voi, ai vostri familiari, e a quanti vi sono cari.

Buon Natale e Buon Anno a tutti.

Lungro, 16 Dicembre 2013

 

+ Donato Oliverio

Vescovo

Circolare del Vescovo Donato, 10 dicembre 2013

Al Rev.mo Clero,

 alle Religiose e Fedeli laici

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Carissimi,

“La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù”: inizia così l’Esortazione apostolica “Evangelii Gaudium” con cui Papa Francesco sviluppa il tema dell’annuncio del Vangelo nel mondo attuale.

“Desidero indirizzarmi ai fedeli cristiani – scrive il Papa – per invitarli a una nuova tappa evangelizzatrice marcata da questa gioia e indicare vie per il cammino della Chiesa nei prossimi anni”. Si tratta di un accorato appello a tutti i battezzati perché con nuovo fervore e dinamismo portino agli altri l’amore di Gesù in uno “stato permanente di missione”, vincendo “il grande rischio del mondo attuale”: quello di cadere in “una tristezza individualista”.

Il Papa invita a “recuperare la freschezza originale del Vangelo”, trovando “nuove strade” e “metodi creativi”, a non imprigionare Gesù nei nostri “schemi noiosi”. Occorre “una conversione pastorale e missionaria, che non può lasciare le cose come stanno”. In questo rinnovamento non bisogna avere paura di rivedere consuetudini della Chiesa “non direttamente legate al nucleo del Vangelo, alcune molto radicate nel corso della storia”.

Segno dell’accoglienza di Dio è “avere dappertutto Chiese con le porte aperte” perché quanti sono in ricerca non incontrino “la freddezza di una porta chiusa”. “Nemmeno le porte dei Sacramenti si dovrebbero chiudere per una ragione qualsiasi”. Così, l’Eucaristia “non è un premio per i perfetti ma un generoso rimedio e un alimento per i deboli. Queste convinzioni hanno anche conseguenze pastorali che siamo chiamati a considerare con prudenza e audacia”.

Il Papa lancia un appello alle comunità ecclesiali a non cadere nelle invidie e nelle gelosie: “all’interno del Popolo di Dio e nelle diverse comunità, quante guerre!”. “Chi vogliamo evangelizzare con questi comportamenti?”.

Affrontando il tema dell’inculturazione, ricorda che “il cristianesimo non dispone di un unico modello culturale” e che il volto della Chiesa è “pluriforme”. Il Papa ribadisce “la forza evangelizzatrice della pietà popolare” e incoraggia la ricerca dei teologi invitandoli ad avere “a cuore la finalità evangelizzatrice della Chiesa”.

“L’evangelizzazione – prosegue il Papa – implica anche un cammino di dialogo” che apre la Chiesa a collaborare con tutte le realtà politiche, sociali, religiose e culturali.

L’Ecumenismo è “una via imprescindibile dell’evangelizzazione”. Importante l’arricchimento reciproco: “quante cose possiamo imparare gli uni dagli altri!”; per esempio “nel dialogo con i fratelli ortodossi, noi cattolici abbiamo la possibilità di imparare qualcosa di più sul significato della collegialità episcopale e sulla loro esperienza della sinodalità”. Attraverso uno scambio di doni, lo Spirito può condurci sempre di più alla verità e al bene.

Infine, l’ultimo capitolo è dedicato agli “evangelizzatori con Spirito”, che sono quanti “si aprono senza paura all’azione dello Spirito Santo” che “infonde la forza per annunciare la novità del Vangelo con audacia (parresia), a voce alta e in ogni tempo e luogo, anche controcorrente”. Si tratta di “evangelizzatori che pregano e lavorano”, nella consapevolezza che “la missione è una passione per Gesù ma, al tempo stesso, è una passione per il suo popolo”.

MISTAGOGIA DELLA VITA CRISTIANA

L’Anno Liturgico Bizantino

Con profonda gioia e gratitudine al Signore, offriamo alla nostra Eparchia un sussidio catechistico su “L’Anno Liturgico Bizantino”, come itinerario di fede. Lo consegniamo ai presbiteri, nella comune preghiera, perché possano essere sempre “servitori della Parola”; ai catechisti che svolgono un prezioso servizio, perché possano trovare cibo spirituale da distribuire; ai fedeli perché possano avanzare spediti e con gioia nel cammino di divinizzazione.

Queste pagine di mistagogia della vita cristiana, per il nostro vivo desiderio di creare nuovi strumenti catechistici nell’ottica orientale, così come ci invita a fare il Sinodo Diocesano e il II Sinodo Intereparchiale, e poter avvicinare alla spiritualità bizantina un sempre più ampio numero di giovani e adulti.

All’interno della Chiesa italiana, la Chiesa Bizantina Italo-Albanese apporta la ricchezza del suo vissuto plurisecolare, nello specifico della sua tradizione spirituale, liturgica, canonica, teologica, iconografica, per una più efficace predicazione dell’Evangelo nel nostro tempo e per un contributo all’interesse ecumenico in Italia.

RITIRO DEL CLERO

Mercoledì 18 dicembre, con inizio alle ore 9,30, si terrà il Ritiro di Clero nella Parrocchia “S. Giovanni Battista” ad Acquaformosa, con la meditazione tenuta da P. Carmelo Giuffrida sj.

Per le imminenti grandi festività, auguro di vero cuore una partecipazione piena alla “grande Gioia”, annunciata dall’Angelo per la Nascita di Gesù Cristo.

Il Natale di Gesù Cristo richiama al credente la propria redenzione. Le espressioni di gioia e di festa che assumono multiformi colorazioni popolari secondo i diversi paesi, mi auguro che accentuino il mistero della “benevolenza” di Dio.

La benevolenza del Natale ci riporta al centro del mistero cristiano e ci ripropone la vocazione divina, che è quella dei figli di Dio, redenti a prezzo del sangue di Cristo e destinati a vivere in “novità di vita”.

 

Invoco su ciascuno di Voi e sulle Vostre Comunità la Benedizione del Signore.

Lungro, 10 dicembre 2013

 

+ Donato Oliverio

Vescovo

Circolare del Vescovo Donato, 9 novembre 2013

Al Rev.mo Clero,

 alle Religiose e Fedeli laici

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Carissimi,

la grande consegna di Gesù è “Andate”. La “missione” si realizza nell’andare incontro a chi non crede, non nell’aspettare che egli ci venga a cercare. Occorre lasciare, a momenti, non “le novantanove pecore all’ovile”, ma le 25 o 30 persone che ci seguono per andare a cercare le settanta che vivono lontane. La sfida di questo momento storico per noi credenti è quella di colmare la lontananza da Cristo di tanti nostri fratelli, che pure talora in modo incosciente conservano una certa nostalgia di Lui.

Il Papa incontrando i sacerdoti ha affermato: “siate sempre in contatto con il vostro popolo”. Papa Francesco si è anche soffermato sulla fatica dell’essere sacerdoti perché il lavoro del sacerdote è duro. C’è una “fatica del lavoro”, c’è però anche una “fatica del cuore” che si vede “prima del tramonto della vita” dove “c’è la luce buia e il buio un po’ luminoso”.

