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Circolare del Vescovo Donato, 5 maggio 2014

Al Rev.mo Clero,

 alle Religiose e Fedeli laici

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Carissimi,

i cinquanta giorni che corrono tra la Risurrezione del Signore e la discesa dello Spirito Santo sono chiamati nel rito bizantino tempo del Pentecostarion.

In tutto il periodo pasquale, fino al mercoledì precedente l’Ascensione,  si celebra la Risurrezione di Cristo, ogni celebrazione liturgica termina con questo saluto da parte del celebrante: “Christòs anèsti” – Cristo è risorto! – e i presenti rispondono “Alithòs anésti” – Veramente è risorto! – È una forma di catechesi popolare che vuole mettere in evidenza la centralità della Risurrezione di Cristo nella fede cristiana. L’uso di fatto si è esteso nel popolo. In quasi tutto l’Oriente bizantino quando i credenti si incontrano, anche per la strada, si scambiano questo saluto.

Il tema della Risurrezione costituisce il centro della predicazione e della catechesi cristiana di ogni tempo. La Risurrezione dà il senso definitivo alla vita.

La liturgia che attraverso la celebrazione eucaristica, attualizza continuamente, e annuncia sacramentalmente, la morte e la risurrezione di Cristo, nel tempo pasquale conferisce a questo tema un’accentuazione particolare.

Il periodo del Pentecostarion, oltre a far celebrare ininterrottamente la Risurrezione di Cristo, intende fare una catechesi sulla risurrezione dell’uomo attraverso il tema del Battesimo e della venuta dello Spirito Santo che trasfigura l’uomo a immagine e somiglianza di Dio.

PELLEGRINAGGIO IN ALBANIA

Un pellegrinaggio alle radici della Chiesa arbëreshë. È questo il senso della visita che ho compiuto in Albania dal 22 al 26 aprile scorso, accompagnato dal Vicario generale, Protopresbitero Pietro Lanza, dal Protopresbitero Antonio Bellusci, e da Papàs Sergio Straface, con la partecipazione del Sig. Franco Calimà.

All’arrivo siamo stati accolti da Illirjan Celibashi, presidente dell’Associazione “Pal Engjëlli”, e ministro per i Rapporti con il Parlamento, cui ha seguito la visita al Presidente della Repubblica, al primo ministro Edi Rama e al Sindaco di Tirana. Significativi gli incontri con i rappresentanti delle religioni presenti nel Paese: cattolici, ortodossi, protestanti musulmani, bektashani.

Siamo stati accolti nella sede della Chiesa ortodossa autocefala albanese, da sua Beatitudine Anastas Janullatos; dall’Arcivescovo cattolico di Tirana Mons. Rrok Mirdita; dal Nunzio apostolico in Albania, Arcivescovo Ramiro Moliner. Significativa la visita a Scutari dall’Arcivescovo Angelo Massafra, presidente della Conferenza Episcopale Albanese.

Abbiamo presentato in Albania la nostra Eparchia come una Chiesa viva. Una Chiesa che nel corso dei secoli è stata un baluardo ed una difesa per la fede cristiana cattolica, la lingua, la cultura albanese attraverso il mantenimento costante del rito bizantino-greco.

Tutto questo ci permette oggi di presentarci come portatori di una civiltà arbëreshe, che trasmette messaggi e valori di fratellanza, di amicizia, di collaborazione e di pace. La nostra Eparchia di Lungro, con tutti i paesi arbëreshë che la compongono, costituisce una mirabile e gloriosa corona che onora i secoli della nostra emigrazione e della nostra storia in terra italiana. Tanti uomini illustri della nostra Eparchia hanno trasmesso questi grandi valori anche nel campo letterario, artistico, culturale, sociale e politico.

Questa nostra visita riveste, per tutti questi motivi, una rilevanza storica e costituisce un momento di grande rilevanza sia ecumenica che sociale.

A ROMA PER I DUE PAPI SANTI

Domenica 27 aprile, di ritorno dall’Albania, accompagnato dal Protosincello, Protopresbitero Pietro Lanza, dal Protopresbitero Antonio Bellusci e da Papàs Sergio Straface, ho partecipato al rito della Canonizzazione dei “due Papi Santi”: Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Il Santo Padre ha definito San Giovanni XXIII “il Papa della docilità dello Spirito Santo” e San Giovanni Paolo II “il Papa della famiglia”. “Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II hanno collaborato con lo Spirito Santo per ripristinare e aggiornare la Chiesa secondo la sua fisionomia originaria, la fisionomia che le hanno dato i Santi nel corso dei secoli. Non dimentichiamo, ha detto il Papa, che sono proprio i Santi che mandano avanti e fanno crescere la Chiesa”.

 GIORNATA DIOCESANA DELLA GIOVENTÙ

Festa della Fede e della Fraternità

Vi aspetto con i vostri giovani a San Cosmo Albanese, il 2 giugno, alle ore 10,00; i partecipanti saranno invitati a riflettere su una delle Beatitudini: “Beati i poveri in spirito perché di essi è il Regno dei Cieli”, che Papa Francesco ha voluto come momento forte per la Giornata Mondiale della Gioventù 2014.

Non mancheranno momenti di allegria e convivialità. Sarà sicuramente un giorno intenso ed entusiasmante, e, come recita un passo del Vangelo: “Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, Io sono in mezzo a loro”.

 SCELTA DELL’OTTO PER MILLE

Siamo chiamati a sensibilizzare i fedeli perché con la prossima dichiarazione dei redditi i contribuenti vogliano destinare alla Chiesa Cattolica l’otto per mille. Molte contribuenti non danno ancora alcuna indicazione sulla destinazione dell’otto per mille. L’attenzione, dunque, è rivolta ai commercialisti e ai Caf che, entrando in contatto con queste persone, potrebbero sensibilizzarle sulle attività della Chiesa Cattolica. Un appello alla solidarietà e alla corresponsabilità, dunque, di chi si riconosce parte della Chiesa.

GIORNATA PER LA CARITÀ DEL PAPA

Domenica 29 giugno si celebrerà in Italia la Giornata per la carità del Papa, come segno di adesione alla sollecitudine del Successore di Pietro per le molteplici necessità della Chiesa universale e per le opere di carità in favore dei più bisognosi. È un gesto che ha valore non soltanto pratico, ma anche fortemente simbolico, come segno di comunione col Papa e di attenzione alle necessità dei fratelli.

In tutte le Chiese saranno raccolte offerte che il Papa destinerà liberamente alle sue opere di carità.

ASSEMBLEA ANNUALE E CORSO DI AGGIORNAMENTO

Dal 28 al 29 agosto del corrente anno, nella Parrocchia “S. Maria Assunta” di FRASCINETO, si terrà l’Assemblea Diocesana Annuale a cui siete tutti invitati a partecipare.

In questo anno pastorale come Anno di riflessione sulle principali tematiche del tempo liturgico attraverso una sintesi teologico-liturgico-pastorale, si cercherà di cogliere il valore della riscoperta di una liturgia così ricca e mistagogica come quella orientale, ma anche il significato di una rivisitazione dello spirito del nostro essere cristiani oggi, nel rivivere annualmente la Pasqua del Signore e l’anno liturgico come itinerario di fede. In questo anno pastorale dedicato alla Famiglia ci domandiamo come la famiglia vive l’anno liturgico.

GIORNATA SACERDOTALE REGIONALE

Come già annunciato precedentemente, il prossimo 5 giugno con inizio alle ore 10,00 celebreremo a Serra S. Bruno la Giornata Sacerdotale Regionale, in occasione del 500° anniversario del ritorno dei Certosini, con la meditazione di Enzo Bianchi, Priore della Comunità di Bose, che ci offrirà una riflessione sul sacerdozio.

 RITIRO DEL CLERO

Giovedì 15 maggio, con inizio alle ore 9,30 si terrà il Ritiro di Clero nella Parrocchia di S. Sofia d’Epiro, Chiesa “S. Atanasio il Grande”, con la meditazione tenuta da Don Lush GJERGJI.

Don Lush, una figura di spicco del mondo cattolico del Kosovo. Laureato in Filosofia, Teologia e Psicologia, è il sacerdote cattolico più noto e apprezzato nei Balcani. Uno dei maggiori conoscenti e tra i principali biografi di Madre Teresa di Calcutta.

Invoco su di Voi e sulle Vostre Comunità la Benedizione del Signore e la Pace del Signore Risorto.