Nel rispondere ad una domanda sul servizio pastorale, Papa Francesco ha ribadito che non bisogna “confondere la creatività con fare qualcosa di nuovo”. La creatività, ha affermato, è “cercare la strada perché il Vangelo sia annunciato”. “Non è soltanto cambiare le cose”. È un’altra cosa, “viene dallo Spirito e si fa con la preghiera e si fa parlando con i fedeli, con la gente”. A colloquio con un sacerdote si cercava di capire, ha affermato il Papa, come poter rendere la sua Chiesa più accogliente. “forse sarebbe bello che la Chiesa fosse aperta tutta la giornata… bella idea! Sarebbe anche bello che ci fosse sempre il sacerdote confessore a disposizione. Questa è una coraggiosa creatività”.

Papa Francesco ha proposto ai sacerdoti la figura del prete “misericordioso”. Un prete innamorato deve sempre fare memoria del primo amore, del Signore. Per me, ha detto il Santo Padre, questo “è il punto-chiave di un prete innamorato: che abbia la capacità di tornare con la memoria al primo amore… Una Chiesa che perde la memoria, è una Chiesa elettronica: non ha vita”. Il Papa ha quindi affermato che bisogna guardarsi dai preti rigoristi e lassisti. “Il prete misericordioso è quello che dice la verità, ma aggiunge: ‘Non spaventarti, il Dio buono ci aspetta. Andiamo insieme”. Questo, ha soggiunto il Papa, “dobbiamo averlo sempre sotto gli occhi: accompagnare, Essere compagni di strada”.

Non è mancato nell’incontro il tema delle periferie esistenziali, riferito alla situazione dei cattolici divorziati risposati. È un “problema grave, ha ricordato Papa Francesco, di responsabilità della Chiesa nei riguardi delle famiglie che vivono in questa situazione…” La Chiesa “in questo momento deve fare qualcosa per risolvere i problemi delle nullità matrimoniali”. Il Papa ha ricordato che nel prossimo Sinodo dei Vescovi, ottobre 2014, si parlerà sul “rapporto antropologico” del Vangelo con la persona e la famiglia, in modo che “sinodalmente si studi questo problema”. “Questa, – ha sottolineato il Papa, – è una vera periferia esistenziale”.

INCONTRO DEI GERARCHI CATTOLICI ORIENTALI D’EUROPA

 “Siamo radunati per cercare le risposte alle domande del mondo di oggi”. Con queste parole Mons. Milan Chautur, Vescovo di Košice per i cattolici di rito bizantino, ha accolto noi Vescovi Orientali Cattolici nella cittadina slovacca, dal 17 al 20 ottobre, per l’incontro annuale. Dall’Italia, all’Ucraina, dalla Romania alla Bielorussia, alla Francia, all’Inghilterra.

Vescovi rappresentanti di quattordici Chiese cattoliche orientali presenti in Europa.

“Le nostre ricche tradizioni, affermiamo nel messaggio diffuso al termine dei lavori, non resteranno un monumento da ammirare e ricordare, ma una sorgente di vita per guarire la cultura europea che sempre di più si sta secolarizzando e scristianizzando”.

A fare da sfondo all’incontro, è stato l’Anno della Fede e la commemorazione dei 1150 anni dell’arrivo dei Santi fratelli Cirillo e Metodio in terra slava.

Gli interventi principali sono stati affidati al cardinale Jozef Tomko, prefetto emerito della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, a Mons. Cyril Vasil’, arcivescovo segretario della Congregazione per le Chiese Orientali, a Mons. Dimitri Salachas, esarca apostolico per i cattolici di rito bizantino residenti in Grecia, e a Padre Juraj Dufka che ha proposto una riflessione sull’arte come strumento di evangelizzazione.

Nel contesto europeo, le comunità ecclesiali cattoliche orientali e ogni fedele sono chiamati, per provvidenza divina, “a proseguire la missione evangelizzatrice dei Santi Cirillo e Metodio, operando il necessario aggiornamento interno e l’organico progresso voluto dal Concilio Vaticano II”.

CONFERENZA EPISCOPALE CALABRA – COMMISSIONE PER L’ECUMENISMO E IL DIALOGO INTERRELIGIOSO

 

Nel cammino concorde che le Chiese stanno facendo in Italia, abbiamo promosso (insieme Cattolici e Ortodossi) un Convegno Regionale che si svolgerà a Rende – Sabato 23 Novembre 2013 presso l’Auditorium Giovanni Paolo II.

L’incontro è stato pensato come una riflessione corale sul tema:

Il Dialogo Ecumenico tra i Fratelli Cattolici e Ortodossi

Relazionerà:

  • Em. Rev.ma Mons. Stefanos Charalambides, Metropolita di Tallin e di tutta l’Estonia, Primate della Chiesa Ortodossa Apostolica Estone,

“A 50 anni dal Concilio Vaticano II: il dialogo tra la Chiesa Ortodossa e la Chiesa Cattolica: risultati e prospettive”.

  • E. Rev.ma Mons. Athenagoras Peckstadt, Vescovo di Sinope, presidente della EIIR (Associazione Internazionale e Interconfessionale di Religiose e Religiosi),

“Il Patriarca Athenagora I e la cancellazione delle scomuniche”.

  • Don Athos Righi, monaco, Superiore della Piccola Famiglia dell’Annunziata fondata da Don Giuseppe Dossetti,

“Il dono dell’unità”.

Vi chiedo di partecipare assieme alle vostre comunità, ricordando il rapporto speciale, in ragione della nostra storia e tradizione, che ci lega in particolar modo al Patriarcato Ecumenico e alle Chiese ortodosse di Grecia e di Albania.

Domenica 24, i fratelli della Chiesa Ortodossa parteciperanno alla Divina Liturgia in Cattedrale, a Lungro.

SENSIBILIZZAZIONE OFFERTE DEDUCIBILI

Le parrocchie hanno ricevuto i manifesti e i pieghevoli illustrativi con gli appositi bollettini di conto corrente postale per i fedeli che vogliono effettuare l’offerta per il sostentamento del clero. Ricordiamo ai fedeli che l’offerta per il sostentamento del clero, deducibile dalla dichiarazione dei redditi, è una via di condivisione fraterna.

RITIRO DEL CLERO

Giovedì 28 novembre, con inizio alle ore 9,30 avrà inizio il Ritiro di Clero nella Parrocchia “S. Giovanni Battista” ad Acquaformosa, con la meditazione tenuta da Mons. Antonio DONGHI, docente di Liturgia presso l’Ateneo S. Croce in Roma e lo studio teologico del Seminario Vescovile di Bergamo; docente di teologia sacramentaria presso l’Istituto superiore di Scienze Religiose di Milano e lo studio teologico di Reggio Calabria, docente di Liturgia presso l’Istituto teologico di Cosenza.

Consultore della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

 

Invoco su ciascuno di Voi e sulle Vostre Comunità la Benedizione del Signore.

Lungro, 09 novembre 2013

 

+ Donato Oliverio

Vescovo

Circolare del Vescovo Donato, 23 settembre 2013

Al Rev.mo Clero,

 alle Religiose e Fedeli laici

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Carissimi,

dopo aver celebrato la XXVI Assemblea Annuale Diocesana, dal 29 al 31 agosto a San Cosmo Albanese, ringraziamo il Signore per quanto abbiamo potuto vivere di bello e di buono. La Chiesa eparchiale ha risposto all’appello del Vescovo e si è adunata, attorno ad un tema di grande significato: “La Gloria di Dio. Annuncio, Mistagogia, Liturgia”.