 

Lungro, 05 maggio 2014

 

+ Donato Oliverio

Vescovo

Messaggio Pasqua 2014 del Vescovo Donato

Lettera al Popolo di Dio dell’Eparchia di Lungro per la Santa Pasqua

 

“Veniva nel mondo la luce vera…la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno vinta… (Gv. 1,9.5)

Così San Giovanni nel prologo del suo Vangelo, che nella Liturgia bizantina si legge la Domenica di Pasqua. I momenti dell’Incarnazione e della Croce e Risurrezione sono presentati come un tutto unico.

La Santa e Grande Domenica di Pasqua la Chiesa è qui a gridarci attraverso la Divina Liturgia che la luce ha dissipato le tenebre, la luce dissipa le tenebre, la luce dissiperà sempre le tenebre, perché nella storia dell’uomo c’è un fatto reale, unico, inimmaginabile: Gesù è risorto, ha vinto la morte, è luce eterna e vita senza fine, è il Vivente. Gesù è vivo.

La Chiesa attraverso la Liturgia in questo giorno Grande, Santo e Glorioso ci grida la vittoria del Signore Gesù sulle tenebre, sulla morte, su ogni morte.

La Chiesa attraverso i segni e le parole della Liturgia ci riconsegna tutta la gioia, la speranza e la forza della Risurrezione del Signore.

Ci ritroveremo nel buio della Chiesa, e fuori ancora nel buio della notte vedremo come una luce si leva, quella del cero pasquale, simbolo della luce di Cristo che si trasmette a tutti gli uomini: “Venite, prendete la luce dalla Luce che non tramonta e glorificate Cristo risorto dai morti”. Immagine eloquente della vita nuova che viene comunicata da Cristo risorto ed è espressa dalla magnificenza dei testi liturgici.

Guidati, poi, da questa luce rientriamo in Chiesa, si spalancano le porte e dalle ombre tenebrose della notte il celebrante, preceduto dalla Croce, rientra in Chiesa tutta illuminata con tutto il popolo e incomincia il Canone Pasquale di S. Giovanni Damasceno:

“Le donne mirofòre, sopraggiunte di buon mattino al sepolcro del Datore di vita,

trovarono l’angelo seduto sulla pietra che rivolgendo loro la parola così diceva:

Perché cercate il Vivente tra i morti?

Perché piangete l’Incorruttibile, come se fosse nella corruzione?

Andate ad annunziare ai suoi discepoli: Cristo è risorto dai morti!”.

Insieme agli occhi illuminati dalla luce, anche il cuore viene invitato a destarsi alla gioia, alla luce del Signore Risorto. Proprio nel crescere della gioia viene espresso con il canto l’esultanza dello spirito perché la luce di Cristo si è levata.

È fonte di tanta consolazione entrare, nei testi liturgici, dove non solo la morte e la vita misteriosamente si scontrano, ma la Risurrezione di Gesù aleggia e pervade l’ambiente, come l’effondersi di un profumo d’invincibile valore.

Il profumo è il segno dell’amore con cui la comunità nuova, la Chiesa, circonda il Maestro. Viene effuso dal celebrante al termine del canto degli Enkomia= Lamentazioni, in un gesto di tale portata che pervade l’anima e il cuore; è la presenza del profumo. La Risurrezione come profumo che si espande, dove l’amore diventa icona e movimento di bellezza piena.

Sembra proprio che questo segno alluda alla necessità che oggi la vita cristiana si converta in profumo prezioso. Il mondo ha bisogno di noi, non può fare a meno del nostro “esserci” come “profumo”. Profumo e profezia di risurrezione, come amore versato nella quotidianità dei giorni, profumo di vita.

Papa Francesco ci invita a vivere nell’intensità e nel raccoglimento la Santa Pasqua quando afferma: “Gesù Risorto entri nella tua vita: Lui è la vita! Se fino ad ora sei stato lontano da Lui, fa un piccolo passo: ti accoglierà a braccia aperte. Se sei indifferente, accetta di rischiare: non sarai deluso. Se ti sembra difficile seguirlo, non avere paura, affidati a Lui, stai sicuro che Lui ti è vicino, è con te e ti darà la pace che cerchi e la forza per vivere come Lui vuole”.

“Fare memoria di quello che Dio ha fatto e fa per me, per noi, spalanca il cuore alla speranza per il futuro. Impariamo a fare memoria di quello che Dio ha fatto nella nostra vita!”.

Invochiamo l’intercessione della Vergine Maria, che custodiva ogni avvenimento nel suo cuore e chiediamo al Signore che ci renda partecipi della sua Risurrezione: ci apra alla sua novità che trasforma, alle sorprese di Dio, tanto belle; ci renda uomini e donne capaci di fare memoria di ciò che Egli opera nella nostra storia personale e in quella del mondo; ci renda capaci di sentirlo come il Vivente, vivo e operante in mezzo a noi; ci insegni ogni giorno a non cercare tra i morti Colui che è vivo.

A tutti Voi il mio Augurio cordialissimo di Buona Pasqua. Christòs anèsti – Cristo è risorto – Krishti u ngjallё.

Lungro, 13 aprile 2014

 

+ Donato Oliverio

Vescovo

Circolare del Vescovo Donato, 1 aprile 2014

Al Rev.mo Clero,

 alle Religiose e Fedeli laici

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Carissimi,

coronamento degno della Quaresima è la Domenica delle Palme, che introduce già nell’atmosfera tesa della Grande e Santa Settimana. Il credente che ha sottostato alla fatica del digiuno, esercitandosi all’umiltà e all’amore, nella penitenza e nella preghiera, viene ora invitato a vivere con Cristo la sua Passione e Risurrezione. La Liturgia greca si pone come meta di giungere a questi giorni salutari e di condurre i fedeli ad adorare i patimenti di Cristo e la sua Risurrezione.

Da sempre la Grande e Santa Settimana è vissuta nelle nostre comunità come centro dell’Anno Liturgico, momento forte della pietà religiosa del nostro popolo, e le sacre funzioni di questa settimana sono frequentate anche da persone lontane, di solito, dalla pratica religiosa.

Ogni giorno di questa settimana viene chiamato Grande – e Madhe – per la particolare importanza che la Chiesa bizantina assegna alla commemorazione degli ultimi giorni della vita di Gesù, i misteri della sua Passione, Morte, Sepoltura e Risurrezione. In questa settimana vengono ricordati, meditati, rivissuti i momenti culminanti della vita terrena di Cristo, la sua Passione salvifica, l’istituzione dei venerandi Misteri, la morte e la sepoltura, che precede e prelude la sua gloriosa Risurrezione.

I sentimenti più comuni sono amore e stupore: l’anima cristiana rimane stupita davanti alle meraviglie operate da Dio nel creato; ma molto più stupenda è la prova d’amore che Egli ci dà nella sua volontaria Passione. La gratuità dell’amore di Dio nei nostri confronti, è un amore infinito e costantemente fedele, nonostante i nostri ripetuti tradimenti. La prova più sublime dell’amore di Cristo, del “Filàntropos”, consiste soprattutto nell’offerta totale di sé al Padre per la nostra salvezza, e poi nel dono del suo adorabile mistero, l’Eucaristia. Il ricordo però non è una pura rievocazione; l’evento della passione di Cristo è celebrato come attuale, presente e sempre vivo: il “simeron – oggi”, più volte ripetuto, vuole testimoniare la certezza della presenza attuale, in mezzo a noi, di Cristo sofferente e glorioso.

“La celebrazione dei riti della Settimana Santa avvenga dappertutto con il più grande decoro e solennità, evitando soprattutto che ci siano da parte dei fedeli manifestazioni religiose non in accordo con l’autorità ecclesiastica competente. Siano valorizzati e adoperati i canti popolari albanesi (Kalimere) dove sono bene conservati”. (dalle Dichiarazioni e Decisioni della 1ª Assemblea Eparchiale n. 131).

 COLLETTA PER LE OPERE DELLA TERRA SANTA

Il 5 marzo 2014, in vista della tradizionale Colletta di Quaresima in favore dei cristiani di Terra Santa, il prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, il Cardinale Leonardo Sandri, ha fatto pervenire una lettera all’episcopato della Chiesa Cattolica.

Un testo che invita i Vescovi a promuovere nelle proprie diocesi, in occasione del Venerdì Santo, che quest’anno cade il 18 aprile, una raccolta di offerte interamente destinata ai cristiani di Terra Santa.

“L’unità in Cristo Redentore ci spinge – scrive il Cardinale – a promuovere anche quest’anno l’importante iniziativa della Collecta Pro Terra Sancta, adempiendo al debito della Chiesa Universale verso quella Chiesa Madre. Papa Francesco lo ha ribadito ricevendo i Patriarchi, gli Arcivescovi Maggiori, i Padri Cardinali e i Vescovi nella Sessione Plenaria della Congregazione per le Chiese Orientali: “Il mio pensiero si rivolge in modo speciale alla terra benedetta in cui Cristo è vissuto, morto e risorto. In essa la luce della fede non si è spenta, anzi risplende vivace. È  ‘la luce dell’Oriente’ che ‘ha illuminato la Chiesa Universale, sin da quando è apparso su di noi un sole che sorge (Lc. 1,78), Gesù Cristo, nostro Signore. Ogni cattolico ha perciò un debito di riconoscenza verso le Chiese che vivono in quella regione. Da esse possiamo, fra l’altro, imparare la fatica dell’esercizio quotidiano di spirito ecumenico e dialogo interreligioso”.

Ancora oggi la Colletta è la fonte principale per il sostentamento della loro vita e delle loro opere, secondo la volontà sollecita dei Sommi Pontefici, i quali, specie nell’imminenza del Venerdì Santo, hanno sempre esortato a gesti di autentica carità fraterna.

“Tanti fratelli e sorelle nella fede stanno scrivendo una pagina della storia con “l’ecumenismo del sangue”, che li affratella, e noi vogliamo essere al loro fianco con ogni sollecitudine”.

 GIORNATA DELLA GIOVENTÙ

Lunedì 2 giugno c.a. ci diamo appuntamento a S. Cosmo Albanese per la XXIX Giornata Diocesana della Gioventù.

Il Direttore dell’Ufficio della Pastorale Giovanile, Papàs Elia Hagi, propone un itinerario di incontri da concordare al prossimo Ritiro di Clero.

Il Messaggio di quest’anno ha come titolo: “Beati i poveri in spirito, perché di essi è il Regno dei cieli” (Mt. 5,3).

Papa Francesco nel suo Messaggio spiega ai giovani che la povertà di spirito è “una benedizione” perché  è la via scelta da Gesù per donarsi agli uomini. Per farne uno stile di vita, il Santo Padre suggerisce ai giovani di vivere nella sobrietà liberandoci “dalla brama di avere, dal denaro idolatrato e poi sprecato”; di vincere l’indifferenza, incontrando i poveri, guardandoli e ascoltandoli; vivendo come Chiesa povera che evangelizza i poveri.

La povertà di spirito, esaltata nelle beatitudini del Vangelo, è portatrice di “novità rivoluzionaria”, di felicità opposta al “pensiero dominante”; lungi dall’essere una felicità “a basso prezzo”, che rende schiavi, essa è segno di forza.

 RITIRO DEL CLERO

Giovedì 10 aprile, con inizio alle ore 9,30 si terrà il Ritiro di Clero nella Parrocchia “S. Giovanni Battista” ad Acquaformosa, con la meditazione tenuta da P. Pino Stancari.

Invoco su ciascuno di Voi e sulle Vostre Comunità la Benedizione del Signore, augurando la Pace del Signore Risorto.

 

Lungro, 01 aprile 2014

 

+ Donato Oliverio

Vescovo

Circolare del Vescovo Donato, 5 marzo 2014

Al Rev.mo Clero,

 alle Religiose e Fedeli laici

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Carissimi,

è iniziato il periodo della Grande Quaresima, tempo di rinnovamento, di purificazione e, cosa più importante, tempo per prepararsi a ricevere la grazia divina risanatrice.

Portiamo sulle spalle il fardello delle nostre debolezze, dei peccati, della nostra imperfezione. Chi di noi non sa quante volte abbiamo cercato di liberarci dai nostri peccati, ma di nuovo ci hanno oppresso e noi abbiamo proseguito il nostro cammino sempre più piegati. Ma il Signore ci dice di essere Lui l’unica porta attraverso cui accedere al Regno della purezza e della luce. Soltanto rivolgendoci a Lui, solo trovando nella preghiera la forza della sua grazia possiamo tornare a vivere, trasfigurarci, diventare altri. Ma bisogna prepararsi a questo. I Padri della Chiesa riferiscono che per vincere la potenza del divisore, ci vogliono preghiera e digiuno (cf. Mt. 17,21). Con il digiuno si ottiene infatti il dominio di sé, digiuno fisico e spirituale; digiuno dal cibo e dai peccati. Con il digiuno l’uomo tiene viva la sua natura spirituale, la sua identità di uomo. Ed ecco che la Chiesa ci regala un periodo bellissimo, quello della Grande Quaresima, che si protrae per sette settimane e che prepara la gioia della Resurrezione.

“Secondo la tradizione bizantina, la liturgia eucaristica in Quaresima si celebra solo il sabato e la domenica e nella festa dell’Annunciazione; gli altri giorni sono aliturgici  . Il mercoledì e il venerdì si celebri la liturgia dei Presantificati”. Si celebri nei giorni stabiliti “l’Ufficiatura dell’Akathistos” (Assemblea Eparchiale – Sinodo Diocesano, nn.125-126). Le domeniche quaresimali sono dedicate a personaggi e realtà che danno forza ai fedeli nella loro lotta spirituale. Nella Chiesa orientale la prima domenica è dedicata ad argomenti storici e simbolici: dell’Ortodossia, la retta fede costituisce la base della vita spirituale. Seguono le domeniche dei grandi asceti: Gregorio Palamas, Giovanni Climaco e infine Maria Egiziaca. Al centro del tempo quaresimale si trova la Domenica dell’adorazione della Croce. La Croce costituisce il simbolo della vita cristiana, una vita di dedizione a Dio e di libertà in Cristo. Per questo viene espressamente ricordata ai fedeli l’umiltà, che rese gradita perfino la preghiera del pubblicano, mentre viene stigmatizzata l’ipocrisia farisaica.

La strutturazione liturgica della Quaresima suscita un senso di attesa della salvezza in Cristo. Le letture dell’Antico Testamento accrescono questa sensazione. Ma l’Antico Testamento conduce a Cristo, che venne a salvare il mondo.

Il credente ha bisogno di ricordarsi che vivrà e rivivrà ancora il mistero della salvezza e della propria rinascita, per non lasciarsi indurre a dimenticare.

 MESSAGGIO DI PAPA FRANCESCO PER LA QUARESIMA

Si è fatto povero per arricchirci con la sua povertà.

(cfr. Cor. 8,9)

Il testo del Messaggio del Papa per la Quaresima 2014 è dedicato al tema della povertà e alla povertà di Cristo in particolare, un concetto molto caro a Papa Francesco. “Infatti la visione cristiana della povertà non è la stessa che governa il comune sentire. Troppo spesso si considera la povertà semplicemente nella sua dimensione sociologica e la si comprende come mancanza di beni. Inoltre il concetto di ‘Chiesa povera per i poveri’ viene spesso evocato come forma di contestazione alla Chiesa, purtroppo anche opponendo una Chiesa dei poveri, una Chiesa buona, una Chiesa che fa il bene, una Chiesa la cui missione principale sarebbe quella della promozione sociale, ad una Chiesa della predicazione e della verità, ad una Chiesa dedita alla preghiera e alla difesa della dottrina e della morale”.

“Il primo riferimento per un cristiano per capire la povertà infatti è Cristo, che si è fatto povero per arricchirci della sua povertà. La scelta della povertà da parte di Cristo ci suggerisce che esiste una dimensione positiva della povertà, che peraltro risuona anche nel Vangelo, che proclama beati i poveri. È evidente che in questa dimensione della povertà c’è un aspetto di spoliazione e di rinuncia. Ma ciò è possibile perché la vera ‘ricchezza di Gesù è il suo essere il Figlio’. Non pensiamo di mettere a posto le nostre coscienze borghesi – vuole dire il Papa – denunciando la mancanza di beni di altri o denunciando la povertà come sistema. Il messaggio quaresimale si diffonde su una distinzione importante tra povertà e miseria. Non è la povertà, che è un atteggiamento evangelico, ma è la miseria che vogliamo combattere. Il Santo Padre nel suo discorso enumera tre tipi di miseria: la miseria materiale, la miseria morale e la miseria spirituale. La prima ‘tocca quanti vivono in una condizione non degna della persona umana. Di fronte a questa miseria la Chiesa offre il suo servizio, la sua diakonìa, per andare incontro ai bisogni e guarire queste piaghe che deturpano il volto dell’umanità’. La miseria morale ‘consiste nel diventare schiavi del vizio e del peccato’. Questa ‘forma di miseria, che è anche causa di rovina economica, si collega sempre alla miseria spirituale, che ci colpisce quando ci allontaniamo da Dio e rifiutiamo il suo amore”.