Mi pare di poter rilevare che queste nostre Assemblee hanno messo in moto tante energie e stanno promuovendo una maturazione della coscienza ecclesiale, rendendoci più consapevoli del nostro ruolo di Chiesa Cattolica Bizantina Italo-Albanese in Italia, come presbiteri ma anche come laici nella Chiesa e incoraggiandoci ad affrontare con fiducia il rinnovamento richiesto dagli “Orientamenti Pastorali e Norme Canoniche” del II Sinodo Intereparchiale, che per noi sono il piano pastorale.

Desidero dire la mia gratitudine a tutti gli intervenuti, ai relatori che generosamente hanno dato le loro riflessioni, utili per il prosieguo della Chiesa eparchiale.

Il Convegno è sempre un grande momento di Chiesa, giacché ha visto raccolte in vicendevole ascolto e con palese impegno di comunione le Parrocchie dell’Eparchia largamente rappresentate. È giusto ascoltarci vicendevolmente, nella convinzione che Dio parla al suo popolo attraverso le vicende della storia.

Ritrovarci insieme annualmente è un segno della speranza della Chiesa di fronte alle difficoltà in cui versa tutta la società civile, nel momento presente. Dobbiamo stare accanto alla gente e metterci in ascolto, soprattutto a quelle famiglie che sono in difficoltà, per le molteplici prove che il nostro tempo riserva loro; molti si attendono concretezza da parte del corpo ecclesiale. Stiamo avviando dei progetti con la Caritas Diocesana che saranno resi noti prossimamente durante il ritiro di Clero. Il convenire insieme ci deve far gustare il nostro essere Chiesa del Signore Gesù, sempre presente con il suo popolo.

Viviamo un momento bello della Chiesa: il dono del nuovo Vescovo di Roma, il Papa, ci chiama con una commovente insistenza a essere credenti fieri e gioiosi del nostro essere cristiani, ad assumerci questa “responsabilità”. Dice che dobbiamo “rispondere” al dono che è la nostra vita credente e “risponderne” davanti a tutti coloro a cui vogliamo bene: a quelli che ci sono affidati o che incontriamo sul cammino della vita.

Papa Francesco ne è l’icona vivente e ci sorprende come sia capace di trasmetterlo a tutti con gesti e parole di disarmante semplicità.

ANNO PASTORALE 2013-2014

“O Creatore di tutto l’universo benedici il ciclo dell’anno con la tua bontà, custodisci in pace tutti noi e salvaci per intercessione della Madre di Dio”, così abbiamo cantato all’inizio dell’anno ecclesiastico che segna anche l’inizio dell’Anno Pastorale.

Abbiamo bisogno prima di tutto di Dio, che è luce interiore per il nostro cammino, che è luce interiore di Amore e di Verità. Senza amore, tutto il nostro fare, tutte le nostre attività anche le più importanti perdono di valore e non danno gioia. E chi ci dà l’amore e la verità, se non Gesù Cristo? Impariamo dunque ad aiutarci gli uni gli altri, a collaborare, ma prima ancora a scegliere il bene più grande. E domandiamo al Signore di iniziare questo nuovo anno pastorale con la Sua benedizione e la sua grazia.

Il tema che ho indicato a conclusione dell’Assemblea Diocesana e che sarà oggetto di riflessione per tutto l’anno pastorale è l’Anno Liturgico Bizantino.

Sarà il Consiglio Presbiterale, che ho convocato, a dare suggerimenti più dettagliati.

L’anno liturgico è “la celebrazione continuata e progressiva di tutto il piano della salvezza”. Soprattutto nei tempi forti offre in un intreccio mirabile tutti i temi centrali della catechesi. E nel ciclo dei Santi presenta modelli di vita vissuta.

È la forma principale della mistagogia della Chiesa.

GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE

Si avvicina la Giornata Missionaria Mondiale istituita perché il Popolo di Dio possa partecipare all’opera di evangelizzazione in tutto il mondo. La Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli e le Pontificie Opere Missionarie sentono più che mai come loro dovere di richiamare alla considerazione di tutti quanto già è contenuto abbondantemente nel magistero e nella prassi missionaria ed in particolare fanno appello in occasione della Giornata Missionaria Mondiale, domenica 20 Ottobre p.v. che nelle singole diocesi si favorisca il senso della partecipazione missionaria attraverso la Giornata annuale per le missioni. L’Ufficio Diocesano ha già distribuito il materiale occorrente. È il momento in cui il Popolo di Dio, in tutto il mondo, insieme riflette, prega ed offre il proprio contributo materiale per le necessità dell’evangelizzazione e per lo sviluppo delle giovani Chiese.

Questa Giornata deve essere celebrata in tutte le parrocchie, avendo a cuore che le offerte raccolte siano messe a disposizione del Santo Padre per la sollecitudine che Egli ha verso tutte le Chiese missionarie.

La raccolta delle offerte deve essere inviata in toto alla Curia Vescovile, che, a sua volta, la mette a disposizione delle Pontificie Opere Missionarie.

Confido che queste indicazioni trovino accoglienza cordiale, nel desiderio comune di voler contribuire alla diffusione del Regno di Dio.

VISITA ALLA CHIESA GRECO-CATTOLICA IN UCRAINA

E ALLA CHIESA CATTOLICA IN KOSOVA

Ho partecipato dal 16 al 18 agosto alle celebrazioni svoltesi a Kyiv in Ucraina per ricordare il 1025° anniversario del “battesimo” della Rus’. La Chiesa greco-cattolica in Ucraina con a capo l’Arcivescovo Maggiore Sviatoslav Shevchuk ha dato avvio alle celebrazioni con una preghiera sulla collina di San Vladimiro, l’Arcivescovo maggiore ha poi consacrato la cattedrale della resurrezione di Cristo e al termine ha ringraziato il Cardinale Bačkis, nella veste di inviato speciale di Papa Francesco. Alla celebrazione hanno partecipato tutti i vescovi greco-cattolici ucraini, il sottoscritto, Mons. Dimitri Salachas dalla Grecia e Mons. Fülöp Kocsis dall’Ungheria.

Su invito di Mons. Dode Gjergji, Amministratore Apostolico di Prizren, dal 4 al 6 settembre, ho partecipato a Prishtina, accompagnato dal protopresbitero Antonio Bellusci, alle celebrazioni del X anniversario della Beatificazione di Madre Teresa (Vjetori i Lumturimit të Nënë Terezës) e dei 1700 anni dell’Editto di Milano (Vjetori i Ediktit të Milanos).

A nome dell’Eparchia ho espresso riconoscenza, ossequi fraterni, auguri e ringraziamenti. Per me trovarmi per la prima volta nel focolare della Kosova è stata una grande gioia, la cui storia antica è intessuta con il cristianesimo, con l’albanesità, con un martirologio di santi, con canti epici e con il Kanun di Lek Dukagjini; come pure la storia recente della Kosova è abbellita dalla via della pace, della libertà, dalla collaborazione e dal progresso.

47ª SETTIMANA SOCIALE DEI CATTOLICI ITALIANI

Dal 12 al 15 settembre ho partecipato ai lavori congressuali della Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, accompagnato dal dott. Antonio Mondera, referente della Pastorale familiare.

Il presidente della CEI, cardinale Angelo Bagnasco ha aperto a Torino la 47ª edizione della Settimana sociale dei cattolici italiani. Appuntamento dedicato quest’anno al tema: “La famiglia, speranza e futuro della società italiana”.

Il Santo Padre nel messaggio indirizzato al cardinale Bagnasco si sofferma sul tema del convegno, ricordando che “come Chiesa offriamo una concezione della famiglia, che è quella del Libro della Genesi, dell’unità nella differenza tra uomo e donna, e della sua fecondità. In questa realtà, inoltre, riconosciamo un bene per tutti, la prima società naturale, come recepito anche nella Costituzione della Repubblica Italiana”.

RITIRO DEL CLERO

Giovedì 10 ottobre, con inizio alle ore 9,30 avrà inizio il Ritiro di Clero nella Parrocchia “S. Giovanni Battista” ad Acquaformosa, Chiesa Madonna della Misericordia, con la meditazione tenuta da Mons. Erasmo NAPOLITANO, Presidente del Tribunale Ecclesiastico Regionale Campano e del Tribunale Ecclesiastico di Appello dell’Italia Meridionale; Segretario della Commissione Disciplinare della Curia Romana (Città del Vaticano); Assistente Spirituale della Fondazione “U.A.L.S.I. (Unione Amici di Lourdes e Santuari Italiani).

 

Invoco su ciascuno di Voi e sulle Vostre Comunità la Benedizione del Signore.

Lungro, 23 settembre 2013

 

+ Donato Oliverio

Vescovo

Circolare del Vescovo Donato, 14 maggio 2013

Al Rev.mo Clero,

 alle Religiose e Fedeli laici

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 Carissimi,

ci prepariamo a celebrare la Pentecoste, che conclude le celebrazioni del ciclo liturgico pasquale, festa dell’effusione dello Spirito Santo, è nel contempo la festa anche della rivelazione della Santissima Trinità ed è il motivo per cui tanti inni della liturgia del giorno tentano di esprimere il mistero della Trinità: “Venite popoli, adoriamo la Divinità in tre Persone, Figlio nel Padre con lo Spirito Santo. Il Padre, fuori del tempo, genera il Figlio coeterno e corregnante; e lo Spirito è nel Padre glorificato con il Figlio: unica Potenza, unica Sostanza, unica Divinità” (Doxastikon del Vespro)

Lo scopo ultimo della Venuta dello Spirito Santo è di introdurre i credenti nel cuore della vita trinitaria: “Abbiamo ricevuto lo Spirito celeste, abbiamo trovato la vera fede, adorando la Trinità indivisibile”.

Tale fine si ottiene tramite varie azioni e manifestazioni più concrete e particolari che la Liturgia si compiace di enumerare: “Lo Spirito Santo procura tutti i benefici, effonde le profezie, costituisce i sacerdoti, insegna la sapienza agli ignoranti, trasforma i pescatori in teologi, coordina tutta l’azione della Chiesa” (3° stichirà del Vespro).

Poiché la celebrazione della Pentecoste ricorda la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli, molti testi liturgici mettono in particolare risalto la sua azione su di essi e la loro importanza unica nella Storia della Salvezza. Così l’Apolitikion: “Benedetto sei tu, Cristo Nostro Dio, che hai reso sapienti i pescatori, inviando loro lo Spirito Santo, e per mezzo di essi hai preso nelle reti il mondo”.

ANNIVERSARIO EDITTO DI MILANO (313-2013)

Nel maggio del 313 l’imperatore Costantino emanò da Milano il suo famoso editto con il quale riconosceva il diritto di ogni cittadino di professare in modo libero e pubblico la propria religione.

L’imperatore Costantino e l’Editto di Milano hanno segnato la storia dell’Impero Romano e della Chiesa. Certo, il suo è stato anche un editto politico, ma non si può trascurare il valore vero della libertà di religione in esso contenuto.

La celebrazione di un anniversario per ricordare e fare emergere e dare slancio alla questione della libertà religiosa come bene essenziale per l’uomo di ogni tempo e cultura e allo stesso tempo per mostrare il contributo originale che la fede cristiana ha saputo dare nella costruzione dell’uomo e della società.

Comprendere meglio il significato dell’Editto di Milano, le conseguenze religiose, politiche e sociali di questo editto di libertà, ci aiuta oggi a vivere meglio come cittadini e come cristiani.

Il cammino che la Chiesa fa nei primi secoli, con confronti teologici sull’identità di Gesù e sulla Trinità, permette di conoscere anche grandi figure di Santi: Atanasio, Ilario, Basilio, Ambrogio, solo per citare alcuni, guide teologiche e veri difensori della libertà di religione e della Chiesa.

GIORNATA DIOCESANA DELLA GIOVENTÙ

Come già annunciato precedentemente, l’annuale Giornata Diocesana della Gioventù quest’anno si svolge a S. Cosmo Albanese, un evento rivolto ai giovani che la Pastorale Giovanile della diocesi organizza con tanta cura.

Vi aspetto con i vostri giovani a San Cosmo Albanese, il 25 giugno, alle ore 10,00: trascorreremo insieme una giornata intensa di testimonianze, riflessioni, condivisione e preghiera, oltre a momenti di comunione e svago, che fanno da corona a questa giornata.

Sarà cura del responsabile della Pastorale Giovanile, Papàs Elia,  trasmettere il programma.

Papa Francesco così ricorda ai giovani: “I giovani devono dire al mondo: è buono seguire Gesù; è buono andare con Gesù; è buono il messaggio di Gesù; è buono uscire da se stessi, alle periferie del mondo e dell’esistenza per portare Gesù”.

SCELTA DELL’OTTO PER MILLE

Si è prossimi alla scadenza della dichiarazione dei redditi.

Siamo chiamati a sensibilizzare i fedeli perché con la prossima dichiarazione dei redditi i contribuenti vogliano destinare alla Chiesa Cattolica l’otto per mille del gettito complessivo dell’IRPEF.

GIORNATA PER LA CARITÀ DEL PAPA

Domenica 30 giugno si celebrerà in Italia la Giornata per la carità del Papa. Un appuntamento di carità di grande significato, dal valore non soltanto pratico ma anche fortemente simbolico.

In tutte le Chiese saranno raccolte offerte che il Papa destinerà liberamente alle sue opere di carità portando nel cuore, come pastore della Chiesa universale, le necessità del mondo intero.

ASSEMBLEA ANNUALE E CORSO DI AGGIORNAMENTO

Dal 29 al 31 agosto del corrente anno, nella Casa del Pellegrino del Santuario di S. Cosmo Albanese, si terrà l’Assemblea diocesana annuale a cui siete tutti invitati a partecipare.

In questo Anno della Fede e nel ricordo del XX Anniversario del Catechismo della Chiesa Cattolica si tratterà del tema: “La Gloria di Dio” Annuncio, Mistagogia, Liturgia.

RITIRO DEL CLERO

Giovedì 30 maggio, con inizio alle ore 9,30 avrà inizio il Ritiro di Clero nella Parrocchia “S. Giovanni Battista” ad Acquaformosa, Chiesa Madonna della Misericordia, con la meditazione tenuta da P. Carmelo Giuffrida sj.