“Questo tempo di Quaresima trovi la Chiesa intera disposta e sollecita nel testimoniare a quanti vivono nella miseria materiale, morale e spirituale il messaggio evangelico, che si riassume nell’annuncio dell’amore del Padre misericordioso, pronto ad abbracciare in Cristo ogni persona. Potremo farlo nella misura in cui saremo conformati a Cristo, che si è fatto povero e ci ha arricchiti con la sua povertà”.

VEGLIA DIOCESANA DI PREGHIERA MISSIONARIA

L’Ufficio Missionario Diocesano, anche quest’anno, ha programmato per la terza Domenica di Quaresima – Adorazione della Santa e Vivificante Croce – una Veglia diocesana di preghiera missionaria.

Ci incontreremo Domenica 23 marzo p.v., a S. Giorgio Albanese, nella Chiesa Parrocchiale di S. Giorgio Megalomartire, alle ore 16,30.

Animerà l’incontro Don Alberto Brignoli, Vice Direttore di Missio, con la meditazione su: “La forza missionaria della preghiera”. Ringrazio la responsabile dell’Ufficio Diocesano Missionario, Professoressa Angela Castellano Marchianò, per l’impegno e la dedizione.

RITIRO DEL CLERO

Giovedì 20 marzo, con inizio alle ore 9,30 si terrà il Ritiro di Clero nella Parrocchia “Giovanni Battista” ad Acquaformosa, con la meditazione tenuta da P. Pino Stancari.

Invoco su ciascuno di Voi e sulle Vostre Comunità la Benedizione del Signore.

Lungro, 05 marzo 2014

 

+ Donato Oliverio

Vescovo

Circolare del Vescovo Donato, 3 febbraio 2014

Al Rev.mo Clero,

 alle Religiose e Fedeli laici

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Carissimi,

in armonia con il profondo sentimento comunitario della Chiesa, quest’anno il 22 febbraio, si ricordano coloro che si sono addormentati nella fede e coloro che sono stati strappati prematuramente alla vita. Alla commemorazione dei defunti è dedicato il sabato precedente la domenica di Carnevale “il sabato delle anime”, è il grande giorno di preghiera della Chiesa per i suoi fratelli defunti; la vigilia di Pentecoste,  è il secondo sabato delle anime nel corso dell’anno liturgico.

La Chiesa ci invita a fare la commemorazione universale “di tutti quelli che si sono addormentati nella speranza della resurrezione e della vita eterna”. I morti si trovano già, prima del giudizio finale, nel tempo eterno che verrà: “aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà”. (Credo niceno-costantinopolitano)

La Chiesa prega incessantemente per i suoi figli e non solo per coloro che sono ancora in vita, ma anche per quanti sono già morti. Al Signore Gesù, ricco di misericordia e amico degli uomini, si chiede di essere clemente nel giorno del giudizio e di concedere ai defunti il riposo nel seno di Abramo, nelle tende dei giusti, là dove non esiste né dolore, né gemito, ma vita eterna.

La Chiesa fin dai primi tempi ha coltivato con una grande pietà la memoria dei defunti e ha offerto per loro suffragi, in particolare il sacrificio eucaristico: “Ricordati anche di tutti quelli che si sono addormentati nella speranza della resurrezione per la vita eterna. E fa che riposino ove risplende la luce del tuo volto” (dalla liturgia di S. Giovanni Crisostomo).

Il rito dei “collivi”, in occasione della commemorazione dei defunti deve essere conservato e introdotto, ha un profondo significato mistico: come il chicco di grano per germogliare ha bisogno di essere sotterrato, così coloro che devono essere partecipi dell’eterna beatitudine devono prima subire la morte. Questo simbolismo è ispirato al ben noto passo evangelico: “Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto” (Gv. 12, 24).

 XXII GIORNATA MONDIALE DEL MALATO

Fede e carità: “Anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli” (1 Giov. 3,16)  è il tema scelto dal Santo Padre per il Messaggio in occasione della XXII Giornata Mondiale del Malato.

“La Chiesa – scrive il Papa – riconosce in voi, cari ammalati, una speciale presenza di Cristo sofferente…Il Figlio di Dio fatto uomo non ha tolto dall’esperienza umana la malattia e la sofferenza, ma, assumendole in sé, le ha trasformate e ridimensionate. Ridimensionate, perché non hanno più l’ultima parola, che invece è la vita nuova in pienezza; trasformate, perché in unione a Cristo da negative possono diventare positive. Gesù è la via, e con il suo Spirito possiamo seguirlo. Come il Padre ha donato il Figlio per amore, e il Figlio ha donato se stesso per lo stesso amore, anche noi possiamo amare gli altri come Dio ha amato noi, dando la vita per i fratelli”.

Noi celebriamo la Giornata, Domenica 16 febbraio, alle ore 16,30 nel Santuario dei Ss. Medici Cosma e Damiano con l’Ufficio del Vespro.

Il responsabile dell’Ufficio Diocesano per la pastorale della salute, il Protopresbitero Mario Aluise, ha già distribuito il materiale occorrente.

RITIRO DEL CLERO

Giovedì 27 febbraio, con inizio alle ore 9,30 avrà inizio il Ritiro di Clero nella Parrocchia “S. Giovanni Battista” ad Acquaformosa, con la meditazione tenuta da Mons. Antonio DONGHI, docente di Liturgia e di Teologia Sacramentaria.

Invoco su ciascuno di Voi e sulle Vostre Comunità la benedizione del Signore.

Lungro, 03 febbraio 2014

 

+ Donato Oliverio

Vescovo

Circolare del Vescovo Donato, 7 gennaio 2014

Al Rev.mo Clero,
alle Religiose e Fedeli laici
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Carissimi,
abbiamo celebrato la Santa Teofania di nostro Signore Gesù Cristo, (festa del Battesimo di Gesù e della manifestazione della Santissima Trinità), una festa che chiude un periodo denso, pieno di feste, di solennità. Il Natale e l’Epifania, due avvenimenti separati da trent’anni nella vita di Gesù, formano nella vita liturgica un unico tempo festivo.
La vera festa dà senso alla nostra vita; se noi in queste settimane ci siamo posti in ascolto, umile, semplice, della Parola del Signore, abbiamo contemplato il Figlio di Dio che è diventato uomo ed è venuto in mezzo a noi; se siamo riusciti a fare spazio alla nascita di Dio dentro di noi e nella nostra vita, allora io credo che la festa ci abbia rigenerati, e ci ritroviamo ancora una volta a riprendere un cammino bello, ma felici di averle vissute: il Natale, la festa di S. Giuseppe (la domenica dopo Natale), la Circoncisione, la festa di S. Basilio il Grande, la Teofania, abbiamo contemplato questa ricerca di un Dio che è vicino a noi e possiamo dire con i testi liturgici: nella precedente festa ti abbiamo visto bambino, in questa ti vediamo perfetto, essendo Dio nostro perfetto.
Nella Teofania, appare la Trinità, parla Iddio: Questi è il mio Figlio prediletto nel quale mi sono compiaciuto. Nel Battesimo sulle rive del Giordano si ha la più grandiosa proclamazione di Gesù come Figlio di Dio e si ha la prima rivelazione di Dio come Trinità e la prima manifestazione dello Spirito Santo, così come dicono i testi liturgici: La voce del Padre ti rese testimonianza, chiamandoti figlio prediletto; e lo Spirito, in forma di colomba, rendeva ancor più certa l’infallibilità di quella parola.
Dunque nella Teofania, la Chiesa orientale festeggia il Battesimo di Gesù e la manifestazione delle Santissima Trinità.
La Chiesa latina, invece, nella Epifania prende in considerazione un altro avvenimento della vita di Gesù: l’adorazione dei Magi a Cristo, Dio e Salvatore e si considera l’Epifania, come manifestazione di Cristo Salvatore anche agli uomini lontani, quali erano i Magi.