GIORNATA REGIONALE SACERDOTALE

Giovedì 6 giugno, nel Seminario Regionale “S. Pio X” di Catanzaro, alle ore 9,30  si  terrà l’incontro dei Presbiteri della Calabria, voluta dalla Conferenza Episcopale Calabra. La meditazione sarà tenuta da P. Innocenzo Gargano.

 

Invoco su ciascuno di Voi e sulle Vostre Comunità la Benedizione del Signore.

Lungro, 14 maggio 2013

 

+ Donato Oliverio

Vescovo

Circolare del Vescovo Donato, 9 aprile 2013

Al Rev.mo Clero,

 alle Religiose e Fedeli laici

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Carissimi,

la settimana di Pasqua è il momento centrale di un periodo di gioia durante il quale risuonano continuamente il saluto e il Tropario pasquale.

Le domeniche di questo tempo sono tutte dedicate a contenuti specifici. Nella seconda domenica la liturgia commemora le Mirofore (portatrici d’unguento). Secondo i Padri greci, Gesù è l’Unto: la santa umanità del Signore è “unta” con la divinità. Essa è permeata della divina gloria al punto da divenire fonte di ogni vita divina nelle creature. Le donne mirofore vanno in fretta al sepolcro per ungere un cadavere e trovano invece la sorgente della vita: “Perché cercate il Vivente tra i morti? Cristo è risorto dai morti, poiché è onnipotente, donando a noi tutti incorruttibilità e vita, luce e grande misericordia”. (stikirà idiomelon del vespro)

Pasqua è ricordo e rinnovazione del battesimo. Innumerevoli sono le meraviglie del battesimo, come afferma San Giovanni Crisostomo: libertà, santità, giustizia, figliolanza, rigenerazione, adozione, partecipazione alla vita e alla resurrezione di Cristo, compimento per mezzo dello Spirito Santo. (S. Giovanni Crisostomo, Catechesi battesimale).

La liturgia scorge, insieme con i Padri, un simbolo del battesimo nella scena evangelica della guarigione del Paralitico, che ci viene presentata nella terza domenica dopo Pasqua. Egli rappresenta l’intera umanità che nel battesimo riceve la vita divina e, rigenerato quale figlio della luce, può finalmente servire Dio nella gioia. Alla luce della liturgia, la guarigione del paralitico appare soprattutto come resurrezione. Il battesimo conferisce infatti il diritto a risorgere con Cristo.

La teologia dei primi secoli vede già nel battesimo la perfezione, l’illuminazione, la salvezza e la rigenerazione. La domenica della Samaritana, che incontrò il Messia al pozzo di Giacobbe, richiama alla mente questo sacramento pasquale della rigenerazione, che, dalla pienezza divina, dona a noi sapienza, luce e illuminazione. La domenica della Samaritana, quarta dopo Pasqua, si svolge sotto il segno della gioia e della Grazia, dell’incontro dell’uomo peccatore con la sorgente di ogni vita. Nell’idiomelon del vespro della Samaritana la liturgia mostra il carattere di assoluta gratuità della Grazia che trasforma i cuori e li inonda di luce.

È così che il cristiano sente nella quinta domenica dopo Pasqua, del Cieco nato, l’efficacia salvifica di Dio nella storia. Il cieco nato al quale il Signore comandò di lavarsi nella piscina di Siloe è il simbolo dell’umanità redenta, della Chiesa, che grazie ai sacramenti e ai misteri pasquali diviene partecipe della luce celeste. Per mezzo della luce increata, che è il Verbo stesso fatto uomo, il fedele può egli stesso divenire luce. “Fonte di luce, Tu che sei luce da luce, o Verbo, dai luce ai miei occhi”.

Un Lutto per l’Eparchia

La MORTE DI PAPÀS DOMENICO RANDELLI

Il 21 marzo 2013 ha chiuso a Civita la sua giornata terrena Papàs Domenico Randelli “nostro compagno nel sacerdozio”. Era nato ad Eianina il 10 novembre 1946. Ha ricevuto i sacramenti dell’iniziazione cristiana nella Chiesa parrocchiale “S. Basilio il Grande”. Frequentò la scuola media nel Pre-Seminario di San Basile sotto la guida dei Monaci Basiliani. In seguito iniziò un cammino fuori del Seminario, frequentando l’Istituto Tecnico di Castrovillari. Intraprese la carriera di insegnante prima al nord, a Bergamo, per poi ritornare in Calabria, a Polistena. Intanto conobbe  Anna, con la quale viene incoronato, vivendo la vocazione matrimoniale. Ma la sua vocazione al sacerdozio non si era mai spenta. Aiutato in questo cammino, anche dalla sua sposa, frequentò il Seminario Regionale “S. Pio X” di Catanzaro, dove conseguì il baccellierato in Filosofia e Teologia.

Ordinato sacerdote il 6 agosto 1998 ad Eianina da Mons. Ercole Lupinacci, prestò il suo ministero sacerdotale prima a S. Basile e poi a Cantinella. Parroco di Cantinella dal 1° novembre 2001  al 1° agosto 2009. Dopo le dimissioni del Protopresbitero Emanuele Giordano, il 1° agosto 2009  viene nominato parroco di Eianina, incarico che ricoprì fino al 21 marzo 2013; pur se limitato dalla malattia non smise  di preoccuparsi della sua amata Chiesa. Eterna sia la sua memoria -I pёrjetshёm qoftё kujtimi yt.

1° CENTENERIO INDIPENDENZA DELL’ALBANIA

Nell’ambito dei festeggiamenti nell’Arbёria del 1° centenario dell’indipendenza dell’Albania, l’Eparchia di Lungro e la Parrocchia SS. Maria Assunta di Frascineto, in collaborazione con la Biblioteca Internazionale “A. Bellusci”, ha organizzato un  convegno a Frascineto l’11 maggio p.v. ore 16,00 presso l’Auditorium “A. Croccia” – Scuola Media “E. Koliqi”, sul tema: Il ruolo del Clero Italo-Albanese nel processo di rinascita di una coscienza nazionale albanese nel contesto di cinque secoli di dominazione turca. Aspetti identitari, geografici, storici, politici e religiosi. Ringrazio sin d’ora il Protopresbitero Antonio Bellusci che si è adoperato per organizzare questo Convegno che dà visibilità all’Eparchia.

GIORNATA DELLA GIOVENTÙ

“Andate e fate discepoli tutti i popoli!” (cfr Mt. 28,19) è l’icona evangelica che ha voluto consegnarci papa Benedetto XVI per vivere la XVIII Giornata Mondiale della Gioventù, che come ben sapete quest’anno i giovani di tutto il  mondo celebreranno a Rio de Janeiro nell’estate prossima.

Noi, come Eparchia di Lungro, ci ritroveremo tutti il 25 giugno, alle ore 9,00, a San Cosmo Albanese.

Vi chiedo di farvi promotori di questa giornata ai giovani delle vostre parrocchie, per offrire loro un momento di crescita umana e spirituale. Riscoprite quanto sia prezioso ed importante che i nostri giovani vivano forti momenti di fraternità e condivisione con le altre parrocchie. Confido nella vostra sensibilità ad accogliere questo mio invito.

RITIRO DEL CLERO

Giovedì 18 aprile, con inizio alle ore 9,30, si terrà il Ritiro di Clero nella Parrocchia “S. Giovanni Battista” ad Acquaformosa, Chiesa Madonna della Misericordia, con la meditazione tenuta da S. E. R. Mons. Dimitrios Salachas, Esarca Apostolico per i cattolici di rito bizantino residenti in Grecia.

 

Invoco su ciascuno di Voi e sulle Vostre Comunità la Benedizione del Signore, augurando la Pace del Signore Risorto.

Lungro, 09 aprile 2013

 

+ Donato Oliverio

Vescovo

Messaggio Pasqua 2013 del Vescovo Donato

Lettera al Popolo di Dio dell’Eparchia di Lungro per la Santa Pasqua

“Cristo è risorto dai morti, con la morte ha distrutto la morte

donando la vita a coloro che giacevano nei sepolcri”

Desidero rivolgere a tutti voi il mio augurio cordialissimo di Buona Pasqua.

È un augurio sincero, che nasce dal legame che ci unisce tutti strettamente in Cristo, nel quale riponiamo la nostra fiducia e la nostra speranza.

Quest’anno la Pasqua ci coglie mentre viviamo con gioia l’elezione del nuovo Papa, dopo il luminoso pontificato di Benedetto XVI.

Sappiamo di aver ricevuto con lui il pastore buono, generoso e saggio che confermerà la Chiesa nell’unità, nell’amore e nella pace.

A nome di tutta l’Eparchia ho fatto giungere al Santo Padre tutto il nostro affetto, la nostra filiale comunione e obbedienza. Fin d’ora pregheremo per la sua persona e le sue intenzioni, anche a motivo del particolare legame della Diocesi con i nostri emigrati in Argentina dove il cardinale Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires, era Ordinario per i fedeli di rito orientale residenti in Argentina.

Invito tutti i fedeli a ringraziare il Signore perché ha scelto Francesco come vicario di Cristo. Affidiamo il suo ministero al glorioso Patriarca S. Giuseppe e a S. Francesco d’Assisi, grande riformatore della Chiesa che diede la grande regola ai suoi frati di osservare il Vangelo. L’elezione di un Papa argentino di origine italiana che ha scelto il nome Francesco è un grande esempio di rinnovamento per la Chiesa mondiale.

“È il giorno delle resurrezione! Risplendiamo di luce o popoli. È Pasqua del Signore, Pasqua! Cristo, Dio nostro, ha trasferito dalla morte alla vita, dalla terra al cielo, noi che cantiamo l’inno della vittoria”. Così il celebre Canone Pasquale di S. Giovanni Damasceno, una delle più alte creazioni della poesia liturgica bizantina.

Queste parole contengono tutta la teologia pasquale: Cristo con la sua vittoria redentiva ha rinnovato il mondo.

Tutto il mondo è risorto con la resurrezione del Signore, poiché Cristo quale capo della nuova umanità, è la vita di tutto l’universo. Egli è il nuovo Adamo, l’uomo nuovo, sul quale tutto si fonda.

Ecco perché abbiamo bisogno della Pasqua, abbiamo bisogno di risorgere, abbiamo bisogno che risorga la speranza per una nuova vita, che risorga una passione per poter non solo superare i momenti difficili, ma per poter costruire un futuro migliore per tutti, particolarmente per i più giovani.

È urgente che il Vangelo di Pasqua parli al cuore dei giovani e degli anziani di una vita nuova, che parli al cuore delle donne e degli uomini di un mondo migliore; che indichi a chi non l’ha mai ascoltato la via di un mondo più umano che abbatta la crescita dell’egoismo e ravvivi la solidarietà e l’impegno per gli altri. Abbiamo bisogno di celebrare ancora la resurrezione per vincere le ingiustizie, le oppressioni, le catena del male che ci avvinghia tutti.

“È il giorno della resurrezione! – grida la Chiesa con la voce dell’innografo – Risplendiamo di luce in questa solennità e abbracciamoci gli uni gli altri. Chiamiamo fratelli, anche quelli che ci odiano. Perdoniamo tutto nel giorno della resurrezione”. E tutti si scambiano l’abbraccio di pace con il saluto pasquale dicendo: “Christòs anèsti – Cristo è risorto! – Krishti u ngjall e si risponde: Alithòs anèsti – È veramente risorto! – Vёrteta u ngjall” e ci si saluta così per tutto il tempo pasquale.

La resurrezione è un’energia d’amore che viene messa dentro la vita per aiutarci a vivere nella giustizia e nell’amore; la resurrezione deve toccarci nel profondo perché il mondo cambi, e perché anzitutto cambino i nostri cuori. È vitale, per tutti noi, vivere sperando, nutrirci di cose buone, di amore, di comprensione, di parole e di atteggiamenti che siano espressioni dell’Amore.

Il Vangelo di Pasqua parla di una vita nuova, più umana e più bella per tutti. La Pasqua annuncia che l’amore ha vinto il male, la mitezza ha vinto la violenza, la vita ha vinto l’ultimo nemico che è la morte. Ecco perché l’augurio che faccio per la Pasqua è quello che la speranza non solo non muoia, ma possa risorgere e possa invadere il cuore di tutti.

Lungro, 21 marzo 2013

 

+ Donato Oliverio

Vescovo

Circolare del Vescovo Donato, 7 marzo 2013

Al Rev.mo Clero,

alle Religiose e Fedeli laici

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Carissimi,

una delle vie che la Quaresima ci invita a percorrere, come parte del cammino della vita e come preparazione alla gioia della Pasqua, è il pentimento che trova il compimento alla fine della Quaresima, “Ora che abbiamo raggiunto la seconda metà del digiuno, fa’ che rendiamo manifesto l’inizio della vita divina; e quando saremo arrivati alla fine del nostro sforzo, potremo ricevere la beatitudine che non viene mai meno”. Il giovedì della quinta settimana, al Mattutino, udiamo ancora il Grande Canone di S. Andrea di Creta.

La Domenica quarta sta sotto il titolo di S. Giovanni Climaco, il Padre autore della celebre “Scala del Paradiso”, eremita, poi abate del monastero greco del Sinai (649). Come si va al Paradiso? Cristo Signore è l’unico che come Via Verità e Vita possa indicarlo: con la fede del padre del giovane epilettico: lettura di Mc. 9,17-31, che i discepoli non possono curare, e per il quale occorre preghiera e digiuno, proprio quella preghiera e quel digiuno che Cristo ha vissuto per noi.

Maria Egiziaca è la figura proposta nella Domenica quinta, quale figura della perfetta penitente. L’Evangelo è Mc. 10, 32-45, cioè il secondo annuncio della Passione e Resurrezione di Cristo, e con la disputa dei fratelli Giacomo e Giovanni per occupare i primi posti nel regno di Cristo. Cristo insegna che chi vuole essere primo deve farsi servo dei fratelli, come lui si è fatto, il Figlio dell’uomo regale venuto a “dare la sua vita in riscatto dei molti”.

Coronamento degno è la Domenica delle Palme, che introduce già nell’atmosfera tesa della Grande Settimana. La Chiesa rilegge tutto questo in chiave drammatica attraverso i tropari, che pongono in bocca ai fedeli i sentimenti veri che debbono animare la fede.