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
PER LA GIORNATA MONDIALE DELLA PACE 2014

“Fraternità, fondamento e via per la pace” è il titolo del Messaggio di Papa Francesco per la 47ª Giornata Mondiale della Pace.
Sin dall’inizio del suo ministero di Vescovo di Roma, il Papa ha sottolineato l’importanza di superare una “cultura dello scarto” e di promuovere la “cultura dell’incontro”, per camminare verso la realizzazione di un mondo più giusto e pacifico. La fraternità, dono e impegno che viene da Dio Padre, sollecita ad essere solidali contro le diseguaglianze e la povertà che indeboliscono il vivere sociale, a prendersi cura di ogni persona, specie del più piccolo ed indifeso, ad amarla come se stessi, con il cuore stesso di Gesù Cristo. In un mondo che accresce costantemente la propria interdipendenza, essa è un bene che va sempre più globalizzato per vincere l’espansione dell’indifferenza e che deve penetrare in tutti gli aspetti della vita, compresi l’economia, la finanza, la società civile, la politica, la ricerca, lo sviluppo, le istituzioni pubbliche e culturali.
Nel Messaggio, il Santo Padre si chiede “perché nel mondo di oggi ci sia una tale mancanza di fraternità. L’egoismo ci ha resi ciechi davanti alla fondamentale fraternità? La paura e la competitività hanno avvelenato la nostra incomparabile dignità di figli e figlie di Dio, e così fratelli e sorelle l’uno dell’altro?”.
“Come possiamo mancare di riconoscere che siamo fratelli e sorelle, poiché tutti abbiamo lo stesso Padre? Come possiamo mancare di riconoscere che Gesù Cristo, il Figlio di Dio, è nostro fratello? Con la sua Croce e Risurrezione, Egli ha riparato un’umanità distrutta e continuamente offre ad ognuno la promessa della salvezza!”.

SETTIMANA DI PREGHIERA PER L’UNITÀ DEI CRISTIANI
18-25 gennaio 2014
“Cristo non può essere diviso”
(cfr. 1 Cor. 1,1-17)

È questa la forte affermazione dell’apostolo Paolo che il Comitato formato da rappresentanti del Consiglio ecumenico delle Chiese e della Chiesa cattolica pone alla nostra riflessione per la preghiera comune di quest’anno.
È un ammonimento che riceviamo comprendendolo nel contesto in cui l’apostolo lo pronuncia: quello di una comunità che ha bisogno di ritrovare l’essenziale della propria fede. Paolo ricorda che l’amore è la via della perfezione. A chi vuole raggiungere le più alte vette della spiritualità, Paolo ricorda che lo Spirito del Signore agisce con potenza laddove un qualsiasi credente afferma con le parole ed i fatti che Gesù è il Signore.
“Un mezzo particolarmente espressivo di partecipazione di tutto il popolo di Dio al movimento ecumenico è la preghiera…Pertanto si celebri solennemente la ‘Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani’, adeguatamente preparata e vissuta, anche in comunione con i fratelli di altre Chiese e Comunità ecclesiali”. (II Sinodo intereparchiale, art. 589).
Domenica 26 gennaio a partire dalle ore 10,45 verrà trasmessa su RAI UNO dalla Chiesa Parrocchiale di S. Costantino il Grande, in S. Costantino Albanese, (PZ) la Divina Liturgia di S. Giovanni Crisostomo in lingua albanese.
Siamo grati alla Conferenza Episcopale Italiana.

2 FEBBRAIO: XVIII GIORNATA PER LA VITA CONSACRATA

Quest’anno tutte le Religiose dell’Eparchia sono invitate in Cattedrale, il 2 febbraio p.v. alle ore 10,30 per la celebrazione della Divina Liturgia, in occasione della XVIII Giornata per la vita consacrata, festa della Presentazione di Nostro Signore Gesù Cristo al Tempio.
Dopo la Liturgia ci ritroveremo nei locali delle Suore di Lungro per un momento di agape fraterna.
Vivendo con fedeltà la Vostra vocazione tenete vivo, nella Chiesa, il senso della fedeltà al Vangelo.
Voi che avete abbracciato una speciale consacrazione, siate testimoni e annunciatrici delle fede con la qualità della Vostra vita spirituale, della Vostra vita comunitaria, e del Vostro servizio al prossimo.

RITIRO DEL CLERO

Giovedì 23 gennaio, nella Chiesa del SS. Salvatore di Lungro, con inizio alle 9,30, avrà luogo il Ritiro di Clero assieme ai Sacerdoti della Diocesi di Cassano all’Jonio.
La meditazione sarà tenuta da P. Rosario SCOGNAMIGLIO O.P., su: La dimensione ecumenica nel Catechismo della Chiesa Cattolica.
P. Rosario è docente di Teologia Patristica e Direttore del Centro Ecumenico Domenicano di Atene.
Raccomando di partecipare, dando testimonianza di comunione e amore fraterno.
Sin d’ora ringraziamo Mons. Nunzio Galantino, Vescovo di Cassano all’Jonio nominato dal Santo Padre Francesco, con data 28 dicembre 2013, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana ‘ad interim’.
Esprimiamo la nostra gioia e le nostre congratulazioni, certi che il suo nuovo ruolo, tanto delicato quanto importante, specie nell’attuale contesto storico della Chiesa che è in Italia, sarà determinante nell’azione della CEI e in comunione con Papa Francesco e il Presidente dei Vescovi italiani, cardinale Angelo Bagnasco.
“Siamo grati al Santo Padre che ha guardato con un occhio di grande benevolenza alla nostra terra calabra – scrive l’Arcivescovo di Cosenza-Bisignano, Salvatore Nunnari, Presidente della Conferenza Episcopale Calabra – la delicata lettera del Santo Padre alla Diocesi di Cassano mostra quanto il Papa pone attenzione alle Chiese locali”.
Nell’augurare Buon Anno, invoco su ciascuno di Voi e sulle Vostre Comunità la Benedizione del Signore.

Lungro, 07 gennaio 2014

+ Donato Oliverio
Vescovo

Messaggio Natale 2013 del Vescovo Donato

Lettera al Popolo di Dio dell’Eparchia di Lungro per il Santo Natale

Cristo nasce, rendete gloria;

Cristo scende dai cieli, andategli incontro;

Cristo è sulla terra, elevatevi.

Cantate al Signore da tutta la terra,

e con letizia celebratelo, o popoli, perché si è glorificato.

Questa strofa del Canone natalizio di San Cosma di Maiuma (760), nella Chiese dell’Oriente bizantino, viene cantata con particolare esultanza nel giorno della festa della Natività secondo la carne del Signore, Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo.

È la festa più cara a tutti i fedeli, caratterizzata da spirituale letizia e da una innografia ricca e bella.

Preparandoci a celebrare con gioia la nascita del Salvatore nelle nostre famiglie e nelle nostre comunità ecclesiali, sia impegno di tutti cogliere il valore delle tradizioni natalizie, che fanno parte del patrimonio della nostra fede e della nostra cultura, per trasmetterle alle nuove generazioni. In particolare, nel vedere strade e case addobbate da luminarie sfolgoranti, ricordiamo che queste luci ci richiamano ad un’altra luce, invisibile agli occhi, ma non al cuore. Mentre le ammiriamo, mentre accendiamo le candele nelle Chiese o l’illuminazione del presepe e dell’albero di Natale nelle case, si apra il nostro animo alla vera luce spirituale recata a tutti gli uomini di buona volontà. Il Dio con noi, nato a Betlemme dalla Vergine Maria, è la Luce della nostra vita!

Il Vangelo ci racconta che ai pastori apparve la gloria di Dio e “li avvolse di luce”. Dove compare la gloria di Dio, là si diffonde nel mondo la luce. Sì, nella grotta di Betlemme è apparsa la grande luce che il mondo attende. In quel Bimbo giacente nella grotta, Dio mostra la sua gloria – la gloria dell’amore – che dà in dono se stesso e che si priva di ogni grandezza per condurci sulla via dell’amore.

La luce di Betlemme non si è mai spenta. Lungo tutti i secoli ha toccato uomini e donne, “li ha avvolti di luce”. Dove è spuntata la fede in quel Bambino, lì è sbocciata anche la carità – la bontà verso gli altri, l’attenzione premurosa per i deboli ed i sofferenti, la grazia del perdono. A partire da Betlemme una scia di luce, di amore, di verità pervade i secoli. Se guardiamo ai Santi vediamo questa corrente di bontà, questa via di luce che, sempre di nuovo, si infiamma al mistero di Betlemme, a quel Dio che si è fatto Bambino.

Dobbiamo sottrarci all’illusione che un gesto esteriore di fede possa metterci in pace con la nostra coscienza o che un momento di commozione religiosa possa placare la provocazione che viene dal Natale. Il messaggio del Natale ci spinge all’unione vera con Cristo e con i fratelli nella ricchezza delle opere che nascono dall’amore. È la nascita dell’uomo alla vita di Dio.

Celebrare il Natale non è solo ricordare. L’annuncio dell’angelo ai pastori: “Oggi è nato per voi un Salvatore” (Lc. 2,11) continua ad essere attuale. La salvezza che tutti cerchiamo, angustiati per la crisi occupazionale ed economica, o sofferenti per i problemi di salute, o per le difficoltà familiari e sociali, è ancora possibile. Dio vuole essere ancora presente nella nostra vita e viene a salvarci.

“Che cosa dobbiamo fare?” chiedevano a Giovanni Battista. E lui proponeva la condivisione, l’onestà, il rispetto per tutti. È così che possiamo spianare la strada alla presenza di Dio nella nostra vita. In questo tempo di crisi ci arrabattiamo a cercare soluzioni, spesso dimenticando che non sono i grandi progetti a risolvere i problemi, se poi ciascuno smette di fare bene il proprio dovere, con dedizione, giustizia e carità. La nascita di Gesù Cristo ci dice che non siamo mai soli, Dio è entrato nella nostra umanità e ci accompagna.

Quel Bambino nato a Betlemme è la nostra unica speranza di salvezza.

Con questi sentimenti, esortandovi a mantenere vivo lo stupore interiore nella fervida attesa per la celebrazione della nascita del Salvatore, formulo i più cordiali Auguri di un Santo Natale a tutti voi, ai vostri familiari, e a quanti vi sono cari.

Buon Natale e Buon Anno a tutti.

Lungro, 16 Dicembre 2013

 

+ Donato Oliverio

Vescovo

Circolare del Vescovo Donato, 10 dicembre 2013

Al Rev.mo Clero,

 alle Religiose e Fedeli laici

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Carissimi,

“La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù”: inizia così l’Esortazione apostolica “Evangelii Gaudium” con cui Papa Francesco sviluppa il tema dell’annuncio del Vangelo nel mondo attuale.

“Desidero indirizzarmi ai fedeli cristiani – scrive il Papa – per invitarli a una nuova tappa evangelizzatrice marcata da questa gioia e indicare vie per il cammino della Chiesa nei prossimi anni”. Si tratta di un accorato appello a tutti i battezzati perché con nuovo fervore e dinamismo portino agli altri l’amore di Gesù in uno “stato permanente di missione”, vincendo “il grande rischio del mondo attuale”: quello di cadere in “una tristezza individualista”.

Il Papa invita a “recuperare la freschezza originale del Vangelo”, trovando “nuove strade” e “metodi creativi”, a non imprigionare Gesù nei nostri “schemi noiosi”. Occorre “una conversione pastorale e missionaria, che non può lasciare le cose come stanno”. In questo rinnovamento non bisogna avere paura di rivedere consuetudini della Chiesa “non direttamente legate al nucleo del Vangelo, alcune molto radicate nel corso della storia”.

Segno dell’accoglienza di Dio è “avere dappertutto Chiese con le porte aperte” perché quanti sono in ricerca non incontrino “la freddezza di una porta chiusa”. “Nemmeno le porte dei Sacramenti si dovrebbero chiudere per una ragione qualsiasi”. Così, l’Eucaristia “non è un premio per i perfetti ma un generoso rimedio e un alimento per i deboli. Queste convinzioni hanno anche conseguenze pastorali che siamo chiamati a considerare con prudenza e audacia”.

Il Papa lancia un appello alle comunità ecclesiali a non cadere nelle invidie e nelle gelosie: “all’interno del Popolo di Dio e nelle diverse comunità, quante guerre!”. “Chi vogliamo evangelizzare con questi comportamenti?”.

Affrontando il tema dell’inculturazione, ricorda che “il cristianesimo non dispone di un unico modello culturale” e che il volto della Chiesa è “pluriforme”. Il Papa ribadisce “la forza evangelizzatrice della pietà popolare” e incoraggia la ricerca dei teologi invitandoli ad avere “a cuore la finalità evangelizzatrice della Chiesa”.

“L’evangelizzazione – prosegue il Papa – implica anche un cammino di dialogo” che apre la Chiesa a collaborare con tutte le realtà politiche, sociali, religiose e culturali.

L’Ecumenismo è “una via imprescindibile dell’evangelizzazione”. Importante l’arricchimento reciproco: “quante cose possiamo imparare gli uni dagli altri!”; per esempio “nel dialogo con i fratelli ortodossi, noi cattolici abbiamo la possibilità di imparare qualcosa di più sul significato della collegialità episcopale e sulla loro esperienza della sinodalità”. Attraverso uno scambio di doni, lo Spirito può condurci sempre di più alla verità e al bene.

Infine, l’ultimo capitolo è dedicato agli “evangelizzatori con Spirito”, che sono quanti “si aprono senza paura all’azione dello Spirito Santo” che “infonde la forza per annunciare la novità del Vangelo con audacia (parresia), a voce alta e in ogni tempo e luogo, anche controcorrente”. Si tratta di “evangelizzatori che pregano e lavorano”, nella consapevolezza che “la missione è una passione per Gesù ma, al tempo stesso, è una passione per il suo popolo”.

MISTAGOGIA DELLA VITA CRISTIANA

L’Anno Liturgico Bizantino

Con profonda gioia e gratitudine al Signore, offriamo alla nostra Eparchia un sussidio catechistico su “L’Anno Liturgico Bizantino”, come itinerario di fede. Lo consegniamo ai presbiteri, nella comune preghiera, perché possano essere sempre “servitori della Parola”; ai catechisti che svolgono un prezioso servizio, perché possano trovare cibo spirituale da distribuire; ai fedeli perché possano avanzare spediti e con gioia nel cammino di divinizzazione.

Queste pagine di mistagogia della vita cristiana, per il nostro vivo desiderio di creare nuovi strumenti catechistici nell’ottica orientale, così come ci invita a fare il Sinodo Diocesano e il II Sinodo Intereparchiale, e poter avvicinare alla spiritualità bizantina un sempre più ampio numero di giovani e adulti.

All’interno della Chiesa italiana, la Chiesa Bizantina Italo-Albanese apporta la ricchezza del suo vissuto plurisecolare, nello specifico della sua tradizione spirituale, liturgica, canonica, teologica, iconografica, per una più efficace predicazione dell’Evangelo nel nostro tempo e per un contributo all’interesse ecumenico in Italia.

RITIRO DEL CLERO

Mercoledì 18 dicembre, con inizio alle ore 9,30, si terrà il Ritiro di Clero nella Parrocchia “S. Giovanni Battista” ad Acquaformosa, con la meditazione tenuta da P. Carmelo Giuffrida sj.

Per le imminenti grandi festività, auguro di vero cuore una partecipazione piena alla “grande Gioia”, annunciata dall’Angelo per la Nascita di Gesù Cristo.

Il Natale di Gesù Cristo richiama al credente la propria redenzione. Le espressioni di gioia e di festa che assumono multiformi colorazioni popolari secondo i diversi paesi, mi auguro che accentuino il mistero della “benevolenza” di Dio.

La benevolenza del Natale ci riporta al centro del mistero cristiano e ci ripropone la vocazione divina, che è quella dei figli di Dio, redenti a prezzo del sangue di Cristo e destinati a vivere in “novità di vita”.

 

Invoco su ciascuno di Voi e sulle Vostre Comunità la Benedizione del Signore.

Lungro, 10 dicembre 2013

 

+ Donato Oliverio

Vescovo

Circolare del Vescovo Donato, 9 novembre 2013

Al Rev.mo Clero,

 alle Religiose e Fedeli laici

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Carissimi,

la grande consegna di Gesù è “Andate”. La “missione” si realizza nell’andare incontro a chi non crede, non nell’aspettare che egli ci venga a cercare. Occorre lasciare, a momenti, non “le novantanove pecore all’ovile”, ma le 25 o 30 persone che ci seguono per andare a cercare le settanta che vivono lontane. La sfida di questo momento storico per noi credenti è quella di colmare la lontananza da Cristo di tanti nostri fratelli, che pure talora in modo incosciente conservano una certa nostalgia di Lui.