Forse la migliore sintesi ci è offerta dai due Apolitytikia del Vespro della Domenica delle Palme, che insieme con il Kontàkion sono cantati nella Liturgia della Domenica stessa:

Prima della tua Passione

hai fatto risorgere Lazzaro dai morti, o Cristo Dio,

per confermare la fede nella comune resurrezione.

Perciò anche noi come i fanciulli, portando simboli di vittoria,

gridiamo a te, Vincitore della morte:

Osanna nel più alto dei cieli,

benedetto Colui che viene nel Nome del Signore.

La Quaresima così sfocia naturalmente nel Mistero della Pasqua, che è Morte e Resurrezione del Signore, è dono dello Spirito, è Ascensione al Padre, è dono dello Spirito della Vita, è presenza indefettibile  agli Apostoli ed a noi con essi, è promessa della Seconda e Terribile Venuta. Celebrata nella Parola e nell’Eucaristia della Chiesa, che “accettata la Croce” segue il Signore dovunque egli vada.

PAPA BENEDETTO XVI “Un umile operaio nella vigna del Signore” e le CHIESE ORIENTALI CATTOLICHE

Papa Benedetto XVI , nel mese di novembre 2011, chiede di pregare incessantemente  per le Chiese Orientali Cattoliche: “affinchè la loro venerabile tradizione sia conosciuta e stimata quale ricchezza spirituale per tutta la Chiesa”.

“Le Chiese Orientali Cattoliche hanno il compito particolare di promuovere l’unità tra i cristiani, in particolare con gli ortodossi”, ha affermato Benedetto XVI, il 15 dicembre 2006.

A vent’anni dalla promulgazione del Codice dei Canoni della Chiese Orientali, il 9 ottobre 2010 Benedetto XVI ha detto: “In proposito, i sacri canones della Chiesa antica, che ispirano la vigente codificazione orientale, stimolano tutte le Chiese orientali a conservare la propria identità, che è allo stesso tempo orientale e cattolica. Nel mantenere la comunione cattolica, le Chiese orientali cattoliche non intendevano affatto rinnegare la fedeltà alla loro tradizione. Come più volte è stato ribadito, la già realizzata unione piena delle Chiese orientali cattoliche con la Chiesa di Roma non deve comportare per esse una diminuzione nella coscienza della propria autenticità ed originalità.

Pertanto, compito di tutte le Chiese orientali cattoliche è quello di conservare il comune patrimonio disciplinare e alimentare le tradizioni proprie, ricchezza per tutta la Chiesa. Inoltre gli stessi sacri canoni dei primi secoli della Chiesa costituiscono in larga misura il fondamentale e medesimo patrimonio di disciplina canonica che regola anche le Chiese ortodosse. Pertanto, le Chiese Orientali Cattoliche possono offrire un peculiare e rilevante contributo al cammino ecumenico”.

“Testimoni viventi delle origini”: con queste parole Benedetto XVI ha definito il ruolo centrale delle Chiese Orientali Cattoliche, il 9 giugno 2007, precisando che “senza un costante rapporto con la tradizione delle origini”, “non c’è futuro per la Chiesa di Cristo”. “Sono in particolare le Chiese Orientali – ha spiegato il Papa – a custodire l’eco del primo annuncio evangelico… Il loro patrimonio spirituale, radicato nell’insegnamento degli Apostoli e dei Padri ha generato venerabili tradizioni liturgiche, teologiche e disciplinari, mostrando la capacità del ‘pensiero di Cristo’ di fecondare le culture e la storia”. Esprimendo quindi “vicinanza” e “profonda considerazione” per le Chiese Orientali Cattoliche, Benedetto XVI ha raccontato di aver intrapreso, sulla scia dei suoi predecessori, un pellegrinaggio ideale “verso il cuore dell’Oriente”. Per questo motivo – ha spiegato – ha assunto il nome di un Papa, Benedetto XV, “che tanto amò l’Oriente” e che 94 anni fa istituì l’Eparchia di Lungro degli Italo-Albanesi.

Queste e altre considerazioni per dire: Grazie Papa Benedetto XVI.

COLLETTA PER LE OPERE DELLA TERRA SANTA

Il 26 febbraio 2013, in vista della tradizionale Colletta di Quaresima in favore dei cristiani di Terra Santa, il Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, il Cardinale Leonardo Sandri, ha fatto pervenire una lettera all’episcopato della Chiesa Cattolica.

Un testo che invita i vescovi a promuovere nelle proprie diocesi, in occasione del Venerdì Santo, che quest’anno cade il 29 marzo, una raccolta di offerte interamente destinata ai cristiani di Terra Santa. La Colletta del Venerdì Santo è essenziale per la vita dei cristiani del Medio Oriente che, dove vivono, sono una minoranza spesso discriminata. Infatti, si tratta del più tangibile segno di solidarietà che noi cristiani d’Occidente possiamo manifestare loro; i soldi raccolti vengono utilizzati anche per l’aiuto alle famiglie in difficoltà e per le esigenze di anziani e bambini.

In questo Anno della fede la Chiesa cerca di rispondere con segni concreti, alla bruciante sete di libertà dei popoli del Medio Oriente.

 PELLEGRINAGGIO DIOCESANO A ROMA

In occasione dell’Anno della Fede l’Eparchia di Lungro si recherà a Roma, in pellegrinaggio, per pregare e confessare la fede sulla tomba degli Apostoli Pietro e Paolo e per salutare il nuovo Papa.

Il pellegrinaggio – guidato da me sottoscritto, accompagnato dai presbiteri  – si terrà dal 21 al 22 maggio c.a. e raccoglierà uno dei suggerimenti pastorali dati dalla Congregazione per la dottrina della fede per vivere bene questo anno speciale. “Nell’Anno della fede occorre incoraggiare i pellegrinaggi dei fedeli alla Sede di Pietro, per professarvi la fede in Dio Padre, Figlio e Spirito Santo, unendosi con colui che è chiamato a confermare nella fede i suoi fratelli”.

GIORNATA DELLA GIOVENTÙ

Martedì 25 giugno c.a. ci diamo appuntamento a S. Cosmo Albanese per la XXVIII Giornata Diocesana della Gioventù.

“Andate e fate miei discepoli tutti i popoli” (Mt. 28,19).

L’Ufficio per la pastorale giovanile propone un itinerario di incontri da concordare, che accompagnerà la preparazione di questa giornata ma, soprattutto, aiuterà ad approfondire la dimensione missionaria come parte integrante della vita di fede dei giovani cristiani.

 RITIRO DEL CLERO

Giovedì 21 marzo, con inizio alle ore 9,30, si terrà il Ritiro di Clero nella Parrocchia “S. Giovanni Battista” ad Acquaformosa, Chiesa Madonna della Misericordia, con la meditazione tenuta da P. Pino Stancari. Invoco su ciascuno di Voi e sulle Vostre Comunità la Benedizione del Signore, augurando la Pace del Signore Risorto.

 

Lungro, 07 marzo 2013

 

+ Donato Oliverio

Vescovo

Circolare del Vescovo Donato, 11 gennaio 2013

Al Rev.mo Clero,

 alle Religiose e Fedeli laici

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Carissimi,

ogni Anno Nuovo porta con sé l’attesa di un mondo migliore. In tale prospettiva, preghiamo il Signore Dio, di concederci la concordia e la pace. Il testo del Messaggio del Santo Padre per la 46° Giornata Mondiale della pace ha per tema: “Beati gli operatori di pace”. Rileviamo la concretezza del messaggio di Benedetto XVI, che è estremamente aderente alla realtà. Il Papa constata l’esistenza di molteplici operatori di pace, in mezzo a tanti conflitti, tensioni e violenze nel mondo; nella spiegazione della beatitudine evangelica “beati gli operatori di pace”, sottolinea come si tratti di una promessa che è certezza, in quanto proviene da Dio, che già si realizza in questa vita. Indica il Papa chiaramente cosa devono fare gli operatori di pace: promuovere e difendere la vita nella sua integralità, quindi in tutte le dimensioni della persona umana; richiama l’attenzione sui problemi più urgenti, la retta visione del matrimonio, il diritto all’obiezione di coscienza, la libertà religiosa, la questione del lavoro e della disoccupazione, la crisi finanziaria, il ruolo della famiglia nell’educazione. L’aspetto educativo-pedagogico sta sempre a cuore alla Chiesa, la quale ha fra i suoi compiti quello di “formare le coscienze”.

IL PRESIDENTE DELL’AZIONE CATTOLICA ITALIANA HA VISITATO L’EPARCHIA DI LUNGRO

Martedì 8 gennaio 2013, attorniato dagli associati dell’Azione Cattolica della nostra Eparchia e da un buon numero di presbiteri che ringrazio, ho accolto, nella Cattedrale di S. Nicola di Mira, il Presidente dell’Azione Cattolica Italiana, Prof. Franco MIANO.

Ringrazio la Prof.ssa Domenica MARTINO, Presidente Diocesana AC.

Ho rivolto al Presidente i più sentiti ringraziamenti, a nome di tutti i fedeli della nostra Eparchia, per il lavoro che quotidianamente svolge a favore dell’AC e che la sua visita possa essere di arricchimento per le nostre comunità.

L’augurio è che la presenza dell’AC nella nostra Eparchia, che è significativa, possa contribuire a rinnovare il volto missionario della nostra Chiesa, a iniziare dalle nostre parrocchie e che in ogni comunità possa nascere e crescere l’AC.

 SETTIMANA DI PREGHIERA PER L’UNITÀ DEI CRISTIANI

18-25 gennaio 2013

“Quel che esige il Signore da noi” (cfr. Michea 6, 6-8)

Quest’anno la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani ci invita a riflettere sull’importantissimo e ben noto testo del profeta Michea: “…In realtà il Signore ha insegnato agli uomini quel che è bene quel che esige da noi: praticare la giustizia, ricercare la bontà e vivere con umiltà davanti al nostro Dio”.

Noi, come seguaci del “Dio della vita e della pace”, secondo l’Innologia dell’Oriente cristiano, dobbiamo camminare nel sentiero della giustizia, della misericordia e dell’umiltà.

“Come coinvolgimento dell’intera Eparchia, si celebri regolarmente in ogni comunità parrocchiale la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, adeguatamente preparata nel corso dell’anno con eventuali conferenze, gruppi di studio sugli altri cristiani e possibilmente con qualche presenza di fratelli non cattolici” (Sinodo Diocesano n° 305).

Domenica 20 gennaio a partire dalle ore 10,45

sarà trasmessa su RAI UNO dalla Cattedrale di Lungro,

la Divina Liturgia di S. Giovanni Crisostomo.

Siamo grati alla Conferenza Episcopale Italiana.

 

PENA CANONICA DI SOSPENSIONE TEMPORANEA NEI RIGUARDI DEL SACERDOTE GODINO FRANCESCO

In data 3 gennaio 2013 ho convocato il Consiglio Presbiterale Diocesano per trattare il doloroso caso del sacerdote Francesco Godino. Ho portato a conoscenza dei membri del Consiglio le lettere che gli ho scritto, nelle quali l’ho ammonito con fermezza e rimproverato paternamente, con la speranza di vederlo rientrare in sé stesso, come uomo, come battezzato, come sposo, come presbitero di questa Chiesa.

Ho dovuto dolorosamente prendere atto che gli sforzi attuati non sono risultati fruttuosi e che l’aiuto che gli è stato offerto non è valso a riportarlo sulla buona strada di un luminoso esempio di vita familiare e sacerdotale.

Visto e considerato che ha abbandonato sua moglie e non si è voluto ricongiungere ad essa e che si è allontanato dal luogo di missione, la Parrocchia Santa Maria di Costantinopoli di Macchia Albanese, provocando grave sconcerto dei fedeli, ho deciso di sospenderlo a divinis fino a quando non si ricongiungerà con colei che il Signore gli ha donato come corona e che lui ha accettato liberamente e consapevolmente e che gli ha donato l’imprescindibile consenso per accedere all’Ordine sacro.

IMEROLOGHION 2013

L’Eparchia di Lungro ha già messo in circolazione l’Imerologhion 2013, l’Ordo bizantino che regola le celebrazioni quotidiane dell’intero anno liturgico. È un servizio prezioso che l’Ufficio Liturgico Eparchiale rende alla Comunità. Quest’anno con una veste nuova.

Inoltre, in occasione dell’Anno della Fede – Viti i Besёs – una edizione tascabile dell’Imerologhion consente a chi lo utilizza di essere in sintonia con la vita della Chiesa e, ovunque ci si trova, di lodare il Signore in unione coi Santi venerati nel Calendario della nostra Chiesa bizantina e le preghiere di santificazione dei vari momenti della giornata.

Ringrazio Papàs Arcangelo Capparelli, direttore dell’ufficio liturgico eparchiale.

RADUNO DEI CATECHISTI DIOCESANI

Sabato 2 febbraio, Presentazione di Nostro Signore Gesù Cristo al Tempio, sono convocati in Cattedrale tutti i catechisti della Diocesi, alle ore 16,00.

Sarà un’occasione per ricordare il ventesimo anniversario della pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica con la consegna del compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica ed il mandato catechistico; inoltre per meglio valorizzare strumenti catechistici nell’ottica orientale consegneremo ai nostri catechisti un sussidio come strumento utile per il loro servizio alla Parola: Il Credo Niceno-Costantinopolitano.

Si auspica un rinnovato impegno da parte dell’Ufficio Catechistico che ha il dovere di curare la formazione dei catechisti sul piano dei contenuti della fede.

GIORNATA DEL MALATO

“Va e anche tu fa’ lo stesso” è il tema scelto dal Santo Padre per il Messaggio in occasione della XXI Giornata Mondiale del Malato.

Noi celebriamo la Giornata, Domenica 10 febbraio, alle ore 16,00 nel Santuario dei Ss. Medici Cosma e Damiano con l’Ufficio del Vespro.

RITIRO DEL CLERO

Giovedì 31 gennaio, nella Chiesa di San Girolamo di Castrovillari, con inizio alle ore 9,30 avrà luogo il Ritiro di Clero assieme ai Sacerdoti della Diocesi di Cassano all’Jonio.

Raccomando di partecipare, dando testimonianza di comunione e amore fraterno.

Sin d’ora ringraziamo Mons. Nunzio Galantino, per l’ospitalità e per la benevolenza, con il quale manteniamo una comunione affettiva ed effettiva.

 

Invoco su ciascuno di Voi e sulle Vostre Comunità la benedizione del Signore.

Lungro, 11 gennaio 2013

 

+ Donato Oliverio

Vescovo