Il Papa incontrando i sacerdoti ha affermato: “siate sempre in contatto con il vostro popolo”. Papa Francesco si è anche soffermato sulla fatica dell’essere sacerdoti perché il lavoro del sacerdote è duro. C’è una “fatica del lavoro”, c’è però anche una “fatica del cuore” che si vede “prima del tramonto della vita” dove “c’è la luce buia e il buio un po’ luminoso”.

Nel rispondere ad una domanda sul servizio pastorale, Papa Francesco ha ribadito che non bisogna “confondere la creatività con fare qualcosa di nuovo”. La creatività, ha affermato, è “cercare la strada perché il Vangelo sia annunciato”. “Non è soltanto cambiare le cose”. È un’altra cosa, “viene dallo Spirito e si fa con la preghiera e si fa parlando con i fedeli, con la gente”. A colloquio con un sacerdote si cercava di capire, ha affermato il Papa, come poter rendere la sua Chiesa più accogliente. “forse sarebbe bello che la Chiesa fosse aperta tutta la giornata… bella idea! Sarebbe anche bello che ci fosse sempre il sacerdote confessore a disposizione. Questa è una coraggiosa creatività”.

Papa Francesco ha proposto ai sacerdoti la figura del prete “misericordioso”. Un prete innamorato deve sempre fare memoria del primo amore, del Signore. Per me, ha detto il Santo Padre, questo “è il punto-chiave di un prete innamorato: che abbia la capacità di tornare con la memoria al primo amore… Una Chiesa che perde la memoria, è una Chiesa elettronica: non ha vita”. Il Papa ha quindi affermato che bisogna guardarsi dai preti rigoristi e lassisti. “Il prete misericordioso è quello che dice la verità, ma aggiunge: ‘Non spaventarti, il Dio buono ci aspetta. Andiamo insieme”. Questo, ha soggiunto il Papa, “dobbiamo averlo sempre sotto gli occhi: accompagnare, Essere compagni di strada”.

Non è mancato nell’incontro il tema delle periferie esistenziali, riferito alla situazione dei cattolici divorziati risposati. È un “problema grave, ha ricordato Papa Francesco, di responsabilità della Chiesa nei riguardi delle famiglie che vivono in questa situazione…” La Chiesa “in questo momento deve fare qualcosa per risolvere i problemi delle nullità matrimoniali”. Il Papa ha ricordato che nel prossimo Sinodo dei Vescovi, ottobre 2014, si parlerà sul “rapporto antropologico” del Vangelo con la persona e la famiglia, in modo che “sinodalmente si studi questo problema”. “Questa, – ha sottolineato il Papa, – è una vera periferia esistenziale”.

INCONTRO DEI GERARCHI CATTOLICI ORIENTALI D’EUROPA

 “Siamo radunati per cercare le risposte alle domande del mondo di oggi”. Con queste parole Mons. Milan Chautur, Vescovo di Košice per i cattolici di rito bizantino, ha accolto noi Vescovi Orientali Cattolici nella cittadina slovacca, dal 17 al 20 ottobre, per l’incontro annuale. Dall’Italia, all’Ucraina, dalla Romania alla Bielorussia, alla Francia, all’Inghilterra.

Vescovi rappresentanti di quattordici Chiese cattoliche orientali presenti in Europa.

“Le nostre ricche tradizioni, affermiamo nel messaggio diffuso al termine dei lavori, non resteranno un monumento da ammirare e ricordare, ma una sorgente di vita per guarire la cultura europea che sempre di più si sta secolarizzando e scristianizzando”.

A fare da sfondo all’incontro, è stato l’Anno della Fede e la commemorazione dei 1150 anni dell’arrivo dei Santi fratelli Cirillo e Metodio in terra slava.

Gli interventi principali sono stati affidati al cardinale Jozef Tomko, prefetto emerito della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, a Mons. Cyril Vasil’, arcivescovo segretario della Congregazione per le Chiese Orientali, a Mons. Dimitri Salachas, esarca apostolico per i cattolici di rito bizantino residenti in Grecia, e a Padre Juraj Dufka che ha proposto una riflessione sull’arte come strumento di evangelizzazione.

Nel contesto europeo, le comunità ecclesiali cattoliche orientali e ogni fedele sono chiamati, per provvidenza divina, “a proseguire la missione evangelizzatrice dei Santi Cirillo e Metodio, operando il necessario aggiornamento interno e l’organico progresso voluto dal Concilio Vaticano II”.

CONFERENZA EPISCOPALE CALABRA – COMMISSIONE PER L’ECUMENISMO E IL DIALOGO INTERRELIGIOSO

 

Nel cammino concorde che le Chiese stanno facendo in Italia, abbiamo promosso (insieme Cattolici e Ortodossi) un Convegno Regionale che si svolgerà a Rende – Sabato 23 Novembre 2013 presso l’Auditorium Giovanni Paolo II.

L’incontro è stato pensato come una riflessione corale sul tema:

Il Dialogo Ecumenico tra i Fratelli Cattolici e Ortodossi

Relazionerà:

  • Em. Rev.ma Mons. Stefanos Charalambides, Metropolita di Tallin e di tutta l’Estonia, Primate della Chiesa Ortodossa Apostolica Estone,

“A 50 anni dal Concilio Vaticano II: il dialogo tra la Chiesa Ortodossa e la Chiesa Cattolica: risultati e prospettive”.

  • E. Rev.ma Mons. Athenagoras Peckstadt, Vescovo di Sinope, presidente della EIIR (Associazione Internazionale e Interconfessionale di Religiose e Religiosi),

“Il Patriarca Athenagora I e la cancellazione delle scomuniche”.

  • Don Athos Righi, monaco, Superiore della Piccola Famiglia dell’Annunziata fondata da Don Giuseppe Dossetti,

“Il dono dell’unità”.

Vi chiedo di partecipare assieme alle vostre comunità, ricordando il rapporto speciale, in ragione della nostra storia e tradizione, che ci lega in particolar modo al Patriarcato Ecumenico e alle Chiese ortodosse di Grecia e di Albania.

Domenica 24, i fratelli della Chiesa Ortodossa parteciperanno alla Divina Liturgia in Cattedrale, a Lungro.

SENSIBILIZZAZIONE OFFERTE DEDUCIBILI

Le parrocchie hanno ricevuto i manifesti e i pieghevoli illustrativi con gli appositi bollettini di conto corrente postale per i fedeli che vogliono effettuare l’offerta per il sostentamento del clero. Ricordiamo ai fedeli che l’offerta per il sostentamento del clero, deducibile dalla dichiarazione dei redditi, è una via di condivisione fraterna.

RITIRO DEL CLERO

Giovedì 28 novembre, con inizio alle ore 9,30 avrà inizio il Ritiro di Clero nella Parrocchia “S. Giovanni Battista” ad Acquaformosa, con la meditazione tenuta da Mons. Antonio DONGHI, docente di Liturgia presso l’Ateneo S. Croce in Roma e lo studio teologico del Seminario Vescovile di Bergamo; docente di teologia sacramentaria presso l’Istituto superiore di Scienze Religiose di Milano e lo studio teologico di Reggio Calabria, docente di Liturgia presso l’Istituto teologico di Cosenza.

Consultore della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

 

Invoco su ciascuno di Voi e sulle Vostre Comunità la Benedizione del Signore.

Lungro, 09 novembre 2013

 

+ Donato Oliverio

Vescovo

Circolare del Vescovo Donato, 23 settembre 2013

Al Rev.mo Clero,

 alle Religiose e Fedeli laici

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Carissimi,

dopo aver celebrato la XXVI Assemblea Annuale Diocesana, dal 29 al 31 agosto a San Cosmo Albanese, ringraziamo il Signore per quanto abbiamo potuto vivere di bello e di buono. La Chiesa eparchiale ha risposto all’appello del Vescovo e si è adunata, attorno ad un tema di grande significato: “La Gloria di Dio. Annuncio, Mistagogia, Liturgia”.

Mi pare di poter rilevare che queste nostre Assemblee hanno messo in moto tante energie e stanno promuovendo una maturazione della coscienza ecclesiale, rendendoci più consapevoli del nostro ruolo di Chiesa Cattolica Bizantina Italo-Albanese in Italia, come presbiteri ma anche come laici nella Chiesa e incoraggiandoci ad affrontare con fiducia il rinnovamento richiesto dagli “Orientamenti Pastorali e Norme Canoniche” del II Sinodo Intereparchiale, che per noi sono il piano pastorale.

Desidero dire la mia gratitudine a tutti gli intervenuti, ai relatori che generosamente hanno dato le loro riflessioni, utili per il prosieguo della Chiesa eparchiale.

Il Convegno è sempre un grande momento di Chiesa, giacché ha visto raccolte in vicendevole ascolto e con palese impegno di comunione le Parrocchie dell’Eparchia largamente rappresentate. È giusto ascoltarci vicendevolmente, nella convinzione che Dio parla al suo popolo attraverso le vicende della storia.

Ritrovarci insieme annualmente è un segno della speranza della Chiesa di fronte alle difficoltà in cui versa tutta la società civile, nel momento presente. Dobbiamo stare accanto alla gente e metterci in ascolto, soprattutto a quelle famiglie che sono in difficoltà, per le molteplici prove che il nostro tempo riserva loro; molti si attendono concretezza da parte del corpo ecclesiale. Stiamo avviando dei progetti con la Caritas Diocesana che saranno resi noti prossimamente durante il ritiro di Clero. Il convenire insieme ci deve far gustare il nostro essere Chiesa del Signore Gesù, sempre presente con il suo popolo.

Viviamo un momento bello della Chiesa: il dono del nuovo Vescovo di Roma, il Papa, ci chiama con una commovente insistenza a essere credenti fieri e gioiosi del nostro essere cristiani, ad assumerci questa “responsabilità”. Dice che dobbiamo “rispondere” al dono che è la nostra vita credente e “risponderne” davanti a tutti coloro a cui vogliamo bene: a quelli che ci sono affidati o che incontriamo sul cammino della vita.

Papa Francesco ne è l’icona vivente e ci sorprende come sia capace di trasmetterlo a tutti con gesti e parole di disarmante semplicità.

ANNO PASTORALE 2013-2014

“O Creatore di tutto l’universo benedici il ciclo dell’anno con la tua bontà, custodisci in pace tutti noi e salvaci per intercessione della Madre di Dio”, così abbiamo cantato all’inizio dell’anno ecclesiastico che segna anche l’inizio dell’Anno Pastorale.

Abbiamo bisogno prima di tutto di Dio, che è luce interiore per il nostro cammino, che è luce interiore di Amore e di Verità. Senza amore, tutto il nostro fare, tutte le nostre attività anche le più importanti perdono di valore e non danno gioia. E chi ci dà l’amore e la verità, se non Gesù Cristo? Impariamo dunque ad aiutarci gli uni gli altri, a collaborare, ma prima ancora a scegliere il bene più grande. E domandiamo al Signore di iniziare questo nuovo anno pastorale con la Sua benedizione e la sua grazia.

Il tema che ho indicato a conclusione dell’Assemblea Diocesana e che sarà oggetto di riflessione per tutto l’anno pastorale è l’Anno Liturgico Bizantino.

Sarà il Consiglio Presbiterale, che ho convocato, a dare suggerimenti più dettagliati.

L’anno liturgico è “la celebrazione continuata e progressiva di tutto il piano della salvezza”. Soprattutto nei tempi forti offre in un intreccio mirabile tutti i temi centrali della catechesi. E nel ciclo dei Santi presenta modelli di vita vissuta.

È la forma principale della mistagogia della Chiesa.

GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE

Si avvicina la Giornata Missionaria Mondiale istituita perché il Popolo di Dio possa partecipare all’opera di evangelizzazione in tutto il mondo. La Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli e le Pontificie Opere Missionarie sentono più che mai come loro dovere di richiamare alla considerazione di tutti quanto già è contenuto abbondantemente nel magistero e nella prassi missionaria ed in particolare fanno appello in occasione della Giornata Missionaria Mondiale, domenica 20 Ottobre p.v. che nelle singole diocesi si favorisca il senso della partecipazione missionaria attraverso la Giornata annuale per le missioni. L’Ufficio Diocesano ha già distribuito il materiale occorrente. È il momento in cui il Popolo di Dio, in tutto il mondo, insieme riflette, prega ed offre il proprio contributo materiale per le necessità dell’evangelizzazione e per lo sviluppo delle giovani Chiese.

Questa Giornata deve essere celebrata in tutte le parrocchie, avendo a cuore che le offerte raccolte siano messe a disposizione del Santo Padre per la sollecitudine che Egli ha verso tutte le Chiese missionarie.

La raccolta delle offerte deve essere inviata in toto alla Curia Vescovile, che, a sua volta, la mette a disposizione delle Pontificie Opere Missionarie.

Confido che queste indicazioni trovino accoglienza cordiale, nel desiderio comune di voler contribuire alla diffusione del Regno di Dio.

VISITA ALLA CHIESA GRECO-CATTOLICA IN UCRAINA

E ALLA CHIESA CATTOLICA IN KOSOVA

Ho partecipato dal 16 al 18 agosto alle celebrazioni svoltesi a Kyiv in Ucraina per ricordare il 1025° anniversario del “battesimo” della Rus’. La Chiesa greco-cattolica in Ucraina con a capo l’Arcivescovo Maggiore Sviatoslav Shevchuk ha dato avvio alle celebrazioni con una preghiera sulla collina di San Vladimiro, l’Arcivescovo maggiore ha poi consacrato la cattedrale della resurrezione di Cristo e al termine ha ringraziato il Cardinale Bačkis, nella veste di inviato speciale di Papa Francesco. Alla celebrazione hanno partecipato tutti i vescovi greco-cattolici ucraini, il sottoscritto, Mons. Dimitri Salachas dalla Grecia e Mons. Fülöp Kocsis dall’Ungheria.

Su invito di Mons. Dode Gjergji, Amministratore Apostolico di Prizren, dal 4 al 6 settembre, ho partecipato a Prishtina, accompagnato dal protopresbitero Antonio Bellusci, alle celebrazioni del X anniversario della Beatificazione di Madre Teresa (Vjetori i Lumturimit të Nënë Terezës) e dei 1700 anni dell’Editto di Milano (Vjetori i Ediktit të Milanos).

A nome dell’Eparchia ho espresso riconoscenza, ossequi fraterni, auguri e ringraziamenti. Per me trovarmi per la prima volta nel focolare della Kosova è stata una grande gioia, la cui storia antica è intessuta con il cristianesimo, con l’albanesità, con un martirologio di santi, con canti epici e con il Kanun di Lek Dukagjini; come pure la storia recente della Kosova è abbellita dalla via della pace, della libertà, dalla collaborazione e dal progresso.

47ª SETTIMANA SOCIALE DEI CATTOLICI ITALIANI

Dal 12 al 15 settembre ho partecipato ai lavori congressuali della Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, accompagnato dal dott. Antonio Mondera, referente della Pastorale familiare.

Il presidente della CEI, cardinale Angelo Bagnasco ha aperto a Torino la 47ª edizione della Settimana sociale dei cattolici italiani. Appuntamento dedicato quest’anno al tema: “La famiglia, speranza e futuro della società italiana”.

Il Santo Padre nel messaggio indirizzato al cardinale Bagnasco si sofferma sul tema del convegno, ricordando che “come Chiesa offriamo una concezione della famiglia, che è quella del Libro della Genesi, dell’unità nella differenza tra uomo e donna, e della sua fecondità. In questa realtà, inoltre, riconosciamo un bene per tutti, la prima società naturale, come recepito anche nella Costituzione della Repubblica Italiana”.

RITIRO DEL CLERO

Giovedì 10 ottobre, con inizio alle ore 9,30 avrà inizio il Ritiro di Clero nella Parrocchia “S. Giovanni Battista” ad Acquaformosa, Chiesa Madonna della Misericordia, con la meditazione tenuta da Mons. Erasmo NAPOLITANO, Presidente del Tribunale Ecclesiastico Regionale Campano e del Tribunale Ecclesiastico di Appello dell’Italia Meridionale; Segretario della Commissione Disciplinare della Curia Romana (Città del Vaticano); Assistente Spirituale della Fondazione “U.A.L.S.I. (Unione Amici di Lourdes e Santuari Italiani).

 

Invoco su ciascuno di Voi e sulle Vostre Comunità la Benedizione del Signore.

Lungro, 23 settembre 2013

 

+ Donato Oliverio

Vescovo